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venerdì 14 luglio 2017

Grano in Italia: situazione a dir poco sconcertante!

Con 18 centesimi al Kg, questo è il prezzo di vendita del Grano duro in Italia gli agricoltori non ce la fanno proprio più perchè lavorano sottocosto.
Le Industrie alimentari italiane preferiscono il grano straniero che giunge nei nostri porti con navi stracariche non solo di questo prodotto ma anche di tutti i composti chimici autorizzati e utilizzati nelle colture oltre frontiera: costa meno! Il Canada e l'Ucraina 2 paesi fra tanti.
Le industrie alimentari che comprano e usano il grano straniero per produrre in Italia tutto ciò che propongono nei loro listini, sono anche le stesse che si fanno pubblicità facendo credere ai consumatori italiani che i loro prodotti sono Made in Italy. Una di queste è certamente BARILLA, ma tante altre seguono l'esempio e vendono alle grandi catene di supermercati prodotti come la pasta a prezzi imbattibili e promozioni (tipo paghi 2 prendi 3).

La realtà ci dice che l'Italia importa fra il 30 e il 40% del grano duro necessario al fabbisogno nazionale; la percentuale sale vertiginosamente quando si parla di grano tenero: 75%. Questo prodotto serve per produrre Biscotti, Pane, e altri prodotti sui quali viene messo il bollino del Made in Italy.
QUALI SONO I MOTIVI ADDOTTI DALLE INDUSTRIE?
Dicono essere assolutamente necessario l'uso dei grani importati e considerati "di qualità" (attenzione a non fraintendere!) ; si tratta di un commento riferito all'aspetto tecnico, di lavorabilità del prodotto. Dicono che questi grani sono più tenaci e sopportano trattamenti impetuosi, garantiscono elasticità ai prodotti, ma a scapito della nostra salute. Si tratta di farine che paragonate ai prodotti edilizi, sono dei buoni "Cementi" e ottime "Colle" che per i mattoni e le piastrelle; sono prodotti che costano poco ed hanno un glutine tenace, ideale per il pizzaiolo ed il fornaio che hanno bisogno di lavorare velocemente e per i pastifici industriali che devono produrre grandi quantità.
Ma, CHI CI GUADAGNA?
Certamente non la nostra Salute. La continua crescita del numero di persone affette dalla Celiachia può essere una risposta a questa assurda abitudine di utilizzare questi grani per produrre in Italia prodotti venduti con il Made in Italy.
Bisogna ribellarsi a tutto questo.
L'industria fa affari ed utili come al solito sulla pelle delle persone che si rivolgeranno al Sistema Sanitario per risolvere i problemi emergenti di salute; il Sistema Sanitario ci intrappolerà in circuito vizioso con esami, analisi strumentali, diagnosi, farmaci per malattie croniche, che grazie alla loro cronicità ci rendono accaniti consumatori di Farmaci chimici, da utilizzare per tutta la vita che non si riesce a capire bene perchè si allunga sempre più.
Certo, ci devono tenere vivi, per consumare alimenti stranieri che sostengono le nostre malattie che sostengono le Industrie del Farmaco e della Salute, altrimenti il PIL se ne va in palla!
CHE COSA FARE DUNQUE?
Il grano Canadese non deve passare più le nostre frontiere! Se aspettiamo che questa decisione la prendano i nostri politici, che al contrario fanno Accordi commerciali per facilitare e garantirsi questi passaggi dalle frontiere (come il recente CETA Comprehensive Economic and Trade Agreement, letteralmente "Accordo economico e commerciale globale"). Ma cosa si garantisce in arrivo da Canada? Grano regolarmente irrorato di Glifosato anche poco prima della raccolta e che permane nel prodotto ritrovandocelo nel pane industriale che acquistiamo e che mettiamo in tavola ai nostri figli.
Occorre garantire che ci sia trasparenza negli ingredienti enunciati sui prodotti venduti e gli italiani devono sapere che cosa stanno mangiando; informazione corretta per chi poi deve decidere consapevolmente cosa acquistare.
Dall'altra parte del banco, gli Italiani devono agire per non comprare i prodotti fatti con materie prime malsane e provenienti dall'estero, dove le regole e le attenzioni sulle pratiche agricole sono dettate dalle grandi industrie dei semi e della chimica. Acquistando con un prezzo del pane o della pasta superiore ma italiano e sano, non significa necessariamente che stiamo spendendo di più; dovremo prima o poi fare i conti con la nostra Salute e da quel momento non baderemo a spese pur di stare meglio (anche solo apparentemente)!
Ricordiamoci che il mercato lo fanno i consumatori: se i consumatori non comperano determinati prodotti, questi sono destinati a scomparire dai banchi dei Supermercati e dei grandi Discount. In tempo di crisi il prezzo e sotto tiro e molti si rivolgono ai Discount dove possono comperare 2 pezzi al prezzo di uno. Questi prima o poi spenderanno in Farmacia i soldi che hanno risparmiato sul cibo.
E GLI AGRICOLTORI COSA FANNO?
Dovrebbero prima di tutto chiedersi che grano coltivano e come stanno trattando la terra nella quale mettono i loro semi. E ancora, prima di tutto, dovrebbero chiedersi quali semi stanno mettendo nella terra che gli è stata affidata, perchè dovrebbero sentire la responsabilità  che hanno per il cibo che stanno producendo; forse non lo sanno ma dovrebbero tutti sapere che stanno programmando la salute dei consumatori dei loro prodotti; ognuno di loro dovrebbe chiedersi se darebbe da mangiare il cibo fatto col loro grano ai loro figli o nipoti.
Certo, la situazione è tale per cui non riusciranno a procurarsi da vivere coltivando il grano e non potendolo vendere al prezzo competitivo di quello che arriva per nave da oltreoceano.
Quindi meglio coltivare altro (Kiwi, pomodori e uva renderebbero di più) piuttosto che rendersi complici di una circuito vizioso dove i semi sono imposti, dove le estensioni del coltivato devono essere enormi, le attività meccanizzate al massimo, fertilizzando con la chimica e spandendo antiparassitari e diserbanti a più non posso per salvare il salvabile.
Dietro queste realtà agro-industriali ci sono a onor del vero anche persone che piantano alberi, si scambiano semi, organizzano feste per le mietiture, contadini che condividono macchinari per non investire più del necessario, che fanno girare ancora i mulini, anche quelli a pietra, acquistano pastifici in cooperativa e forniscono mercati locali, quelli delle loro parti, dove la gente si impegna ancora a cercare chi come loro sono consapevoli che la Salute parte prima di tutto dall'impegno del contadino che produce con onestà e intelligenza senza cercare futili guadagni sulla pelle degli altri.

