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sabato 23 aprile 2016

SUPERFOOD: moda o necessità?

SUPERFOOD, moda o necessità?
Cosa intendiamo per SUPERFOOD? Un alimento naturale, normalmente appartenente al regno vegetale, raccolto da un ambiente naturale o coltivato in modo Biologico. Infatti, se un SUPERFOOD è un alimento ricco di micronutrienti (Vitamine, Minerali, Oligoelementi e Antiossidanti), non si può considerare un SUPERFOOD un alimento coltivato in maniera convenzionale, utilizzando pesticidi, fitofarmaci e concimi chimici.
Chiarisco subito la mia posizione rispetto a questa visione che riguarda quei cibi che per il loro contenuto nutritivo vengono considerati dei veri e propri attivatori di salute.
In realtà i SUPERFOOD non sono nè una nè l'altra delle due opzioni.


Come sempre, o meglio come spesso succede, quando un alimento "novità" viene lanciato sui mercati dove non è conosciuto, se ne approfittano tutti. Ricordo quando l'Aloe, una pianta dalle innumerevoli proprietà, qualcosa di veramente potente per risolvere numerosi problemi legati alla salute dell'uomo e degli animali, dicevo mi ricordo quando si fece di tutto per venderla sotto qualsiasi forma e si sono fatti persino i detersivi per i panni. Questo è un esempio di sfruttamento improprio delle proprietà di una pianta che io considero anche un alimento dalle proprietà straordinarie. Più recentemente, le Bacche di Goji stanno avendo lo stesso successo e sono finiti in formulazioni cosmetiche per le quali francamente non capisco quali sia la loro funzione, o se anche ce ne fosse una, come è dimostrata la loro efficacia.
I due esempi che ho citato servono per introdurre un concetto: lo sfruttamento di questi prodotti, sotto certi aspetti ridicolo, viene permesso grazie agli innumerevoli creduloni che ci cascano e che li comprano; nonostante questo ignobile sfruttamento, i Superfoods sono realmente dei potenti alimenti, ricchi di sostanze nutritive e principi attivi spesso necessari e a volte indispensabili anche per noi. E qui ci occupiamo dell'aspetto "necessità" di assumerli. Chiaramente chiunque sia affetto dalla sindrome del Fastfood o, senza estremizzare, dall'abitudine di cibarsi secondo le regole convenzionali dell'alimentazione occidentale (quella che procura tutti i clienti degli ospedali americani, europei, ecc.), ha "necessità" di introdurre i Superfoods nella propria alimentazione. Infatti l'alimentazione citata è assolutamente povera di micronutrienti utili a mantenere il corpo in salute (minerali, oligoelementi, vitamine, antiossidanti); in questi casi personalmente ritengo che neanche l'assunzione di Superfoods possa essere risolutrice, ovviamente. Il rapporto tra le tossine introdotte e la quantità di Superfoods che normalmente può essere assunta è decisamente sfavorevole all'equilibrio necessario per la salute.
Chi invece ha già acquisito l'abitudine ad una Sana Alimentazione, ricca di vegetali, biologici e di stagione, non avrà necessità di assumere Superfoods perché avrà già un apporto di micronutrienti sufficiente a mantenere il proprio metabolismo perfettamente attivo e pulito.
Quindi, sfatando il mito del Superfood, io preferisco considerarli dei cibi dai contenuti nutritizi importanti, ognuno con la propria peculiarità, che si possono assumere tranquillamente, ma senza farne una vera e propria mania e senza farli diventare degli eroi salvavita. All'interno di una dieta sana ed equilibrata sono utili ma non indispensabili.
Resta comunque valido e importante il loro contenuto nutrizionale. Ecco perché è utile conoscerli.








