Translate

martedì 10 dicembre 2013

Meditazione: una via d'uscita all'attuale crisi dell'esistenza del pianeta Terra.


I benefici della meditazione sono tali da sembrare decisamente incredibili.
Quando si arriva alla fine di questo articolo ci si domanda senza esitazione "perchè non si cominci subito a divulgare queste informazioni quanto più possibile e rendere la pratica meditativa disponibile fin dall'infanzia anche nella cultura occidentale, prima causa della distruzione imminente di questo pianeta".
Questo è anche il motivo per cui ospito queste informazioni nel mio Blog.
A darci una prova certa dei sorprendenti effetti della Meditazione nella vita sociale, è proprio la ricerca e con una mole di dati davvero impressionante: ben oltre 815 studi pubblicati dai più importanti ricercatori nel settore della medicina, ne documentano i benefici per la mente, la salute fisica, il comportamento e l'ambiente, oltre ai vantaggi della sua applicazione pratica nei campi della formazione, dell'istruzione e in tutte le altre aree principali dell'attività umana. Ecco il quadro che ne emerge, e che giustifica ampiamente l’enfasi con cui ne parliamo: chi pratica correttamente la meditazione si ammala molto meno degli altri. Nelle patologie gravi, la riduzione è del 50% nella fascia di età fino ai 40 anni. Oltre i 40, proprio quando abbiamo maggiori problemi di salute, la riduzione arriva fino al 67%. Tra la malattie gravi sono incluse ad esempio cancro (-53%), respiratorie (-73%) cardiovascolari (-87%).
La meditazione è stata sperimentata in molti casi che presentavano patologie gravi non-responder (in cui la farmacologia non ha dato risultati), dando sempre una percentuale di successo significativa.
Per quanto riguarda la qualità della vita, gli effetti sono altrettanto eclatanti. Chi pratica la meditazione vive più serenamente, accetta meglio le avversità di tutti i tipi ed ha più successo nella vita. Questo aspetto, che a prima vista può sembrare strano, deriva da un diverso atteggiamento che assume spontaneamente, e che coinvolge anche le altre persone stimolandole a collaborare, a trovare soluzioni positive, a lavorare assieme con piacere. La meditazione porta un miglioramento del sonno, della capacità di divertirsi e di godere delle gioie della vita, ed un aumento del tempo a disposizione, dovuto alla maggior efficacia con cui si affronta tutto. Milioni di persone praticano la meditazione con successo, ma nonostante questo la sua diffusione è minima, comparata ai benefici che porta. L'esperienza dello stato di riposata vigilanza ha il massimo effetto rigeneratore sul sistema nervoso e sulla salute in generale. In breve tempo aumenta l'integrazione cerebrale e sviluppa il potenziale mentale in tutti i suoi aspetti, come l'intelligenza, l'attenzione, la creatività, la capacità decisionale e quella organizzativa; aumenta il benessere interiore e aiuta a prevenire le malattie; aumenta l'efficacia sul lavoro e rende la vita più appagante.
Cosa provoca la Meditazione?
Gli studi dimostrano che un numero relativamente ristretto di persone con un’intenzione focalizzata, ha un grande peso nel determinare la risposta della nostra realtà, sia nel nostro corpo sia nel mondo. Si va da studi svolti presso le migliori università, ai test sul campo effettuati in paesi devastati dalla guerra, dai quali risulta chiaro che ciò che sentiamo dentro di noi influenza non solo noi ma anche il mondo esterno. È stato chiaramente dimostrato che durante questi esperimenti di meditazione finalizzati alla pace si è verificato un declino significativo a livello statistico. Il numero degli incidenti stradali, delle visite al pronto soccorso degli ospedali e i crimini violenti fra persone si sono abbassati in proporzione all’effetto voluto.
1° Conferma: Guerra tra Israele e Libano. Un esempio famoso fu una ricerca condotta durante la guerra tra Israele e il Libano all’inizio degli anni Ottanta nel 1983. Questo studio consisteva nel trasferire persone ben addestrate a sviluppare la pace nel proprio corpo in aree mediorientali devastate dalla guerra. Lo scopo dello studio era quello di determinare se una riduzione dello stress nel campo localizzato di coscienza si rifletteva davvero nel senso di una minore violenza e aggressione su base regionale. Quando queste persone provavano tutte insieme un senso di pace in periodi determinati, il livello di violenza nell’area intorno a loro diminuiva significativamente. Nel momento in cui il numero di partecipanti era più elevato, le morti a causa della guerra erano inferiori del 76%. Durante il picco del conflitto libanese, questo esperimento è stato replicato consecutivamente per sette volte durante due anni, con i seguenti risultati: le morti per il conflitto diminuirono del 71%,  i feriti a causa della guerra diminuirono del 68%,  il livello del conflitto diminuì del 48%,  la cooperazione tra gli antagonisti aumentò del 66%.
Esiste peraltro una correlazione molto significativa dal punto di vista statistico tra il numero dei partecipanti alla meditazione e l’indice composto che misura il progresso verso la pace e la
Evoluzione della Coscienza e della Saggezza nell’Unità del nostro Pianeta.
L’effetto di riduzione dello stress sociale e dei conflitti è il fenomeno più rigorosamente convalidato nella storia delle scienze sociali.
2° Conferma: Riduzione Crimini Washington DC
Quando questo esperimento venne fatto anche nella città di Washington DC nel 1993, il capo della polizia andò in televisione disse che era impossibile diminuire l’incidenza di crimini nella città perché molto violenta, e che per fare questo sarebbe dovuto nevicare con 50 cm di neve in piena estate. Si fece questo esperimento, misero 4000 persone a meditare in un unico luogo. Il Dott. John Hagelin, fisico quantistico, annunciò, prima dell'inizio dell'esperimento, che si sarebbe verificata una marcata riduzione della criminalità. Era stato previsto che con un gruppo di quelle dimensioni i crimini violenti a Washington quell'Estate sarebbero calati del 25 per cento.
In barba al capo della polizia di Washington e alle sue dichiarazioni l’esperimento riuscì, e i crimini (omicidi, rapine, furti e assalti) diminuirono proprio del 25%.
La probabilità statistica che questo risultato potesse coincidere con una variazione fortunosa del tasso di criminalità fu praticamente zero (p < 0,000000002).
Questo esperimento ha dimostrato come lo spirito possa plasmare la materia.
Cosa Accade durante la Meditazione?
1) Coerenza celebrale. Nel 1970 Herbert Benson e Robert Wallace, medici dell’università di Harvard, iniziarono i loro studi sulle conseguenze e sugli effetti della meditazione sul cervello. Concentrarono i loro studi sulla MT (Meditazione Trascendentale, insegnata da Maharishi Mahesh Yogi) ottenendo misure concrete della diminuzione dell’ansia e dello stress nelle persone che praticavano regolarmente la MT.
Una scoperta ancora più interessante fu quella mostrata dagli elettroencefalogrammi (EEG) dei meditanti. Confrontando i tracciati EEG dei meditanti prima (stato mentale ordinario) e durante la meditazione, in quest'ultimo stato di coscienza le onde cerebrali diventavano coerenti ed il pensiero di tutti i praticanti si allineava e si coordinava entrando in fase, come se fossero tutti collegati, come se fossero un unico pensiero.