IL RITORNO DEI GRANI ANTICHI (Senatore Cappelli, Saragolla, Tumminia, Grano Monococco, Gentil Rosso, Verna, Rieti, e tanti altri che provengono da varie aree e regioni d'Italia) è un segnale positivo di questa tendenza di aumentata consapevolezza; contadini che si stanno rivolgendo alle colture di prodotti che rubano dalla storia dell'agricoltura, quella che "la gente la guariva e non l'ammazzava". 
Si tratta di grani più digeribili e che hanno un sapore diverso. Grani che non hanno bisogno di fertilizzanti che "pompano" e danno alla terra un gran bisogno di acqua; non hanno bisogno di pesticidi se il contadino torna a far ruotare le colture.
Sono colture che rendono meno ma i prodotti vengono pagati di più perchè si riconosce in essi un prodotto molto ma molto più nutritivo, più salutare.
Questo è un inizio di cambiamento che per fortuna riguarda l'alimento più importante che ancora ci riguarda: il grano. E speriamo che questa cultura si espanda e vada a coinvolgere tutto quello che poi arriva sulle nostre tavole.













GUARDA L'AGGIORNAMENTO AVVENUTO IL 21/7/2017: TRASPARENZA ETICHETTE PER RISO E PASTA.

mercoledì 15 febbraio 2017

OIL PULLING: un doveroso approfondimento.

