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lunedì 11 marzo 2013

Il Metodo Kousmine: uno stile di vita sano per prevenire e curare (Parte 6°)

Con questo articolo si conclude la panoramica sui 4 Pilastri del Metodo Kousmine. Nessuno dei 4 pilastri è primo o ultimo, tutti sono importanti allo stesso modo e nessuno deve essere trascurato per poter far funzionare alla perfezione il metodo. Infatti parliamo oggi del Controllo dell'acidificazione dell'organismo che riveste comunque un ruolo determinante nel controllo dello stato di salute. L'equilibrio Acido-Base è considerato " l'equilibrio degli equilibri" nel mantenimento della funzione vitale.
Il pH o potenziale idrogeno rappresenta il grado di acidità o alcalinità di un sistema acquoso o una sostanza. Si misura su una scala che va da 0 a 14: valori al di sotto di 7 indicano acidità crescente con il diminuire del numero assoluto del pH (0 corrisponde al massimo di acidità); al di sopra di 7 indicano alcalinità crescente fino ad un massimo di 14.
Il pH fisiologico normale dell’uomo ha un valore di poco superiore a 7 (il sangue venoso presenta un pH di 7,32-7,42 o poco più). Valori al di sotto di questo limite denotano un eccesso di acidità, al di sopra, invece, un eccesso di alcalinità. Il mantenimento di un pH fisiologico di 7 o poco più, consente
ai processi vitali dell’organismo umano di avvenire regolarmente e svolgersi in completezza.
Mi piace fare un esempio parallelo per far capire il concetto: chi ha il "pollice verde" sa che le piante hanno una capacità vitale in funzione dell'acidità del terreno in cui vivono; una pianta che necessita di un terreno alcalino, messa in terra acida vi mostrerà in tutto e per tutto la sua incapacità ad uno sviluppo regolare, a manifestare colori che non le sono propri, foglie giallognole anzichè verdi, e a crescere con difficoltà fino a deperire e magari anche morire.
La normale attività fisiologica del nostro corpo produce acidità in continuazione: il metabolismo di proteine, carboidrati e lipidi è fonte di residui acidi, così come il semplice digiuno e l'attività fisica intensa. Se a questi si aggiungono una carenza di Oligoelementi e Vitamine, stress, farmaci, veleni ambientali, pesticidi e conservanti, stati psicologici come la paura, l'ansia e la rabbia, si moltiplicano le possibilità di non riuscire a tenere sotto controllo il pH fisiologico. Di contro, alimenti come le verdure e la frutta, e comunque una dieta equilibrata e vegetariana, attività fisica leggera, respirazione all'aria aperta (possibilmente pulita!), tecniche di rilassamento e meditazione, Pranayama, il bere molta acqua pura, sono alcalinizzanti ed in grado di contrastare l'accumulo di acidi.
Sappiamo già che la trasformazione delle sostanze che assorbiamo attraverso l’alimentazione richiede l’intervento di enzimi che sono generalmente attivati da oligoelementi e vitamine. Se questi vengono a mancare a causa di un’alimentazione carente, la suddetta trasformazione non può avvenire e dato che le sostanze intermedie delle catene metaboliche sono quasi sempre degli acidi organici, ciò provoca un accumulo anormale di acidi metabolici e un conseguente eccesso di acidità. Gli acidi in eccesso vengono neutralizzati dal sistema tampone fisiologico, dai polmoni (espulsione di anidride carbonica) e dai reni che conferiscono all’urina un pH acido. Grazie al valore del pH urinario è quindi possibile individuare l’eccesso di acidificazione dell’organismo.

sabato 9 marzo 2013

Il Metodo Kousmine: uno stile di vita sano per prevenire e curare (Parte 5°)

Per concludere la trattazione del 3° pilatro del Metodo Kousmine, Igiene intestinale, vorrei dare qualche utile consiglio per una corretta esecuzione degli Enteroclismi in base alla mia personale esperienza. Sembra banale, e in fondo, una volta acquisita la poca esperienza che serve, lo è; però se ci si attiene alle poche ma utili istruzioni che seguono, si evitano errori che fanno perdere tempo e che potrebbero portare a inutili e demoralizzanti fastidi, con il rischio di abbandonare una pratica che invece è determinante per una buona Igiene intestinale.

