Translate

Informazioni personali

Visualizzazione post con etichetta Cibo Crudo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cibo Crudo. Mostra tutti i post

martedì 17 febbraio 2015

Leucocitosi digestiva e alimentazione crudista (2° parte)

Ho già avuto modo di scrivere in merito a questo argomento nel mio post recente del 9/2/2015 intitolato "Leucocitosi digestiva: svelata la necessità di un'alimentazione Sana e Crudista".
Si tratta di un aumento del numero dei Globuli Bianchi nel sangue a seguito di ingestione di alimenti cotti e quindi denaturati dalla temperatura di cottura utilizzata in cucina. Questo aumento dura mezz'ora o poco più e torna alla normalità entro 2 o 3 ore.
Molto tempo fa fu studiato questo fenomeno, oggi è pressoché ignorato da tutti anche se la sua importanza andrebbe rivalutata alla luce delle numerose malattie o numerosi disturbi che nella nostra società stanno prendendo piede. Questo connubio tra assunzione di cibi cotti e malattie legate al sistema immunitario a mio avviso andrebbe preso in seria considerazione per cercare la vera causa di queste malattie: pensiamo ad esempio a tutte le malattie allergiche e quelle autoimmuni. Non mi addentro molto nell'argomento, ma basti pensare ad un solo fatto: l'attivazione del sistema immunitario di fronte a innumerevoli "antigeni" può predisporre il nostro organismo ad attaccare sia specifiche porzioni del nostro corpo simili agli antigeni creati dalla cottura (malattie autoimmuni) sia numerosi altri antigeni provenienti dall'esterno attraverso la respirazione o l'alimentazione (allergie).
Il medico svizzero Kouchakoff che, come ho scritto nel mio articolo precedente , aveva studiato a fondo questo fenomeno, al termine del suo lavoro aveva tratto conclusioni molto precise:
1) L'ingestione di prodotti crudi non scatena il fenomeno della Leucocitosi digestiva
2) Dopo un pasto di cibo cotto i Globuli bianchi aumentano ma possono presentarsi delle vere e proprie alterazioni della "formula leucocitaria"

3) Ogni alimento ha una caratteristica temperatura critica che variando fra 87 e 97 °C provoca alterazioni della formula leucocitaria. Se la leucocitosi non si altera significa che la temperatura critica non è stata raggiunta.
4) Se si mangiano cibi cotti che hanno raggiunto la loro temperatura critica, si può evitare la leucocitosi mangiando contemporaneamente lo stesso cibo crudo
5) La leucocitosi causata da prodotti cotti a pressione superiore a quella atmosferica (pentola a pressione, autoclave per cibi in scatola) non può essere corretta mangiando cibi crudi
6) Non è possibile evitare la leucocitosi prodotta da cibi industriali ma si può evitare l'alterazione della formula leucocitaria mangiando cibi crudi contemporaneamente.
7) Per mantenere la composizione del sangue nei limiti fisiologici occorre masticare contemporaneamente i cibi cotti con i cibi crudi
8) Essiccare alimenti freschi a basse temperature, conservare con sale e affumicare sono pratiche che non comportano produzione di alimenti che alterano la leucocitosi.
Sulla base di questi principi si possono formulare alcuni utili consigli al fine di evitare l'affaticamento del corpo provocato dalla Leucocitosi digestiva:
A) Mangiare cibi naturali e crudi
B) Cuocere i cibi naturali evitando di raggiungere la loro temperatura critica
C) Mangiare cibi crudi e cibi cotti o industriali contemporaneamente e masticandoli insieme.
E' chiaramente utile evitare di cibarsi con alimenti industriali che possono contenere (e in gran parte le contengono) sostanze chimiche addizionate per svariati motivi (conservanti, dolcificanti, acidificanti, coloranti, addensanti, ecc.) ma occorre tenere presente che in generale se in un pasto consumiamo abbondanti quantità e varietà diverse di cibi crudi, limitandoci a consumare minori quantità di cibi cotti (non industriali) possiamo sicuramente ridurre i pericoli della leucocitosi digestiva che mediamente nella popolazione che si alimenta in modo convenzionale si manifesta almeno 3 volte al giorno con possibili conseguenze negative sulla stabilità del sistema immunitario.
La cosa migliore rimane comunque un'alimentazione a base esclusivamente di cibi crudi masticandoli in modo adeguato.