Non volevo lasciar passare troppo tempo dal mio ARTICOLO POSTATO IERI su questo argomento che riguardava in particolare la mia esperienza personale in merito al OIL PULLING; eccomi infatti pronto per un approfondimento su questa pratica le cui origini si fanno risalire nell'ambito della millenaria Medicina Ayurvedica, che utilizzava, ed utilizza ancora, questa pratica per affrontare non solo un gran numero di disturbi ma che si è dimostrata efficace in un gran numero di problemi di salute anche gravi.
Noi occidentali siamo abituati a pensare alle pratiche orientali in tema di salute con molto scetticismo e visione molto limitata rispetto ai potenziali che invece spesso hanno; se, ad esempio, facciamo mente locale sul fatto che l'OIL PULLING è un risciacquo della bocca con un Olio vegetale, ci risulta difficile credere che queste applicazioni possano avere dei benefici molto più allargati nella sfera delle malattie sistemiche, quelle riguardano organi e apparati anche lontani dalla bocca (ad esempio le Emorroidi, vedi oltre).
Se infatti l'effetto più evidente dell'Oil Pulling si identifica localmente nell'apparato boccale (Denti più bianchi, Gengive più rosa e sane, mucose boccali in generale più sane), è anche vero che una vasta bibliografia è disponibile con risultati che riguardano miglioramenti e guarigioni complete di disturbi organici anche gravi ai quali la medicina ufficiale non ha ancora dato risposta.
Sembra infatti che l'OIL PULLING possa essere di aiuto sostanziale per qualsiasi malattia o condizione cronica.
Qui di seguito un elenco dei disturbi e malattie che potenzialmente l'Oil Pulling sarebbe in grado di curare (elenco presentato dal Dr. F. Karach, medico Ucraino, al convegno di oncologi e microbiologi dell'Accademia delle Scienze dell'URSS alcuni anni fa):
- cefalee
- alitosi
- gengiviti
- insonnia
- bronchiti e malattie respiratorie
- mal di denti
- trombosi
- malattie della pelle (orticarie, eczemi, ecc.)
- ulcere gastriche e intestinali
- disturbi dell'apparato digerente
- stitichezza
- malattie cardiache
- problemi renali
- malattie del sangue
- paralisi ed encefaliti
- prevenzione della crescita dei tumori
- allergie
- artrite e problemi articolari
- emorroidi
- problematiche ginecologiche.
Secondo il Dr. Karach, questa tecnica di depurazione sarebbe in grado non solo di ripristinare la salute in modo stabile, ma anche di favorire la longevità. Io penso che la longevità sia una condizione conseguente ad un buono stato di salute, profondo e duraturo.
Grazie al fatto che con l'Oil Pulling le sostanze liposolubili (cioè quelle che si sciolgono nei grassi) possono essere rimosse, è lecito pensare che METALLI PESANTI, Pesticidi, Additivi, possono essere assorbiti dall'Olio vegetale ed espulsi.
Nei testi di Medicina Ayurvedica, la tecnica dell'Oil Pulling viene indicata per una trentina di malattie sistemiche, ma anche per depurare, ringiovanire, rinforzare i denti, guarire le gengive, migliorare l'alito, rinforzare la mandibola, migliorare la voce, attenuare le rughe delle guance, rimuovere infezioni, ...
Nell'ambito degli studi clinici relativi all'applicazione della tecnica di depurazione di Oil Pulling, già 20 anni fa furono presentati i risultati della sua applicazione su 1041 pazienti affetti da una o più patologie; l'89% di questi riscontrarono guarigioni da una o più malattie, mentre il restante 11% non ottenne nessun risultato. Le tipologie di disturbi curati rientrano nell'ambito della lista sopraesposta, ma vanno aggiunti Diabete, Poliomielite, Cancro, Lebbra, Fibromi neurali. Il maggior numero di risoluzioni positive dei disturbi si ebbe con 758 casi di pazienti con Dolori del corpo e dei problemi relativi a collo e cervicale.
Cercherò di dare ulteriori consigli in merito alla pratica in un prossimo post, vale la pena arricchire le conoscenze su questo metodo e con piacere le condividerò.




domenica 1 febbraio 2015

Caffè: nessuno lo dice che è dannoso per l'uomo e per l'ambiente.