Innanzitutto, quando avrete in mano l'apposito kit o, dovrete assemblare il tutto: Serbatoio da 2 lt, canna flessibile di collegamento tra serbatoio e rubinetto, cannula rettale (attenzione, nella foto indico qual'è la giusta cannula per l'enteroclisma; quella più lunga viene generalmente utilizzata per lavande vaginali).
Si prepara il liquido per eseguire l'enteroclisma facendo bollire poco più di 2 lt di acqua; all'ebollizione si spegne il fuoco e si mettono in infusione 5 bustine di camomilla. Non si deve utilizzare camomilla già pronta liofilizzata da sciogliere nell'acqua. Quindi solo bustine per infusione oppure fiori di camomilla essiccati in quantità equivalente (che potrebbero essere tre cucchiai da tavola colmi). Si lasciano in infusione per 4-5 minuti e si tolgono i filtri oppure si filtra l'infusione per eliminare i fiori di camomilla. Abbiamo ottenuto l'infuso che va raffreddato a 38-39 °C (si può utlizzare un termometro per liquidi per essere certi di ottenere la temperatura corretta); è bene travasare l'infusione nel serbatoio (rubinetto chiuso!) con un paio di gradi in più rispetto ai 36-37°C poichè nelle operazioni di riempimento e attesa prima di iniziare l'erogazione dell'enteroclisma si perderanno un paio di gradi di temperatura. Aprire il rubinetto per riempire la canna e poi richiudere. La temperatura del liquido è importante perchè una temperatura molto diversa da quella corporea di 36°C (sia più calda che più fredda) produrrà più stimolo ad evacuare prima del necessario. Posizionare il serbatoio ad un'altezza di 50-60 cm oltre l'altezza dell'ano; perciò occorre decidere quale posizione si preferisce assumere (vedi sotto) e organizzare la sospensione del serbatoio in modo opportuno. Consiglio di praticare l'enteroclisma in bagno dove si possono trovare opportuni sostegni per i serbatoio e dove si è più vicini al WC; si può stendere sul pavimento un asciugamani da spiaggia sopra il quale assumere la posizione scelta.
Ungere leggermente la cannula con Olio di semi di girasole (vedremo più avanti che questo olio serve anche dopo la pratica di lavaggio) per facilitarne l'introduzione nel retto attraverso l'ano. Assumere una delle posizioni mostrate nelle figure qui sotto

Fig. 1: posizione sul fianco
Fig. 2: posizione sulle ginocchia
A mio avviso la posizione sulle ginocchia risulta più comoda per gestire meglio l'introduzione della cannula, la gestione del rubinetto ed i massaggi addominali.

venerdì 8 marzo 2013

Il Metodo Kousmine: uno stile di vita sano per prevenire e curare (Parte 4°)