2) Miglioramento e modifica della struttura del cervello. Dall’11 Agosto 2010 su Psychiatry Research: Neuroimaging, si trovano i risultati di uno studio del Massachusetts General Hospital (MGH) che ha documentato gli effetti della meditazione nella materia grigia del cervello. Dallo studio risulta che la sensazione di benessere provata dai praticanti di meditazione non è solo frutto del rilassamento, ma è stata osservata una modifica nella struttura del cervello. Sono state registrate immagini di RM del cervello di 16 partecipanti due settimane prima e dopo un Programma di 8 settimane "Mindfulness-Based Stress Reduction (MBSR)" presso il Center for Mindfulness della University of Massachusetts. Sono state registrate le immagini di RM anche per un gruppo di controllo di non meditatori nello stesso periodo temporale. La meditazione si concentrava sulla consapevolezza delle sensazioni senza giudizio, sulle emozioni e lo stato della mente e i partecipanti hanno tenuto traccia del tempo impegnato a praticarla. I partecipanti hanno impiegato in media 27 minuti al giorno e le analisi delle immagini di RM hanno riscontrato un aumento della densità di materia grigia nell'ippocampo, importante per l'apprendimento e la memoria e anche in strutture associate all'autoconsapevolezza, alla compassione e all'introspezione. Questi cambiamenti non sono stati osservati nel gruppo di controllo.
3) Coscienza Trascendentale e produzione di Serotonina
Una spiegazione di carattere biologico agli effetti tangibili della meditazione sul mondo è stata proposta in uno studio pubblicato nel 2005 sul Journal of Social Behavior and Personality. La serotonina è un potente neurotrasmettitore che produce una sensazione di felicità, appagamento ed euforia. Le ricerche indicano che un basso livello di serotonina è correlato all’aggressività, all’umore depresso e alla violenza. Lo studio indica che quando la dimensione del gruppo di meditazione variava, la produzione di serotonina nelle persone che facevano parte della comunità circostante cambiava in modo corrispondente. Poiché i risultati erano statisticamente significativi, questo studio offre così un meccanismo neurofisiologico plausibile che spiega la riduzione dell’aggressività e dell’ostilità nell’intera società. Un aumento dell’attività della serotonina e una diminuzione del cortisolo sembrano essere associati all’esperienza della coscienza trascendentale delle persone che praticano la Meditazione. Durante la pratica della Meditazione le persone sperimentano la coscienza trascendentale, un quarto stato di coscienza caratterizzato da una attività cerebrale nettamente distinta da quella che caratterizza gli stati di veglia, sonno profondo e sogno. Lo stato di coscienza trascendentale produce coerenza nel funzionamento del cervello e gli scienziati pensano che questo fatto ravvivi la coerenza all’interno del campo unificato della fisica. Quindi attraverso il campo unificato si verifica un aumento di coerenza anche nel cervello delle persone che non praticano la Meditazione. Sul piano materiale questo aumento di coerenza si traduce in un aumento di serotonina.
L’effetto Maharishi, il Numero di Persone per Cambiare il Mondo
Quando gli esperimenti di meditazione furono interrotti, la violenza si ripresentò, rispetto al periodo degli esperimenti. Questo fenomeno divenne noto come «l’effetto Maharishi». Quando si forma questa massa critica di partecipanti, gli effetti cominciano a essere visibili. Ovviamente, più persone
partecipano, più rapidamente si possono scorgere questi effetti.
Maharishi Mahesh Yogi
Il significato del termine “Effetto Maharishi” è stato successivamente generalizzato come l’influenza di coerenza e positività in un ambiente sociale e naturale generata dalla pratica coordinata di programmi meditativi. I risultati di varie ricerche scientifiche pubblicate sull’effetto Maharishi includono: diminuzione della criminalità, riduzione dei conflitti, di incidenti, del tasso di mortalità, dei suicidi, di omicidi, l’aumento delle cooperazioni internazionali , il miglioramento delle condizioni economiche e la crescita delle attività economiche.