In "Paradiso" pare che il Caffè sia buono e faccia bene. Lì il caffè lo trovi senza coltivarlo, senza raccoglierlo e senza tostarlo....ma sei già in Paradiso!!

Cosa succede invece qui sulla Terra?
Il Caffè, in Terra, è una delle piante più coltivate al mondo; le coltivazioni di caffè superano, in grandezza, di gran lunga quelle del frumento, del granoturco, del tabacco e della soia. Si parla di coltivazioni intensive, e come tutte le coltivazioni intensive vengono condotte con un uso massivo di pesticidi, fertilizzanti, diserbanti e altro, il tutto "regolamentato" dalle leggi dei paesi in cui le coltivazioni sussistono. La conseguenza di tutto ciò non è solo un incremento dell'inquinamento ambientale, ma si parla anche di sfruttamento delle risorse umane e violazioni non solo dei diritti umani ma anche dei diritti alla salute poiché la conseguenza del lavoro diretto nelle piantagioni, a contatto con sostanze chimiche tossiche, sono le malattie professionali e gli avvelenamenti.

Ma quando si parla del caffè, in chicchi o macinato a seconda delle esigenze di consumo, di cosa stiamo parlando?
Vediamolo in dettaglio:
- il caffè contiene più di 200 sostanze tossiche (Genere: Coffea; Specie: diverse ma tra le più importanti ricordiamo Arabica, Canephora, Liberica)
- la tostatura (che avviene attorno ai 240 °C) genera ulteriori sostanze tossiche che purtroppo vengono nascoste dagli aromi che si liberano proprio grazie alle tecniche di tostatura.
- il colore del caffè tostato indica carbonizzazione con presenza quindi di sostanze cancerogene
- il caffè contiene la Caffeina, una sostanza che la pianta produce naturalmente per difendersi contro insetti e animali che se ne vogliono cibare.
La Caffeina stimola le ghiandole endocrine (surrenali) umane a produrre adrenalina, ormone che ci dà quella sensazione energetica positiva che deriva invece da energia interna che viene "spremuta". Una volta passato l'effetto ci sentiremo fiacchi e stanchi con una gran voglia di prenderci un'altro caffè per tornare a sentirci nuovamente con tanta energia. E questo è il circolo vizioso che ci porta a consumare diversi caffè in giornata senza però risolvere il problema e creandone altri.
Questo circolo vizioso è la fonte principale dei guadagni dell'industria del caffè, una vera e propria dipendenza.
Oltre alle ghiandole surrenali, uno degli organi più bersagliato dalla Caffeina è il Rene: i reni, sotto l'effetto dannoso della caffeina, non riusciranno più a trattenere diversi minerali molto importanti per il nostro equilibrio come il Calcio, il Ferro, il Potassio, lo Zinco e le Vitamine del gruppo B, compresa la preziosissima B12. La mancanza di questi elementi nutritivi porterà il nostro corpo a manifestare disturbi di vario genere spesso legati allo stato di ACIDOSI che il caffè aiuta a creare. Il tutto si aggrava se il caffè viene dolcificato con lo zucchero raffinato (Bianco).
Per decidere di abbandonare il consumo di caffè, basti pensare alla seguente serie di effetti negativi che il suo consumo può provocare: bevuto in gravidanza può causare malformazioni e difetti agli arti dei neonati; è cancerogeno ed è associato ai tumori alle ovaie, vescica, pancreas, stomaco e intestino; per il contenuto di acido urico tende ad acidificare l'organismo, restringe i vasi sanguigni portando ipertensione, circolazione irregolare e insufficienza renale. Altera il sonno, produce ulcere gastriche, tremito muscolare e irritazioni gastrointestinali; stimola il pancreas a secernere più insulina. Il caffè dopo il pasto induce lo stomaco a svuotarsi anticipatamente, causando maldigestioni e malassorbimenti
Il Caffè è anche nemico della flora batterica intestinale "amica", quella che mantiene l'equilibrio fondamentale del nostro intestino, provocando quindi Disbiosi con tutti i problemi ad essa correlati.
Se pensiamo di poter risolvere la cosa bevendo il caffè DECA (decaffeinato), possiamo mettere da parte ogni speranza: il caffè decaffeinato manterrà intatto il contenuto di sostanze tossiche e probabilmente si aggiungeranno quelle usate per estrarre la caffeina, operazione industriale che non è a costo zero! neanche per la nostra salute.

venerdì 3 maggio 2013

Pesticidi Neonicotinoidi: Bayer battuta e finalmente al bando le molecole killer delle Api.