Siamo giunti al 3° pilatro del Metodo Kousmine: l'igiene intestinale. Già vedo le faccie della maggior parte dei lettori che arricciano il naso; non siamo abituati a pensare al nostro intestino se non quando ci duole o ci causa qualche fastidioso bisogno impellente di visitare la toilette mentre siamo in fila all'ufficio postale (magari maledicendolo) o stiamo per affrontare una prova importante, magari un esame scolastico; oppure quando sono ben 4 giorni o più che non sentiamo il richiamo della toilette e un fastidioso gonfiore o tensione addominale non ci fanno stare tranquilli e a volte neanche dormire sonni regolari. D'altra parte sono cosciente del fatto che la maggior parte della popolazione mondiale vive in funzione della cultura che vige nella società in cui vive e scommetto che non ci sono molti paesi al mondo che insegnano ad aver cura del proprio intestino come del proprio aspetto e della propria pelle! Qualcuno ancora scrive e comunica che la pelle è l'organo più esteso del nostro corpo: ben 2 metri quadri mediamente! Solo in pochi casi ed in testi molto attinenti all'argomento si ricorda che se estendiamo completamente la superficie, disponibile all'interno, del nostro intestino potremmo coprire un campo da tennis: parliamo di 350 metri quadri! Inoltre, sebbene il nostro intestino stia dentro l'addome come altri organi, esso ha due connessioni con l'ambiente esterno: la bocca e l'ano. A meno di specifici sistemi di chiusure (orifizi, valvole) potremmo considerarlo una superficie del nostro corpo a contatto con l'ambiente esterno ben più ampiaa della nostra pelle. E l'ambiente esterno immediatamente a contatto con la superficie intestinale è un mondo di microrganismi estremamente complesso; un ecosistema vero e proprio con una sua popolazione residente in perfetta simbiosi con noi, quando tutte le cose funzionano come si deve. La quantità di microrganismi presenti nel nostro intestino potrebbe essere in concorrenza con il numero di cellule che compone il nostro corpo e le differenti specie che la compongono vivono in un equilibrio che, se sano, rapprenta una fonte sicura di salute e benessere per noi.
Tuttavia non ci ricordiamo e spesso non sappiamo (ma purtroppo non lo sanno neanche i nostri medici) che questo equilibrio dovrebbe essere al centro dell'attenzione molto più spesso di quanto in realtà non succeda o non ci insegnino a fare. Facendo un piccolo esempio, quando il medico ci prescrive degli antibiotici per via orale, difficilmente si ricorda che un tale trattamento può sconvolgere l'equilibrio dell'ecosistema intestinale e se proprio ce ne ricordiamo noi, e glielo chiediamo espressamente, riescono anche a prescrivere il peggior probiotico che ci sia sul mercato: l'Enterogermina! (conoscono solo quella! o gli ricordano spesso che occorre prescrivere quella!).

mercoledì 6 marzo 2013

Il Metodo Kousmine: uno stile di vita sano per prevenire e curare (parte 3°)

Il secondo pilastro del Metodo Kousmine è l'apporto supplementare di vitamine, minerali ed oligoelementi. (Vitamine ed Oligoelementi )

Dopo anni di alimentazione sbagliata il nostro organismo potrebbe trovarsi, ed è quasi certo che effettivamente lo è, in uno stato di carenze di vitamine, minerali ed oligoelementi. Come abbiamo già avuto modo di chiarire, le colture intensive senza opportune concimazioni e rotazioni colturali, impoveriscono i terreni con la conseguenza finale di produrre frutti, verdure e cereali poveri di questi nutrienti. Se a questo si aggiungono i tempi di conservazione per la distribuzione, i tempi di conservazione nelle nostre case ed i metodi di preparazione e cottura spesso errati, ci ritroviamo con alimenti incompleti ed un conseguente ridotto apporto al consumatore finale; ecco dunque che non è così difficile ritrovarsi con le carenze di cui stiamo parlando. 
Non credo che ci sia bisogno di chiarire cosa sono le Vitamine vero?
Comunque le Vitamine sono sostanze complesse, presenti negli alimenti in quantità minima, e, a parte qualche eccezione, non sono sintetizzabili dal corpo umano. Il termine vitamina indica l’indispensabilità per la vita. Hanno una funzione per lo più di catalizzatori necessari nelle complesse vie metaboliche per la digestione e l’utilizzo dei principali nutrienti: proteine, carboidrati e lipidi. Forse è un po' meno sicuro che tutti sappiano cosa sono invece gli Oligoelementi: ad ogni modo stiamo parlano di elementi essenziali per un buon funzionamento della biochimica del nostro corpo, del nostro metabolismo (Oligoelementi). La loro presenza, assieme agli importantissimi e numerosissimi enzimi, determina tutte le reazioni biochimiche dell'organismo umano incidendo direttamente sul loro esito finale. Le reazioni biochimiche del nostro organismo devono essere sempre pronte a soddisfare le necessità funzionali del corpo nel momento giusto, perciò quando non vengono soddisfatte si incorre in altrettanti problemi funzionali che possono essere causati da un semplice accumulo di un metabolita che non siamo in grado di trasformare (proprio perchè manca l'elemento vitaminico o minerale che permette il funzionamento dell'enzima il quale attiva la reazione di trasformazione), oppure dal favorire una via metabolica piuttosto che l'altra quando lo stesso metabolita può essere utilizzato per due vie metaboliche diverse (in questo caso però si ottiene in modo preponderante un effetto piuttosto che un'altro poichè la via metabolica diventa obbligata a causa dell'assenza dell'elemento vitaminico od oligoelemento).