Essiccatore 5 livelli - Solemio Basic Essiccatore 5 livelli - Solemio Basic
Con cinque vaschette di essiccazione di plastica


Lo trovi su il Giardino dei Libri
Affetta Verdure Girevole 3 in 1 - Ghidini Italy
Affetta Verdure Girevole 3 in 1
Taglia frutta e verdura in spaghetti e spirali


Lo trovi su il Giardino dei Libri

lunedì 9 febbraio 2015

Leucocitosi digestiva: svelata la necessità di un'alimentazione Sana e Crudista (1° Parte)

Ho scritto almeno altre due volte in merito a questo fenomeno definibile come "Leucocitosi Digestiva ", quel fenomeno che si manifesta nel corpo umano con un innalzamento del numero di Leucociti (Globuli Bianchi), struttura portante della nostra risposta immunitaria adattativa (ovvero specifica per un tipo di antigene): in parole povere significa che il nostro sistema immunitario si attiva per combattere un determinato ospite indesiderato poichè non riconosciuto e quindi probabile oggetto di disturbo se non di nocività/tossicità per il nostro corpo.
Di questo fenomeno se ne parla poco. Perché? Nella Medicina convenzionale non ci si occupa di questioni che riguardano gli alimenti e la loro interazione con il corpo umano; sono effetti, di cui non ci si vuole occupare in termini causali e vengono considerati utili per poter accedere al prontuario farmaceutico e non perdere occasione per "prescrivere farmaci" utili per lo più a sostenere le finanze delle Lobbies farmaceutiche.
Dal canto suo l'industria Alimentare, a maggior ragione, non si occupa di questi fenomeni che dovrebbero essere questione di assoluta competenza medica che come al solito vanta ogni diritto di prelazione sul giudizio che riguardi tali fenomeni (che fondamentalmente non conosce).
Quindi siccome nessuna delle due, come al solito, se ne occupa, occorre che qualche povero Naturopata con la passione per la Sana Alimentazione, proponga la questione dando eventualmente qualche utile informazione a riguardo, allo scopo di proteggere la salute delle persone (Sana Alimentazione1 e Sana Alimentazione2) 
LA STORIA. Il fenomeno della Leucocitosi Digestiva è noto da almeno 160 anni ma, per confermare quanto detto sopra, ancora non ha avuto la meritata visibilità ai più, cioè le persone che mangiano, quelle che dovrebbero sapere come alimentarsi per nutrirsi correttamente; si tratta di un aumento, nel sangue, dei Globuli bianchi dopo ingestione di alimenti cotti secondo modalità convenzionali, perciò denaturati da un aumento di temperatura. Nei primi 30 anni di conoscenza e studio di questo fenomeno, si stabilì che si trattava di un fenomeno del tutto fisiologico, quindi normalmente legato alla funzionalità metabolica, ma senza svelarne la logica specifica e soprattutto senza un approfondimento in merito a quale necessità fisiologica fosse legata alla leucocitosi digestiva. Si concluse nel 1876 che tale fenomeno fosse del tutto soggettivo e solo più tardi di scoprì che il fenomeno non avveniva qualora ci si cibasse di alimenti crudi. Fu l'italiano Lusignani, nel 1924 a pubblicare un importante lavoro nel quale dimostrava che l'ingestione di cibo cotto provoca nell'essere umano alcune reazioni di difesa (vasocostrizione e aumento di globuli bianchi a seguito dell'attivazione di meccanismi nervosi centrali), mentre in caso di ingestione di cibi crudi questo non avviene, anzi il corpo si rilassa, le tensioni si disperdono, determinando vasodilatazione con relativa diminuzione dei linfociti in circolo. Più dettagliati furono i risultati degli studi di un medico svizzero di nome Kouchakoff che nel 1930 dimostrò pubblicamente che l'incremento dei leucociti negli onnivori si attesta attorno al 300% del numero di base (da 6.000 unità di base a 18.000 dopo pranzo); nei Vegetariani (latto-ovo-Veg) raddoppiavano, arrivando a 12.000 unità. La sorpresa fu che nei Vegani crudisti non si evidenziava alcun incremento del numero di base. In tutti i soggetti testati, il numero di Globuli bianchi di base si attestava attorno alle 6.000 unità, quindi il numero di base era uguale per tutti i soggetti testati, Onnivori, Vegetariani o Vegani crudisti che fossero. In realtà Kouchakoff pubblicò sucessivamente una serie di conclusioni relative ai suoi studi e lo fece con dovizia di dettagli che prossimamente posterò su questo Blog e che danno una chiara indicazione di quali siano le regole per una Alimentazione salutare.
Per non lasciare appesa nel vuoto una conclusione soggettiva di quanto detto sopra, anche se la logica è solo una, vi guido verso una interpretazione di ciò che questo fenomeno ci dice: il funzionamento del corpo umano non ha ancora avuto modo di evolvere i suoi meccanismi di difesa e renderlo capace di ignorare che i cibi cotti non sono adatti all'alimentazione umana; essi sono, o contengono, sostanze estranee che come tali vengono riconosciute e quindi in grado di attivare il nostro sistema Immunitario come potenziali soggetti dannosi. Va ricordato che l'attivazione del sistema Immunitario non è a costo 0, non è gratis: infatti come quasi tutte le attività del corpo umano, anche questa del sistema immunitario necessita di tanta energia per funzionare, e non solo. Tutto ciò che è correlato alle sue funzioni diventa inutile poichè, l'attività del Sistema Immunitario messa in moto semplicemente per aver mangiato cibo inadatto alla nostra natura umana, consuma energia inutilmente ed espone il corpo a stati infiammatori che possono coinvolgere e sviluppare altre problematiche (allergie e malattie autoimmuni solo per citare i disturbi che statisticamente risultano in costante aumento tra le malattie delle Società del benessere). Questo ovviamente vale anche per i cibi industriali che vantano la presenza di una miriade di sostanze estranee per il nostro sistema immunitario e che quindi diventano un ulteriore motivo di attivazione con le conseguenze di cui sopra. Naturalmente non ci aspettiamo che qualcuno si occupi di questi problemi che potrebbero mettere i cibi industriali alla sbarra degli imputati in un processo a favore della nostra Salute.
Leggi anche la 2° Parte di questo articolo