Riporto una notizia appena arrivata nella mia posta, come iscritto e sostenitore dell'organizzazione Avaaz che conta circa 22 milioni si sostenitori nel mondo e che si batte per portare la voce dei cittadini nei processi decisionali che riguardano cause molto importanti in tutto il mondo.
Per festeggiare questo risultato credo valga la pena di dare un'occhiata al sito di Avaaz: iscriversi alla loro newsletter non costa nulla e ti permette di essere sempre aggiornato sulle petizioni che lanciano e "se ci credi" puoi semplicemente firmare on line per essere uno dei partecipanti sostenitori di una causa che ti sta a cuore ed in cui credi perchè di importanza vitale per il pianeta. E' un modo per partecipare ed essere parte di un numero significativo di persone che vogliono finalmente far sentire la propria voce quando serve.
Ti lascio leggere l'articolo e puoi diffondere l'informazione per l'importanza che ha nella lotta per il salvataggio di un insetto di importanza vitale per la sopravvivenza dell'ambiente e nostra, cosa di cui le grandi industrie della chimica fanno finta di ignorare pur di salvaguradare i loro sporchi interessi.


"" Ce l'abbiamo fatta: l'Europa ha appena messo al bando i pesticidi ammazza-api!! Mega-aziende come Bayer si sono scagliate con tutte le loro forze contro questa decisione, ma una grande mobilitazione, della scienza e delle istituzioni che si sono finalmente aperte ci hanno permesso di vincere!! E' il momento di festeggiare questa boccata d'aria per una delle creature più preziose e importanti per la terra. Ma la messa al bando da parte dell'UE durerà solo per 2 anni e dovrà essere riconfermata. E in tutto il mondo le api continuano a morire per i pesticidi che le indeboliscono e le mandano in confusione e per la perdita di habitat mentre noi ariamo e costruiamo ovunque nelle campagne. In Europa e in tutto il mondo c'è molto lavoro da fare per permettere alla scienza di valore di guidare le nostre politiche sui temi dell'agricoltura e dell'ambiente. E noi siamo la comunità giusta per questo compito.

 
Le api di Avaaz
Api "muoiono" alla sede centrale di Bayer, Colonia
Vanessa Amaral-Rogers dell'organizzazione per la conservazione delle specie Buglife, ha detto:
"E' stato un voto dal risultato incerto fino all'ultimo ma, grazie a un'enorme mobilitazione dei membri di Avaaz, degli apicoltori e di molti altri, abbiamo vinto! Non ho alcun dubbio sul fatto che i fiumi di chiamate e email ai ministri, le iniziative a Londra, Bruxelles e Colonia, e la gigantesca petizione firmata da 2,6 milioni di persone hanno reso possibile questo risultato. Grazie ad Avaaz e a tutti quelli che hanno lavorato così duramente per salvare le api!"
Le api sono fondamentali per la produzione di circa due terzi di tutto il nostro cibo: per questo non appena gli scienziati hanno cominciato a notare che silenziosamente stavano morendo a un tasso terrificante e senza precedenti, Avaaz è entrata in azione, e abbiamo continuato a spingere finchè abbiamo vinto. La vittoria di questa settimana è il risultato di due anni in cui abbiamo sommerso i ministri di messaggi, organizzato manifestazioni per attirare l'interesse dei media assieme agli apicoltori, finanziato sondaggi e molto, molto altro. Ecco come ci siamo riusciti, tutti assieme:
  • Spingendo la Francia a resistere. Nel gennaio del 2011, un milione di persone hanno firmato la nostra richiesta alla Francia di mantenere il bando sui mortali pesticidi neonicotinoidi. I membri di Avaaz e gli apicoltori hanno incontrato il ministro francese dell'agricotura e hanno riempito l'etere facendo pressione su di lui affinchè si opponesse all'aggressivo lobbying dell'industria e mantenesse il bando, mandando un forte segnale agli altri paesi europei.