martedì 5 marzo 2013

Il Metodo Kousmine: uno stile di vita sano per prevenire e curare (parte 2°)



Proseguiamo, con questo articolo, il percorso iniziato ieri (se ti è utile leggi qui) relativo al primo pilastro del Metodo Kousmine ...
… con ulteriori sani consigli

a) Non bere o bere pochissimo durante i pasti. I liquidi diluiscono i succhi gastrici arrecando disturbo alla digestione, rallentandola o rendendola insufficiente per un corretto e successivo assorbimento dei nutrienti.

b)  per gli stessi motivi e a maggior ragione non bere bibite gassate durante i pasti, tantomeno se zuccherate.
c) Masticare bene prima di deglutire: la fisiologia della digestione insegna che è necessario ridurre ai minimi termini i bocconi di cibo che introduciamo nel canale digerente; la masticazione è la prima tappa del processo digestivo. Ricordiamoci che la saliva contiene la ptialina, un enzima (amilasi salivare) che attiva da subito la digestione dei carboidrati; dato che viene inibita dall’acidità gastrica è importate fare in modo che svolga il più possibile il suo compito prima di entrare nel succo gastrico, quindi è importante mantenere a lungo in bocca il bolo alimentare per favorire la predigestione dei carboidrati. Non farlo ci porta a stimolare maggiormente il pancreas (secerne gli enzimi digestivi, amilasi pancreatiche, che dovranno lavorare nell’intestino) che se non fosse in grado di mettere a disposizione sufficienti enzimi digestivi ci porterebbe ad una mal digestione dei carboidrati ed a fermentazioni intestinali con conseguente disbiosi (disequilibrio della flora batterica intestinale). Le proteine ed i grassi non vengono predigerite in bocca, ma la loro buona digestione nello stomaco e nell’intestino deriva da una buona frantumazione fisica che porta ad un incremento della superficie di attacco degli enzimi che si dovranno far carico della loro distruzione con una conseguente miglior possibilità di essere ben digeriti. Proteine mal digerite che arrivano nel tratto finale dell’intestino generano putrefazione con formazione di sostanze tossiche potenzialmente riassorbibili attraverso la parete intestinale.


d) Consumare le verdure crude all’inizio dei pasti perché l’azione degli enzimi in esse contenuti facilita la digestione degli altri alimenti che essendo stati cotti presentano una vitalità enzimatica inferiore; è noto infatti che gli enzimi, essendo strutture proteiche, si degradano col calore. E’ stato inoltre dimostrato che ogni volta che si inizia un pasto mangiando cibi cotti, si ha un innalzamento dei linfociti nel sangue segno che il sistema immunitario si è messo in moto; questo fenomeno non succede se si inizia il pasto mangiando verdure crude. Questo semplice accorgimento permetterà al nostro organismo di risparmiare  stress ed energie al nostro sistema immunitario e sarà un’abitudine salutare per aiutare il nostro dispendioso processo della digestione.