mercoledì 12 novembre 2014

MESQUITE: Super Food per vegani crudisti. Ottimo anche nella Crema Budwig

Mi incurioscono sempre molto gli alimenti che non fanno parte della cultura consumistica perchè spesso si incappa in insolite sorprese. E' l'esempio di questo alimento, ai più sconosciuto, che racchiude in sè un vero concentrato di nutrienti utili e un sapore davvero piacevole. Se sono qui a raccontarlo è perchè l'ho provato e lo sto utilizzando. Come alimento crudo sarebbe meglio rispettare il suo carattere nutritivo per gli elementi che offre così com'è: si presenta sottoforma di farina che tende a compattarsi ma si sgrana altrettanto facilmente dando l'opportunità di mescolarlo facilmente a cibi in forma di crema, pasta o liquidi (ad esempio sottoforma di frullati).
Ecco una breve presentazione di questo interessante prodotto che potete trovare a questo link: MESQUITE BIO IN POLVERE oppure nella pagina INTEGRATORI del mio Blog.



"La polvere di Mesquite è un alimento poco utilizzato solo da due ruppi di persone: 1) Le persone che vivono nel deserto e che lo hanno sempre conosciuto come cibo; 2) i vegani-crudisti che lo usano come Super-food, farina dolcificante. Mesquite Polvere è noto anche come farina di Mesquite, infatti viene utilizzata per preparare pane e dolci. Mesquite è ricco di proteine, ha un basso indice glicemico, e una buona fonte di fibra solubile, il che significa che si digerisce in modo relativamente lento e non provoca picchi di zucchero nel sangue, è senza Glutine, è anche una buona fonte di Calcio, ferro, lisina, manganese, zinco e potassio.

Si può utilizzare in ricette di raw food, in frullati e dolci. Questo ingrediente è molto versatile e molto nutriente ma poche persone lo conoscono veramente. Che sapore ha il Mesquite? Davvero buono! Il sapore è dolce, sapore di melassa con leggero sentore di caramello-nocciola. Ha una consistenza come la farina di grano ma forse un po’ più granulosa. Contiene circa il 17% di Proteine, rendendolo ideale per coloro che desiderano evitare i cibi ad alto contenuto di carboidrati. Ha un indice glicemico significativamente basso (non è una cura per Diabete) ma può concorrere ad una corretta alimentazione che aiuta naturalmente il nostro corpo."

Mesquite Polvere ha un valore sociale ed ecologico, nonché nutrizionale. La commercializzazione dei prodotti con Mesquite raccolti nelle zone rurali aride combatte la desertificazione e fornisce un’alternativa economica sostenibile a tagliare alberi per pascoli, produzione di carbone di legna o per altri scopi.
Io lo utilizzo ogni mattina nella mia CREMA BUDWIG la colazione della Salute della Dr.ssa Kousmine nella misura di un cucchiaino da caffè. Mi piace molto quando apro il barattolo perchè il profumo è molto invitante e può essere utilizzato nelle ricette di dolci, soprattutto, ma non solo, quelle che non necessitano della cottura in forno.



mercoledì 28 maggio 2014

Germogli: dai semi un prezioso contributo per la salute (3° Parte)

Abbiamo già visto un po' di storia e la prima parte dell'argomento che riguarda più da vicino i vantaggi nutrizionali e non nell'avere a disposizione una propria autoproduzione di germogli.
Proseguiamo con questo secondo aspetto che riguarda un po' più in dettaglio quali sono i vantaggi di far germogliare un seme che di per se potrebbe non avere interesse commestibile oppure non avere le caratteristiche nutritive che invece può apportare lo stadio di germoglio.
Il punto di forza che rende i germogli un super-alimento è la loro vitalità. Il processo che accade quando mettiamo i semi in un germogliatore, è lo stesso che precede lo sviluppo di una piantina, per il cui nutrimento il seme contiene già in sè tutti i nutrienti indispensabili ma incrementandoli in maniera considerevole; ogni germoglio contiene quindi tutte i nutrienti essenziali del seme, ma incrementati notevolmente. Mangiare germogli è come alimentarsi di verdure freschissime anche in inverno quando l'orto è a riposo, ma con numerosi vantaggi anche economici.