  • Bernie a Bruxelles
    Bernie, l'enorme ape gonfiabile, aiuta a consegnare la nostra petizione di 2,6 milioni a Bruxelles
  • Affrontando l'industria a testa alta. Bayer si è trovata di fronte ad Avaaz e ai suoi alleati che hanno portato la protesta alle sue ultime tre assemblee annuali. I manager e gli investitori del gigante dei pesticidi sono stati accolti da apicoltori, ronzii assordanti ed enormi striscioni con oltre 1 milione di persone che chiedevano loro di sospendere l'uso dei neonicotinoidi finchè gli scienziati non avessero verificato il loro effetto sulle api. Avaaz ha perfino tenuto una presentazione all'interno di uno dei loro incontri, ma la Bayer ha detto 'no'.

  • Farcendo in modo che la scienza conti. A gennaio l'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare ha rilevato che tre pesticidi mettono a rischio in modo inaccettabile le api, così siamo entrati in azione per assicurare che i politici europei rispondessero ai loro esperti scientifici. La nostra petizione è cresciuta velocemente fino a raggiungere 2 milioni di firme. Dopo molte discussioni con i funzionari dell'UE, Avaaz ha consegnato la richiesta proprio nella sede dell'UE a Bruxelles. Quello stesso giorno la Commissione ha proposto una messa al bando per due anni!

  • La marcia degli apicoltori
    Gli apicoltori ci aiutano a consegnare la nostra enorme petizione a Downing Street
  • Cogliendo l'opportunità. La battaglia per salvare le api ha cominciato a diventare incandescente tra febbraio e marzo. In tutta l'UE i membri di Avaaz sono entrati in azione mentre tutti i 27 stati dell'UE stavano per decidere se approvare o bocciare la proposta. Non appena i giganti dell'agricoltura Regno Unito e Germania hanno dichiarato che non avrebbero votato SI , Avaaz ha pubblicato sondaggi che mostravano l'esistenza di un'enorme maggioranza di inglesi e tedeschi a favore della messa al bando. I membri di Avaaz hanno mandato quasi mezzo milione di email ai ministri UE dell'Agricoltura. Evidentemente preoccupato di avere a che fare con i cittadini invece che con i soliti lobbyisti dell'industria, il ministro britannico Owen Paterson si è lamentato di un "cyber-attacco", che i giornalisti hanno trasformato in una storia in nostro favore! E poi arriva Bernie: la nostra ape di 6 metri a Bruxelles. Un modo davvero impressionante per consegnare la nostra petizione mentre i negoziati entravano nelle fasi finali. I giornalisti si affollano attorno a Bernie, e ci dicono che abbiamo contribuito a spingere il ministro spagnolo a valutare i risultati scientifici in modo più approfondito e a fargli cambiare posizione. Ma non abbiamo ottenuto la maggiornaza di cui avevamo bisogno per far approvare la messa al bando.

  • Bernie su The Independent
    L'ape Bernie ritratta sul giornale inglese The Independent
  • Il via libera definitivo. Ad aprile la proposta per salvare le api viene mandata a una commissione d'appello, dandoci la speranza di poter far cambiare posizione ad altri paesi. Nella tirata finale, Avaaz si unisce a gruppi tra cui la Fondazione per la Giustizia Ambientale, gli Amici della Terra e la Rete d'Azione sui Pesticidi, oltre ad apicoltri e famosi stilisti di moda amanti delle api, per organizzare un'azione fuori dal Parlamento Inglese. In Germania, gli apicoltori lanciano loro stessi una petizione rivolta al governo, firmata da oltre 150mila tedeschi in soli due giorni che viene consegnata a Colonia poco dopo. Ancora altre chiamate piovono sui ministri in diverse capitali quando Avaaz deve rispondere a un emendamento abrogativo dell'Ungheria, e schiera l'ape Bernie di nuovo a Bruxelles. Le aziende di pesticidi comprano spazi pubblicitari nell'aereoporto per catturare l'attenzione dei burocrati in arrivo, e comprano spazi radio suggerendo altre misure come piantare fiori di campo. Ma la loro macchina da propaganda viene ignorata e per prima la Bulgaria e poi, il premio più grande, la Germania cambiano posizione e questa settimana abbiamo vinto, con oltre la metà dei paesi UE che votano a favore della messa al bando!
E' stato un lungo viaggio raggiungere questa obiettivo, e non sarebbe stato possibile senza scienziati, specialisti della materia, membri delle istituzioni a noi vicini, apicoltori e i nostri alleati nelle campagne. Possiamo essere fieri di quello che abbiamo contribuito a raggiungere assieme.