lunedì 4 marzo 2013

Il Metodo Kousmine, uno stile di vita sano per prevenire e curare

Il Metodo Kousmine, nato dalle intuizioni della Dottoressa Catherine Kousmine (Leggi qui chi era Catherine Kousmine) è uno stile di vita alla portata di tutti che si basa su 4 pilastri fondamentali:
1) Una sana alimentazione (ne parliamo in questo post)
2) L'apporto supplementare di Vitamine ed Oligoelementi
3) L'igiene intestinale
4) Controllo dell'acidificazione dell'organismo

UNA SANA ALIMENTAZIONE
Il peggioramento generale della salute umana che vede da tempo la crescita esponenziale di vittime e del numero delle malattie degenerative (della cui origine la medicina convenzionale non ne è ancora venuta a capo) e l'instaurarsi di gravi patologie già in giovane età è legato ai cambiamenti introdotti nell'alimentazione che ha subìto da lungo tempo le pressioni e le distorsioni volute dalle attività dell'industria alimentare a loro volta legate alla necessità di produrre cibo per una popolazione sempre più numerosa. Dalle tavole nel mondo sono man mano scomparsi nutrienti indispensabili a salvaguardare la salute umana, sono scomparsi alimenti naturali come i Cereali integrali e gli Oli vegetali spremuti a freddo (che Kousmine ha definito Vitamina F) preferendo purtroppo l'introduzione in larga scala di alimenti morti come le farine bianche, lo zucchero raffinato, le margarine e l'uso indiscriminato del latte vaccino e del lattosio industriale come ingrediente di un gran numero di preparati alimentari. Mano a mano anche l'agricoltura si è spinta industrialmente allo sfruttamento del terreno a favore di colture spinte e protette con pesticidi e concimi chimici per una maggiore resa e senza sprechi. Gli allevamenti intensivi di animali da macello nutriti sempre più con alimenti impropri e contro natura (ma dal punto di vista produttivo di grande efficienza), come le farine di proteine animali (per nutrire gli erbivori!!), associati alla somministrazione di ormoni e farmaci utili per l'ingrossamento delle masse corporee degli animali destinati in breve tempo al macello, hanno portato alla comparsa di sintomatologie anomale, simili agli effetti dell'ormonoterapia, persino nei bambini (mastopatie) oltre che alla comparsa di malattie legate allo sviluppo di nuovi virus di cui l'uomo ha dovuto temere fortemente per la propria salute (mucca pazza e aviaria). Questo però ha visto sicuramente la salute umana cadere sempre più nelle braccia dei sistemi sanitari che hanno visto i loro volumi di affari aumentare indiscriminatamente, aiutati dalle classi politiche e scientifiche che non si arrendono all'idea di una necessaria decrescita e un ritorno alla natura per la salvezza del genere umano. L'oblio degli alimenti naturali, che per fortuna pian piano stanno riprendendosi il campo e lo spazio perduti insieme alla consapevolezza di un vivere vero, ha permesso questo scempio nella salute umana, uno scempio che stiamo vivendo con dolore fisico e sofferenza emotiva ormai in tutte le famiglie abitanti di questo mondo e principalmente in quello, cosiddetto, occidentale. 
Non trovi che tutto questo ha un senso? Allora potresti impegnarti anche tu a seguire il  decalogo per una sana alimentazione che ti condurrà a riprendere possesso consapevolmente della tua salute fisica e mentale per prevenire e curare.


1-    Utilizzare unicamente oli vergini e prodotti da semi coltivati biologicamente, di prima spremitura a freddo e conservati correttamente (vale a dire in bottiglie di vetro scuro e a basse temperature dopo l’apertura del contenitore). La caratteristica di questi oli è la presenza di alte percentuali di acidi mono- e polinsaturi (uno o più doppi legami tra due atomi di carbonio della catena dell’acido grasso) definiti anche “Vitamina F” che si ricavano principalmente dai semi di girasole, di soia, di mais, di vinaccioli, di arachide, di colza e di oliva (questi ultimi tre più ricchi in acidi monoinsaturi); anche l’olio di lino e di noce sono molto ricchi in acidi polinsaturi, ma hanno la caratteristica di irrancidire molto rapidamente, se non vengono conservati correttamente e consumati in tempi brevi, e dare origine addirittura a sostanze tossiche (ecco perché vengono venduti in bottigliette scure da poche centinaia di grammi).