Alcune informazioni contenute in questo articolo sono tratte dal libro:

Meglio Crudo - Libro
Scopri l'alimentazione crudista e naturale, per essere in forma e in salute
Voto medio su 14 recensioni: Da non perdere

venerdì 27 giugno 2014

Germogli: raw food per chi è pigro, germogli pronti crudi essiccati

Per chi è pigro, non vuole impegnarsi nell'autogermogliazione, ha paura di dimenticarsi i germogli e di trovarseli ammuffiti e ormai inutilizzabili, ecco finalmente (almeno per me che non li avevo mai cercati) uno stimolo in più all'uso di un prodotto CRUDO: il Germoglio.
In questo caso i germogli hanno subito un processo di essicazione conservativo e che mantiene tutte le proprietà del prodotto fresco.
Ma qual'è il vantaggio a parte soddisfare le voglie di germogli dei pigri? Chi ama farsi degli spuntini fuori casa o preferisce avere sempre disponibile il prodotto crudo, secco e ben conservato, eccolo o, meglio, eccoci accontentati. Si, perchè anch'io a volte mi prendo delle pause nella mia attività di autogermogliazione ma non voglio farmi mancare questi alimenti preziosi e nutrienti (nel vero senso della parola).
Il raw food o crudismo prevede il consumo unicamente di alimenti crudi o al massimo essiccati sotto i 42°C. Questo tipo di essiccazione consente di poter conservare gli alimenti senza intaccare le vitamine, le proteine, gli enzimi, i fito-nutrienti e i sali minerali che, durante la cottura, solitamente vengono parzialmente o completamente persi.
Questi alimenti non sono però solo per i crudisti che, con questi prodotti, si avvantaggiano nel trovare pronto un alimento così ricco di sostanze nutritive, tutti infatti possono giovarsi di questa opportunità alimentare alternativa e di grande valore.
Quindi i prodotti che ripropongo qui di seguito sono un ottimo espediente per chi ama mangiare sano, bio e nutrirsi nel modo giusto anche quando è in viaggio, in gita o addirittura in trekking, oppure al lavoro e comunque fuori casa.
Ecco i Germogli di Alfa-Alfa (ottimo ricostituente), Miglio marrone (remineralizzante), Grano saraceno, Broccoli e Sesamo nero disponibili in forma essiccata per tutti.


Alfa Alfa - Semi Germogliati
Germogli Essiccati
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere

Miglio Marrone - Semi Germogliati Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Miglio Marrone - Semi Germogliati Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere

Grano Saraceno - Semi Germogliati

Broccoli - Semi Germogliati

Sesamo Nero - Semi Germogliati Voto medio su 2 recensioni: Buono

domenica 1 giugno 2014

Germogli: dai semi un prezioso contributo alla salute dell'uomo (4° Parte)