La primavera è un periodo molto adatto per il consumo di germogli perché il nostro organismo che si sta svegliando dopo l'assopimento invernale, ha un metabolismo ancora rallentato e necessita di smaltire tossine. Tuttavia anche il consumo invernale può dare dei vantaggiosi apporti di nutrienti vitaminici e minerali che spesso ci vengono a mancare.
I benefici dei germogli sono molti e importanti: sono disintossicanti e depurativi, sono ben digeribili e assimilabili grazie alla trasformazione biochimica che subiscono. Ma anche: stimolano le difese immunitarie, ritardano l'invecchiamento, combattono lo stress, il deperimento, la debolezza, la stanchezza fisica e psichica. In alcuni germogli si trovano sostanze antitumorali, come l'isoliquiritigenina che si trova anche nella liquirizia e nello scalogno; non dimentichiamo poi i germogli di Broccoli, sui quali la letteratura è estrememete ricca.
Per il loro contenuto nutrizionale i germogli devono essere considerati dei veri e propri integratori, quindi non se ne consiglia un uso troppo abbondante in quanto i nutrienti presenti dovrebbero essere considerati dei veri e propri "principi attivi".
Quanti se ne possono mangiare dunque? Un uso ottimale prevede innanzitutto un consumo vario di diversi tipi di germogli in modo da apportare tutti i benefici specifici di ciascun tipo di germoglio. Organizzare un'autoproduzione e consumo a rotazione di diversi tipi di germogli ci darà tutti i benefici della miglior farmacia naturale che abbiamo a disposizione a bassissimi costi.
Una quantità dai 50 ai 100 gr di germogli alla settimana per persona è considerata ottimale; queste quantità si possono distribuire nei 2 o 3 pasti giornalieri per avere un costante e completo apporto nutrizionale.
A chi non avesse ancora a che fare con un'alimentazione ricca di fibre posso consigliare di introdurre i germogli gradualmente, soprattutto se si intendono consumare germogli di legumi che essendo ricchi di fibre potrebbero dare inizialmente qualche disturbo intestinale, soprattutto chi già soffre di Colon irritabile e Coliti.

Cosa succede ai nutrienti già presenti nei semi quando li sottoponiamo a germogliazione?
Vitamine: la Vitamina C che nei semi dei legumi si trova in piccole tracce, dopo pochi giorni supera i 10 mg per 100 gr di germoglio. La B1 nel grano aumenta del 20%, la B6 del 225%, la E del 300%, i carotenoidi del 220%. La Vitamina B12 è presente in tracce anche nei germogli.
Minerali: possono raddoppiare o triplicare a seconda del tipo di seme. Nel grano ad esempio il Fosforo, il Calcio ed il Magnesio mediamente triplicano il loro contenuto.
Grassi: per quanti ce ne siano diventano più digeribili
Amidi: si trasformano in zuccheri e destrine rendendo i germogli più dolci ed energizzanti.
Proteine: diventano più digeribili a causa della loro scissione in aminoacidi facilmente assimilabili. Il livello nutrizionale delle proteine presenti dipende dal tipo di germoglio: ad esempio il grano contiene tutti gli 8 aminoacidi essenziali
Clorofilla: si forma quando i germogli vengono esposti alla luce solare. E' il verde contenuto nei vegetali, soprattutto nelle foglie e foglioline. Molto utile al nostro organismo per le proprietà di favorire la digestione, l'assorbimento della Vitamina A, stimolare la circolazione sanguigna, facilitare la rigenerazione e l'ossigenazione del sangue e la formazione dei globuli rossi. I germogli di Alfa-Alfa (Erba Medica) ne contengono una buona quantità.

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I Germogli nel Piatto Giuliana Lomazzi
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Oltre 80 ricette, gustose e salutari, per la cucina di tutti i giorni
Giuliana Lomazzi

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