Sorge dunque spontanea la domanda: come mai, a fronte di una tale mole di prove scientifiche divulgate da anni con ogni mezzo, ci sia l’ostinata volontà di ignorare questo elementare, quanto efficace approccio per risolvere il problema della violenza?
Se 4000 persone riescono a cambiare l'estate di Whashinton con un drastico, incredibile calo di criminalità, cosa possiamo fare anche noi? Il numero minimo di persone richiesto per “mettere in moto” un cambiamento di coscienza è la radice quadrata dell’1% della popolazione. La coerenza generata da un gruppo di meditanti in numero pari alla radice quadrata dell’1% della popolazione ha il potere di influenzare misurabilmente la qualità della vita dell’intera popolazione.
Attualmente siamo più di 7 Miliardi di persone sul Pianeta Terra e il numero minimo di persone è di 8500 circa. Quanti abitanti ha la tua città? Per esempio, un gruppo di 200 praticanti sarebbe capace di produrre dei risultati rilevabili e significativi in una città di 4 milioni di abitanti (200 al quadrato moltiplicato per 100), un gruppo di 1700 praticanti potrebbe influenzare l’intera popolazione degli Stati Uniti e, secondo le medesime proporzioni, un gruppo di 8500 partecipanti in meditazione sincronizzata sarebbe capace di agire istantaneamente sull’intera popolazione del pianeta.
8500 Persone per Cambiare la nostra Realtà! Perchè non provarci? Siamo ad un punto di svolta sulla vita del Pianeta terra anche se si continua ad ignorare tutto ciò che sta succedendo, girando sempre la frittata verso la soluzione dei problemi economici che in fondo non sono quelli che portano il vero benessere.
E’ chiaro che questo numero rappresenta solo il minimo richiesto per superare la soglia. Tanto più grande è il numero di persone che partecipa, tanto più l’effetto viene infatti accelerato. Questi numeri ci ricordano le antiche ammonizioni secondo le quali poche persone possono fare la differenza per il mondo intero. Immagina cosa possono fare 1 Milione di persone insieme.
Uno studio pubblicato sul Journal of Offender Rehabilitation rappresenta una pietra miliare nel campo della difesa. Lo studio mostra che quando si raggiungeva la soglia globale del numero di persone che praticavano il programma di meditazione, si verificava una riduzione del numero di morti causati dal terrorismo internazionale. Queste assemblee si tennero durante gli anni tra il 1983 e il 1985. Lo studio ha investigato gli effetti prodotti da 3 grandi assemblee le cui dimensioni si avvicinavano alla soglia dell’Effetto Maharishi per l’intero mondo a quell’epoca (7000 persone).
Evoluzione della Coscienza e della Saggezza nell’Unità del nostro Pianeta
Lo studio, che ha utilizzato i dati forniti dalla Rand Corporation, ha evidenziato anche una riduzione dei conflitti internazionali del 32%. Durante le meditazioni, le statistiche si abbassano. Quando poi le meditazioni cessano, le statistiche ritornano sui livelli precedenti. Gli scienziati sospettano che la relazione tra meditazione di massa e l’attività di individui in comunità è dovuta a un fenomeno noto come l’effetto campo di coscienza.
L’impatto potenziale di questa ricerca è superiore a quella di qualsiasi altro attuale programma di ricerca sociale o psicologica. È sopravvissuta ad una serie di test statistici in numero assai maggiore rispetto alle altre ricerche nell’ambito della risoluzione dei conflitti. Questo lavoro e la teoria che ne sta alla base merita la più alta considerazione sia degli studiosi che dei politici. “ Ph.D. David Edwards, Professor of Government – University of Texas (Austin)