Continuiamo e concludiamo questo viaggio nel mondo dei Germogli non senza prima aver ricordato i precedenti post che ho scritto in questo Blog su questo argomento: 1° Parte , 2° Parte e 3° Parte.
Riprendiamo con un argomento più pratico: come autoprodurre i germogli.
Ricordo innanzi tutto che consumare i germogli fatti in casa e con le semplice regole che mi appresto a descrivere, ci consente di consumare i germogli crudi, allo stato puro. Spesso si sente o si legge in merito alla possibilità di mangiare germogli appena cotti al vapore o scottati; il mio parere è che sarebbe un peccato privarsi del piacere di alimentarsi con un cibo integro, fresco e ricco di nutrienti, dopo averlo autoprodotto con lo scopo di riuscire ad assumere nutrienti veri e immediati. Come ormai ho avuto più volte modo di dire, cuocere, scottare o alterare in qualsiasi modo il cibo crudo, equivale a perdere in parte o in toto le proprietà nutritive di quel cibo.
Quindi, date retta a me: mangiate i germogli crudi dopo averli prodotti seguendo queste semplici regole.
REGOLA N. 1: non occorre comprare i semi appositamente imbustati allo scopo di produrre germogli. Non voglio fare o non fare pubblicità ai pochi marchi seri di semi da germoglio ma è ovvio che se si acquistano semi di provenienza certa, biologici, non degerminati (raffinati) in confezioni da 250 o 500 g , risparmieremo soldi e rifiuti da imballaggi. Se, invece, conoscete un produttore che ve li può fornire sfusi, con le stesse caratteristiche di cui sopra, ancora meglio!
REGOLA N. 2: acquistare un germogliatore o farsene uno (sono più favorevole a questa soluzione). Le regole per mettere in funzione un sistema di germogliazione sono poche e semplici. Certo, l'acquisto di un germogliatore aiuta molto ma occorre a volte fare i conti con lo spazio a disposizione in casa, le quantità di germogli di cui si ha bisogno e anche con il proprio portafoglio. Siccome credo che nessuno dovrebbe fare a meno di consumare i germogli, ritengo utile dare qualche raccomandazione sul come farsi un germogliatore. Nel pensare ad un germogliatore "fai da te" occorre tenere presente una cosa importante: evitare il più possibile ristagni di acqua su materiali o tessuti che possono diventare un buon terreno di crescita di batteri (non ci serve dover combattere contro batteri patogeni che potrebbero procurarci dei disturbi evitabili); non voglio con questo mettere troppa allerta su questo aspetto, normalmente non ci sono problemi ma è meglio avere qualche accortezza in più per non cadere nella trappola. Ad esempio, sebbene siano strumenti semplici e pratici, io non condivido germogliatori "fai da te" fatti con "Cotone deposto su piatto" o "sacchetto di lino o iuta" perché, secondo le mie conoscenze, possono appunto creare il problema delle crescite anomale e inaspettate di batteri anche patogeni se non si ha una super attenzione nel trattare sia il cotone che il lino. Siccome ci sono sistemi più igienizzabili e anche semplici, preferisco dare qualche suggerimento su come procurarsi questi ultimi.

Un COLINO fatto di rete in acciaio invece è più adatto, pratico ed igienico (eviterei per gli stessi motivi detti sopra colini di Bambù o simili). Dopo l'ammollo necessario i semi possono essere trasferiti nel colino che potrà essere riposto sopra su un vassoio o su un piatto (senza farvi ristagnare acqua); se avete modo di mantenere il fondo del colino sollevato dal patto o dal vassoio, è meglio. I semi possono rimanere nel colino fino al momento del consumo, risciacquando periodicamente i semi diretattamente sotto al getto dell'acqua potabile. La dimensione del colino deve essere commisurata alle vostre esigenze di produzione.

Un VASO DI VETRO a bocca larga (tipo Bormioli per conserve vanno benissimo) di dimensioni adatte alle proprie esigenze può contenere i semi partendo dalla fase di ammollo; dopo il periodo di ammollo la bocca del vaso può essere chiusa con una "rete" di plastica (non buttate mai via le retine con cui sono avvolti i confetti delle bomboniere che vi regalano, diventano preziose!) fermata con un elastico attorno alla bocca del falcone.




Ci sono altre strategie semplici ed efficaci che si possono adottare, il concetto credo che sia chiaro ed in rete si trovano sicuramente dei siti con tante idee per utilizzare vaschette forate di plastica destinate al riciclo. L'importante è utilizzare materiali che siano facilmente lavabili e non organici per non essere facile preda di Batteri e Muffe.