Olio
% Saturi
% Monoinsaturi
%Polinsaturi
Girasole
11
24
65
Arachide
20
50
30
Mais
13
27
60
Vinaccioli/Lino
12
16
72
Oliva
15
75
10
Riso
16
43
38



Gli acidi grassi polinsaturi sono anche detti “essenziali” poiché intervengono in funzioni vitali nell’organismo umano; tali acidi sono l’acido linoleico, l’acido alfa e gamma linolenico, l’acido di-omo-gamma-linolenico e l’acido arachidonico. Essi hanno un ruolo fondamentale sulla struttura e sull’impermeabilità delle membrane cellulari oltre che nella sintesi delle Prostaglandine (elementi necessari nei meccanismi di difesa immunitaria, comunemente indicate con le sigle PGE2 e le PGE1).

Questi oli non devono essere mai cotti e, una volta aperto il contenitore, vanno conservati in frigorifero; un riscaldamento al di sopra dei 40°C ne determina la morte, ossia la trasformazione strutturale (da cis a trans) della molecola che non la rende più utilizzabile dal nostro organismo.

sabato 2 marzo 2013

Omega 3 e Omega 6: cosa sono e quali fonti usare per non correre rischi

Scrivere di Omega 3 e Omega 6, questi importantissimi nutrienti, si corre il rischio di ripetere le stesse informazioni che sono ormai da anni di comune dominio anche in internet. Voglio che il contenuto di questo articolo porti qualcosa di nuovo e spero di riuscirci. Spesso però si incorre comunque nelle informazioni che d'abitudine corrono in rete, derivate dalle stesse fonti e poco spesso commentate con consapevolezza e un po' di visione coi piedi per terra.
Oltre che importantissimi, gli Omega 3 e Omega 6, sono da considerare "essenziali" ovvero indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo; il termine "essenziale" significa che il nostro corpo non è in grado di fabbricarli per proprio conto a partire da altri precursori, quindi necessitano di essere introdotti da fonti esterne, con l'alimentazione. Trovo tuttavia utile e comodo per il mio lettore trovare qui di seguito una breve descrizione di cosa sono gli Omega 3 e gli Omega 6.
Gli Omega 3 e Omega 6 sono Acidi Monocarbossilici Alifatici Insaturi (ossia molecole composte da una catena lineare a numero variabile di atomi di Carbonio (C) e di conseguenza anche Idrogeno (H), con un solo gruppo acido Carbossilico -COOH situato alla fine della catena); essi contengono punti di insaturazione (doppi legami fra atomi di Carbonio chimicamente codificati con un simbolo del tipo C=C , oppure semplicemente == ) in posizioni specifiche della catena che, a differenza dei grassi saturi, li rende delle vere e prorpie molecole vive, attive e pronte a collaborare con noi per importanti e utili attività nell'ambito del metabolismo tanto da essere considerati i migliori alleati della nostra salute.
Ad esempio un Omega 3 famoso come l'Acido Alfa Linolenico (comunemente identificato con la sigla ALA derivante dalla denominazione inglese Alfa Linolenic Acid) ha una struttura molecolare di 18 atomi di Carbonio ed ha il primo doppio legame ,dei tre presenti, (legame insaturo, quindi attivo) in posizione 3 a partire dal primo atomo di Carbonio della catena; per questo motivo spesso viene anche indicato come "18:3; ALA". Con questo principio si possono facilmente identificare tutti gli Acidi grassi insaturi come l'Acido Eicosapentaenoico (20:5;EPA) e l'Acido Docosaesaenoico (22:6; DHA) che sono gli altri due principali Omega 3.