lunedì 9 dicembre 2013

Prof. Berrino, è vero che bisogna bere tanta acqua? Incredibile, sentite che risposta!!!



Ho trovato su YouTube, fra le tante interviste al Prof. Berrino, questo video dove il Professore risponde alla seguente domanda:
E’ vero che bisogna bere tanta acqua?

Sentite qui che razza di risposta ha dato il Prof. (riporto il testo del video, fedelmente trascritto)
Il Prof. Berrino dice: """C’è stato un bell’articolo di un ricercatore tedesco che ha cercato di capire da dove viene questa raccomandazione di bere tanta acqua.

Io vedo gente che va in giro con la bottiglietta d’acqua, ogni tanto bevono … io già ho una certa età e se facessi così avrei qualche problemino …di dover trovare il posto di andare a fare pipì. Ma, ci sono anche un paio di miei assistenti che hanno sempre la bottiglia dell’acqua sulla scrivania, ogni tanto ciucciano, lì. 
Questo ricercatore ha proprio cercato nei libri di medicina, nei libri scientifici, di rintracciare che studi c’erano per sostenere questa cosa di bere tanta acqua. Di fatto non ha trovato nessuna giustificazione se non un ragionamento, ha trovato un ragionamento che si fa: quando senti sete, vuol dire che sei già disidratato no? per cui è meglio bere prima di sentire sete
Io dico, il ragionamento è interessante, ma è possibile che il Padre eterno sia stato così cretino da farci venire sete solo quando è ormai troppo tardi? Perciò mi sembra più sensato seguire la filosofia orientale che dice: beviamo quando abbiamo sete.


Ma poi dipende moltissimo da quello che mangiamo. Di fatto, quando facciamo la frittura, e mangiamo la frittura, viene sete no? è inevitabile. Quando mangiate una pizza, tipicamente viene sete. Io se vado a mangiare una pizza a mezzogiorno bevo tutto il pomeriggio perché ho sete; ma quando avete sete bevete. Se voi mangiate i cereali integrali con i legumi e le verdure come base della vostra alimentazione, un po’ di frutta, ma non vi viene proprio sete. Anche perché nella digestione degli amidi si genera acqua e anidride carbonica, gli zuccheri sono fatti da … vengono costruiti dalle piante prendendo l’anidride carbonica dall’atmosfera e l’acqua dal terreno e quando noi bruciamo gli zuccheri produciamo acqua e anidride carbonica per cui di fatto non c’è bisogno di bere più di quanto non si ha sete. 
Però qualche volta, se voi state prendendo farmaci, per esempio, mi sembra una cosa prudente, cioè non è che abbai la prova, la dimostrazione, però mi sembra una cosa prudente di bere un po’ di più di quanto avete sete per aiutare l’organismo a buttarli fuori. E se anche proprio avete un’alimentazione da schifo, forse è meglio che beviate un po’ di più di quanto avete sete."""