Un importante attivista a difesa delle api, Paul de Zylva, a capo dell'Unità Pesticidi e Impollinatori degli Amici della Terra ha detto:
"Grazie ai milioni di membri di Avaaz che si sono mobilitati online e per le strade. Senza dubbio l'enorme petizione di Avaaz e le sue campagne creative hanno contribuito a far fare il salto di qualità, sostenendo il nostro lavoro e quello di altre ONG"

Con speranza e felicità,

Ricken, Iain, Joseph, Emily, Alex, Michelle, Aldine, Julien, Anne, Christoph e il resto del team di Avaaz
""

mercoledì 1 maggio 2013

Alimentazione BIOLOGICA. Un aiuto per salvare consapevolmente la Madre Terra .

Il Biologico è la vera e sola alternativa alla profonda crisi alimentare che affligge il nostro pianeta.
Quali sono le vere ragioni di questa crisi?
Una cosa è certa: c'è abbastanza cibo per sfamare tutti sulla Terra.
Uno dei problemi più pesanti che portano il bilancio in un "falso negativo" è che i cereali destinati all'alimentazione umana vengono dirottati verso due destini decisamente impropri:
- l'alimentazione animale (zootecnia)
- la produzione di biocarburanti.
Di fronte a questo quadro di falsa necessità l'industria degli OGM si propone come il "principe salvatore", sostenendo che le colture OGM sono la soluzione per risolvere il problema della fame nel mondo e risolvere la crisi. In molte parti del pianeta ce l'hanno fatta e gli OGM sono legalmente introdotti nell'agricoltura, per fortuna in Italia ancora NO!
Che gli OGM possono risolvere il problema della fame nel mondo è l'affermazione più falsa che sia mai stata escogitata dai colossi dell'indstria biotecnologica per acquisire il potere totale sul mondo, al di là di ogni conferma o smentita sulle implicazioni che il consumo di OGM possa avere sulla salute umana e sulla distruzione della biodiversità del pianeta.
Sono le coltivazioni Biologiche diffuse su larga scala la soluzione al problema! Ed i 10 punti seguenti ci chiariscono i motivi per cui il BIOLOGICO è meglio.
1) RESE PRODUTTIVE PIU' ELEVATE. In Brasile sono state raddoppiate le rese delle coltivazioni di mais e frumento; in Messico le produzioni di caffè sono incrementate del 50% ma il dato generale è che la resa media delle produzioni agricole che adottano il biologico è del 64% e i paesi che ne trarranno i maggiori benefici sono quelli meno industrializzati. Se in partenza le colture industrializzate e sostenute con i pesticidi ed i concimi chimici hanno più sprint, a lungo andare i terreni si impoveriscono e le colture diminuiscono drasticamente le rese e conducono alle desertificazioni; un netto sorpasso alla lunga da parte delle rese dell'agricoltura Biologica.

2) MENO ENERGIA FOSSILE CONSUMATA. Per produrre 1 caloria sotto forma di cibo, l'agricoltura convenzionale consuma 10 calorie di petrolio, mentre l'agricoltura Biologica ne consuma il 25% in meno e questo valore può migliorare se si considera che si possono usare sistemi per il risparmio energetico e la scelta di canali di vendita a livello locale che fanno risparmiare i consumi dei lunghi trasporti delle catene di vendita convenzionali. Si tenga conto anche dei disastri ecologici e dei costi correlati alle dispersioni di petrolio in mare dovute agli incidenti delle petroliere (ne abbiamo visti a non finire e abbiamo visto gli effetti sulla flora e fauna marina e terrestre).