Io dico: Grazie Professore! "Bella" risposta, ha fatto ridere qualcuno intorno a lei per le poche battute fatte per prendere tempo e che non centravano nulla con la risposta da dare, in compenso a me ha fatto molto più ridere la sua risposta in merito al problema specifico sulla necessità o meno di bere tanta acqua.
Innnanzitutto: se fossi stato in lei (e per fortuna non sono nei suoi panni!) avrei cercato di capire da subito una cosa: cosa intendiamo per "bere tanta acqua", di quale quantità stiamo parlando? 4 litri? 6 litri? 2 litri? (conosco gente che in estate beve anche 4 litri e più; si immagina un minatore di quanta acqua necessita per non disidratarsi?)
Secondo: lei vede persone che girano sempre con la bottiglietta d'acqua, la cosa la fa ridere o la stupisce; ma che ne sa lei di cosa provano quelle persone? magari hanno una sete della madonna, oppure hanno mangiato una pizza un'ora prima!!!
Terza cosa che non capisco: la pizza che di solito mangia è sintetica? Non è forse fatta di carboidrati? perchè i carboidrati dei cereali e dei legumi vengono trasformati in acqua e anidride carbonica mentre i carboidrati della pizza no? (credo, tra l'altro, che ci siano più carboidrati in una pizza che in un piatto di riso e lenticchie, quindi la pizza dovrebbe far venire meno sete no? invece è proprio il contrario; vuoi vedere che forse il motivo per cui viene sete dopo una pizza è diverso da quello che pensa lei?
Veniamo al quarto e ultimo appunto: lei dice che "se però state prendendo dei farmaci o se mangiate da schifo" è meglio che beviate più di quanto abbiate sete (l'ho scritto in italiano?). Bene, credo che adesso siamo sulla strada giusta: perchè sostiene questo? forse perchè l'acqua aiuta il nostro corpo a liberarsi da tossine? forse perchè l'acqua serve anche a rimuovere tante altre schifezze che si assumono in un'alimentazione inconsapevole, cosa che succede alla maggior parte della popolazione che si può permettere di mangiare (anche le pizze!)?. Nutrirsi con "Cibo spazzatura" credo che necessiti di grandi quantità di acqua per rimuovere le tossine che inevitabilmente si formano dalla digestione di questa innaturale fonte alimentare. 
Credo che una persona conosciuta e seguita come lei dovrebbe rendersi conto che prima di fare determinate considerazioni, come quelle emerse in questo video, sia necessario connettere la bocca al cervello (e spesso l'acqua, molecole bipolare, in grado di trasmettere cariche elettriche, aiuta anche a fare questo: beva, bava tanta acqua Professore!).
Sono convinto, e lo faccio da anni, che bere almeno 1-1,5-2 litri di acqua naturale al giorno (dipende da cosa mangiamo e dalla stagione in cui ci troviamo) sia necessario anche per contrastare l'acidosi fisiologica che, con la "moderna alimentazione", la fa da padrona nell'organismo di almeno l'80% della popolazione europea (immaginiamoci negli USA!!?). Bere abbondantemente acqua aiuta l'organismo a diluire e rimuovere le tossine acide che, per una legge della chimica, quando si concentrano possono precipitare e costituire un problema più serio. D'altra parte se l'acqua che beviamo è in sovrappiù, sappiamo bene che, per un meccanismo senza dispersione energetica, viene espulsa mediante il funzionamento renale, aiutando peraltro a mantenere pulito il tratto urinario.
Giusto dire (e qui bravo!), che se si prendono farmaci, soprattutto quelli pesanti, oncologici, bere in abbondanza è indispensabile, ma ricordiamoci che forse l'alimentazione media della popolazione occidentale è forse peggio dei farmaci citostatici che si usano in oncologia.
Un'ultima considerazione/domanda: ma cosa vuole trovare nei testi di medicina, nei testi scientifici di argomenti come questo, dove una risposta sensata potrebbe solo aiutare le persone a stare meglio? Le sembra che alla medicina e alla scienza gliene possa davvero fregare qualcosa di un argomento come quello relativo alla quantità di acqua che occorre bere per stare bene? Andiamo Prof., almeno non prendiamo in giro la gente!
Dunque, bastava dare una sola risposta: si, bere tanta acqua fa solo bene!

 





 

martedì 3 dicembre 2013

Regole per la Prevenzione del Cancro al seno: (Leonardo, RAI3) nel 2008 si sarebbero potuti evitare 15.000 tumori al seno.



Questa che segue è la trascrizione puntuale di quanto è stato detto oggi nella puntata di Leonardo, 14,30, TG delle Scienze di RAI3

<< I dati scientifici non lasciano dubbi, cambiando lo stile di vita si può prevenire il tumore, in particolare quello al seno. Ad esempio una camminata potrebbe evitare migliaia di casi ogni anno. Il cambio di dieta avrebbe gli stessi effetti, non si tratta di raccomandazioni generiche ma di indicazioni con una base scientifica. A Torino si è tenuto un corso nazionale per medici sul "Rapporto tra Stile di Vita e Tumori". 


Riferisce il tutto Silvia Rosa Brusin:
Per prevenire il cancro al seno è essenziale l’attività fisica, basta poco, non è necessario correre, una camminata veloce è perfetta, almeno mezz’ora al giorno. I dati di uno studio internazionale dimostrano che i benefici crescono con l’impegno; più volte alla settimana si cammina e meno si rischia.

Prof Carlo CampagnoliOspedale Sant’Anna di Torino: “Riduce di circa un terzo il rischio di comparsa del tumore del seno dopo la menopausa ed anche riduce di 1/3 il rischio di recidiva in donne che siano già state affette e che stiano seguendo le terapie”.

Purtroppo il 75% delle donne italiane non adotta questo esercizio, il 40% sono addirittura sedentarie eppure, sempre le statistiche, forniscono la controprova; dati certi sono stati elaborati per il 2008.

Prof Carlo Campagnoli : “In quell’anno ci sarebbero stati 15.000 tumori del seno in meno se le donne avessero fatto quella moderata attività fisica che viene raccomandata”

Sono ormai chiare le regole d’oro da seguire per prevenire il tumore al seno e le ricadute della malattia: oltre all’attività fisica, la dieta con pochissimi alimenti ad alta densità calorica, niente bevande zuccherate, poco alcool, poche proteine animali. Le diete eccessivamente proteiche mettono il turbo ai tumori. Dietro ad ogni regola c’è il perché scientifico.

Prof. BerrinoIstituto dei Tumori di Milano: “I meccanismi sono tanti, il nostro modo di mangiare influenza per esempio i nostri ormoni; se abbiamo un’alimentazione ricca di zuccheri, di pane bianco, di farine raffinate, questo fa aumentare la glicemia e chi ha la glicemia alta si ammala di più, la glicemia alta fa aumentare l’insulina e chi ha l’insulina alta si ammala di più, l’insulina alta stimola la produzione di ormoni sessuali e noi sappiamo dai nostri grandi studi su centinaia di migliaia di donne che chi ha gli ormoni sessuali più alti si ammala di più di tumore al seno. Certe sostanze che ci sono nei cibi agiscono su determinati geni a livello del nostro DNA, agiscono sull’accendere e spegnere i nostri geni, la cosiddetta Epigenetica. Sappiamo per esempio che il glucosio attiva l’Oncogene MIC che blocca i meccanismi che ci proteggono dalla proliferazione cellulare tumorale, quindi dal Cancro”

Strapieno il corso di formazione per Medici alle Molinette di Torino sugli stili di vita per contrastare il Cancro Mammario; c’è la summa degli studi mondiali con i risultati incrociati di ricerche su mezzo milione di persone; ci sono gli studi dell’istituto dei Tumori di Milano: tutti gli studi sperimentali puntano in una sola direzione: la dieta Mediterranea. >>

Ma cosa mai ci sarà di nuovo in questo servizio televisivo?
C'è la denuncia di quanto le donne avrebbero potuto fare se avessero adottato certe "regole d'oro" per la prevenzione del cancro al seno: ma cosa è stato fatto per enfatizzare queste regole d'oro? Quanto sono state supportate dai Media, queste informazioni? Non sarebbero dovute essere le notizie martellanti di ogni giorno (così come lo sono tante pubblicità aberranti di altrettanto aberranti prodotti, anche i farmaceutici da banco), su tutti i canali televisivi e radiofonici, su tutti i giornali e riviste? (magari al posto di quegli spot che il Consiglio dei Ministri spesso e volentieri paga e fa mettere in onda per un mucchio di cazzate che non servono a nulla). Non avrebbero, invece, dovuto martellare su quali sono le regole d'oro di una Sana Alimentazione e di uno stile di vita adeguato per prevenire le malattie? spiegando qual'è esattamente la dieta Mediterranea e perchè fa bene alla salute? dicendo chiaramente che gli Hamburger di McDonald's di Genova o di Livorno non fanno parte della dieta Mediterranea?