3) MENO GAS SERRA IMMESSI IN ATMOSFERA. Le produzioni dei fertilizzanti chimici come il Nitrato d'Ammonio, il fertilizzante più usato in agricoltura convenzionale, causano notevoli emissioni industriali di gas serra (è stato calcolato che già nel 2003 fosse pari al 10% del totale delle immissioni ambientali dei gas serra in Europa da parte delle industrie). Questo si può evitare, ma in più l'agricoltura biologica arricchisce le sostanze organiche del suolo, queste imprigionano il carbonio nel terreno impedendo il rilascio di CO2 nell'atmosfera. Doppio effetto!

4) MENO CONSUMO DI ACQUA. Il dominio delle produzioni agricole di mais, frumento e riso comporta un consumo del 72% del totale fabbisogno di acqua dolce del pianeta Terra. L'agricoltura Biologica necessita di meno acqua perché i concimi organici e la pacciamatura stimolano i processi di mineralizzazione e aumenano il contenuto di sostanza organica del suolo che trattiene l'acqua.

5) PIU' CIBO DI PRODUZIONE LOCALE. Si calcola che mediamente gli ingredienti di un pasto medio, per arrivare sulla nostra tavola percorrono 1900 Km. L'agricoltura Biologica promuove il cibo locale e il consumo locale riducendo al massimo i trasporti per la distribuzione (Km 0) con un impatto ambientale inferiore; si tenga conto che questo promuove anche il consumo di alimenti di stagione con un impatto positivo sulla salute delle persone.

6) AZZERAMENTO DEI PESTICIDI. Negli ultimi 50 anni il numero dei diversi pesticidi prodotti è passato da 22 a oltre 450, con un numero di morti accidentali per esposizione o avvelenamento stimate attorno ai 20.000 all'anno. In agricoltura Biologica non si utilizzano pesticidi di sintesi perché una pianta sana in un terreno sano è più resistente agli attacchi dei parassiti.

7) RIDUZIONE DELL' IMPATTO AMBIENTALE. L'Agricoltura occupa gran parte del territorio (in Italia il 44%) quindi ha una grande influenza sull'ambiente. Le monoculture e le tecniche agricole intensive hanno portato dal '62 ad oggi una diminuzione media del 30% degli uccelli di campagna e altre specie animali e vegetali. L'agricoltura Biologica fortifica la biodiversità per mantenere la fertilità dei suoli e sostenere il controllo naturale dei parassiti.

8) AUMENTO DEL VALORE NUTRIZIONALE DEGLI ALIMENTI. I prodotti biologici contengono livelli di elementi nutritivi essenziali superiori e meno nitrati che possono essere tossici per l'organismo. Ne risulta un aumento dello stato di salute e una diminuzione dei costi per la sanità per il miglioramento delle capacità individuali di combattere le malattie.

9) SALVAGUARDIA DELLE VARIETA' LOCALI. L'agricoltura intensiva si basa su una elevata specializzazione e sulla coltivazione di un numero ristretto di specie vegetali, portando alla sparizione di numerose varietà locali e antiche. L'agricoltura Biologica invece promuove la biodiversità e valorizza specie e varietà locali

10) INCREMENTO DEI POSTI DI LAVORO. Negli ultimi 10 anni sono scomparse alcune centinaia di migliaia di aziende agricole a causa dell'industrializzazione dell'agricoltura. L'agricoltura Biologica crea nuovi posti di lavoro e favorisce un ritorno alle campagne in favore di una vita più salutare.


Purtroppo un solo articolo non permette di approfondire ognuno di questi 10 punti che meriterebbero singolarmente ben altri spazi e importanza. Credo comunque di aver dato almeno un po' più di consapevolezza di quali sono i punti forza che l'Agricoltura Biologica può vantare a suo vantaggio rispetto a quella convenzionale; con questo spunto credo che ognuno abbia del materiale perchè possa approfondire i singoli argomenti e quelli che eventualmente si possono aggiungere. Credo infatti che ognuno ne possa sicuramente trovare altri in funzioni dei propri credi e della propria cultura; è uno sforzo che credo sia da fare per il futuro nostro e del pianeta.