Mi è piaciuto questo servizio perchè ha detto qualcosa che per molti purtroppo è nuova, ma quanto sembra indietro nel tempo, quanto suona di anacronistico sentire parlare di questi argomenti che la Dr.ssa Kousmine ha scoperto 70 anni fa.
Eppure ci presentano queste cose come se fossero la rivoluzionaria scoperta degli scienziati Italiani che si occupano di Tumori, dimenticandosi che uno dei più famosi Oncologi al mondo, il Prof Umberto Veronesi ha recentemente svelato  in un'intervista shock le sue conoscenze in merito al rapporto tra alimentazione e cancro, tra industrie Farmaceutiche e Riviste Medico-Scientifiche (quelle che devono pubblicare le informazioni scientifiche). La carne è cancerogena, dice Veronesi! ma questo è stato volutamente nascosto per problemi di interessi economici, ha detto, e questa informazione non è mai stata rivelata. (Leggi qui)

Il Servizio di "Leonardo" di oggi suona un po' come un tentativo di far credere che la scienza è davvero interessata a curare i tumori e a proteggere le persone facendo prevenzione informativa.



L'Uomo Onnivoro: un'ipotesi a supporto della storia e origini alimentari dell'uomo

Dopo aver scritto l'articolo L'Uomo onnivoro: un errore evolutivo ho trovato in rete questa interessante ricostruzione sull'origine dell'alimentazione dell'uomo che ritengo sia di ulteriore supporto per ripensare le attuali abitudini alimentari dell'essere umano. La cosa interessante è che si ritrova sempre un motivo per cui l'uomo rischia un default a causa di errori nelle scelte alimentari. Gli uomini preistorici attirati verso la carne da circostanze legate all'abitudine di mangiare le larve (presenti anche nelle carni in putrefazione), avevano scoperto la possibilità di mangiare anche carne fresca e cruda, andando incontro a numerosi disturbi dell'apparato digerente che portarono i carnivori a gravi problemi gastrointestinali e a morte frequente.
Trovo una certa somiglianza con le condizioni dell'uomo moderno che si lascia attrarre da cibi raffinati, sofisticati, inutilmente voluttuari e assolutamente indadeguati alla sua vera natura di essere vivente vegetariano; le statistiche ci dicono che l'uomo evoluto dei paesi industrializzati e del benessere è un essere cronicamente MALATO, le malattie si manifestano in età sempre più giovanile e le possibilità di sopravvivere senza restare attaccati alle cure farmacologiche si assottigliano sempre di più, rendendoci mediamente dei "vecchi" pressochè non autosufficienti.
Vediamo insieme come, secondo questa ricostruzione, l'uomo è diventato consumatore di carne (che a mio parere non vuol dire carnivoro: stato che prevede una naturale predisposizione a cibarsi di carne cruda)
Già nella preistoria l’uomo aveva cominciato a cucinare il cibo e di questo ci sono le prove nei reperti man mano scoperti a testimonianza della capacità dell’uomo di gestire il fuoco ed i suoi servigi per proprio uso e beneficio.
Vediamo però qual è stata l’evoluzione per arrivare a questo traguardo.

Si sta parlando del periodo in cui i nostri antenati stavano lasciando progressivamente gli alberi delle savane che diventavano sempre più rari a causa dei disboscamenti causati dai grandi erbivori che degli alberi si cibavano e sui quali gli ominidi vivevano. Questi movimenti e migrazioni costringevano ad attraversare le distese di erba alta, territori di caccia dei predatori carnivori che erano avvantaggiati dal non essere visti da quegli esseri che non potevano vedere al di sopra del livello della distesa di erba: esseri accucciati o poco alti. Questi comportamenti hanno significato un certo tipo di selezione: chi non stava in piedi o non era sufficientemente alto da poter vedere oltre il livello dell’erba alta, correva il rischio (ma questo era una anche una fonte sicura di cibo per i predatori) di essere sbranato dai predatori che di loro si cibavano, determinando, sembra, anche la selezione degli esseri non eretti. Chi si salvava poteva quindi trasmettere i propri geni alle generazioni successive che sarebbero state di uomini eretti ovvero la nostra attuale postura.
A quei tempi la dieta dell’uomo era prettamente vegetariana o meglio fruttifera, integrata con proteine provenienti da insetti e larve come formiche, termiti, bruchi, larve di ditteri e imenotteri, spesso anche dolci.

L’attenzione per le larve portò l’uomo ad avvicinarsi alle carcasse degli animali morti, ovviamente pieni di larve di ditteri che nelle carcasse animali deponevano le uova e si sviluppavano divorando le carni; l’uomo iniziò allora a mangiare anche la carne in decomposizione che, per quanto ci possa sembrare disgustosa la cosa, era la sola forma digeribile perché la decomposizione portava a proteolisi (scomposizione delle proteine in aminoacidi). Da qui ne conseguì una progressiva abitudine a cibarsi di carne, difendendosi da altri animali (uccidendoli a suon di sassate!) e mangiando le carni stavolta fresche e crude. Purtroppo sebbene la carne fresca puzzasse meno, essa non era digeribile come quella putrida e questo provocava problemi all’apparato digerente degli uomini che la mangiavano, che spesso si ammalavano di gastroenteriti, altrettanto spesso mortali. Altri fatti hanno permesso a questa dieta carnivora di continuare e incrementarsi: la savana, stagionalmente secca si incendiava a causa di fulmini o fenomeni vulcanici e gli incendi che comportavano la distruzione di vastissime aree, facevano molte vittime tra gli animali che ci vivevano (bruciati o affumicati). Il mangiare le carcasse di animali morti in queste circostanze ha portato a capire che la carne cotta era più digeribile; il fuoco divenne allora un alleato nell’alimentazione, ma prima l’uomo dovette imparare a domarlo per conservarlo e produrlo per attrito per poi utilizzarlo per cuocere la carne il cui consumo era destinato ad incrementarsi sempre di più, cotta lentamente nel fuoco.  

Questa abitudine alimentare divenne anche sostenitrice di un comportamento aggressivo nei confronti di altri esseri animali e ominidi concorrenti, cosa che ancora oggi facciamo, forse grazie all’elevato stato di acidosi fisiologica che il nostro organismo matura grazie proprio al consumo di proteine animali e cibo spazzatura.
Grazie all’abitudine di cuocere, l’uomo si è avvicinato al consumo di altri tipi di vegetali che diventavano commestibili grazie alla cottura.
I periodi recenti delle glaciazioni hanno poi "costretto" l'uomo a fare del fuoco il suo principale alleato: per scaldarsi, per consumare sempre la carne dei grandi mammiferi (che abbiamo progressivamente estinto in tutto il mondo), per difendersi, per aggredire altre tribù umane e così via. Il riscaldamento con il fuoco era tuttavia, assieme alla cottura del cibo, anche il principale motivo del suo utilizzo: davanti al fuoco (calore e cibo) l'uomo imparò a vivere una vita sociale e creativa. Davanti al fuoco nascono la musica e la danza, i primi suoni gutturali che diverranno poi parole con un significato preciso. Questo stato di benessere, con il cibo in abbondanza, grazie all'uccisione stagionale delle mandrie di mammuth e altri mammiferi durante le loro migrazioni, si praticava anche la sessualità di tutto il gruppo sociale, incrementando la riproduzione e la numerosità del gruppo stesso, rendendolo potenzialmente più in grado di resistere all'estinzione.
Abbiamo visto dunque , secondo questa interessante ricostruzione, come l'uomo sia diventato consumatore di carne, non lasciando alcun dubbio sul fatto che per consumare carne abbia dovuto necessariamente adottare una tecnica di trasformazione per poterla rendere più digeribile. Tutto ciò ci deve far riflettere sulla innaturalità del cibarsi di carne da parte dell'Uomo elemento secondo me rilevante nel determinare lo stato di malattia nel quale la specie umana si trova.
Occorre quindi un approccio all'alimentazione più consapevole per nutrirsi meglio e non incorrere nello stato di acidosi (madre di quasi tutte le malattie) tipico delle popolazioni delle società industrializzate.
Puoi leggere di più sull'Acidosi nei miei articoli L'Equilibrio Acido-BaseFai il test dell'acidosi