REGOLA N. 3: Come fare i germogli (sintesi)
Dopo aver scelto i semi che si desidera germogliare, è utile prendersi qualche minuto per eliminare i semi che sono visibilmente danneggiati e non germoglieranno mai; eviteremo così di avere insieme ai semi vivi anche quelli morti che potrebbero risultare come presenza fastidiosa ed inutile.
Prelevare una quantità pari a circa 30-40 g (con l'esperienza vi accorgerete che la resa è elevata ed il volume aumenta notevolmente). Metterli in ammollo (in acqua) per un tempo variabile da 6 a 12 ore (una notte) a seconda del tipo di seme (6 ore per fieno greco, erba medica e simili; 12 ore per fagioli, soia, grano e simili). Risciacquare i semi e metterli nei vasi o nel germogliatore (attenzione che siano ben puliti). Bagnarli tutti i giorni (2-3 volte in Inverno e 3-4 volte in estate). Eliminare l'acqua dalla vaschetta del germogliatore una volta al giorno. Verificare giornalmente la formazione di muffe o macchie nere (se si seguono le regole igieniche di pulizia dei vasi e del germogliatore, non si forma nulla). Sciacquare bene i germogli ed eliminare il tegumento per quanto possibile; occorre purtroppo fare sempre questa operazione se il tegumento è legnoso (semi di girasole ad esempio).

Inutile dire che esiste una vasta gamma di Germogliatori che si possono acquistare, di dimensioni e tecnologie diverse, ma qui, come ho già detto, dipende dalle proprie "tasche", dagli spazi disponibili in casa e dalle necessità di autoproduzione.
Ecco alcuni esempi di germogliatori acquistabili anche in rete:


Vaso Germogliatore Vaso Germogliatore



il Giardino dei Libri

Germogliatore Geo in Plastica Germogliatore Geo in Plastica



il Giardino dei Libri

Germogliatore Automatico Freshlife FL-3000 Germogliatore Automatico Freshlife FL-3000



il Giardino dei Libri

Germogliatore Terradisiena Germogliatore Terradisiena



il Giardino dei Libri

Germogliatore Easygreen Auto Sprouter Germogliatore Easygreen Auto Sprouter



il Giardino dei Libri


domenica 25 maggio 2014

Il cibo crudo: da sempre amico dell'Uomo e della sua salute


Per un problema tecnico che non ho saputo risolvere l'articolo che cerchi lo puoi trovare al link più sotto. L'ho ripubblicato in data 26 Maggio 2014. Mi spiace e mi scuso per l'inconveniente.
Buona lettura, Massimo

Cibo crudo: da sempre amico dell'uomo e della sua salute
Inizialmente l’uomo era crudista, il fuoco è stato scoperto solo in un secondo momento quindi quello che la natura metteva a disposizione, con la raccolta o con la caccia, veniva consumato crudo. Poi c’è stata un’evoluzione, appunto grazie all’inizio dell’uso del fuoco, che ha permesso un adattamento del nostro organismo al cotto. Si sono ridisegnate naturalmente delle percentuali: 70-80% di crudo, 20-30% di cotto.
Dove si pone però il problema al giorno d’oggi? Nel fatto che nella realtà mangiare crudo diventa difficilissimo: tolte frutta e verdura che troviamo dal fruttivendolo fresche, tutto il resto di quello che prendiamo dagli scaffali dei supermercati è già ‘contaminato’…e spesso neanche lo sappiamo! Pastorizzazione, sterilizzazione, precottura, tostatura…: sono tutte lavorazioni che modificano le naturali proprietà dei prodotti e ci restituiscono un cibo diverso rispetto a quello che troveremmo in natura: crudo. Ed ecco qui lo sbilanciamento che spesso crea tutta una serie di problemi di salute al nostro fisico che non nasce per mangiare cotto, che si è adattato a questa novità ma che comunque non può diventare il 100% della nostra nutrizione. - See more at: http://www.cibocrudo.com/news.php?idnews=105#sthash.0Wi3ZFGR.dpuf
Inizialmente l’uomo era crudista, il fuoco è stato scoperto solo in un secondo momento quindi quello che la natura metteva a disposizione, con la raccolta o con la caccia, veniva consumato crudo. Poi c’è stata un’evoluzione, appunto grazie all’inizio dell’uso del fuoco, che ha permesso un adattamento del nostro organismo al cotto. Si sono ridisegnate naturalmente delle percentuali: 70-80% di crudo, 20-30% di cotto.
Dove si pone però il problema al giorno d’oggi? Nel fatto che nella realtà mangiare crudo diventa difficilissimo: tolte frutta e verdura che troviamo dal fruttivendolo fresche, tutto il resto di quello che prendiamo dagli scaffali dei supermercati è già ‘contaminato’…e spesso neanche lo sappiamo! Pastorizzazione, sterilizzazione, precottura, tostatura…: sono tutte lavorazioni che modificano le naturali proprietà dei prodotti e ci restituiscono un cibo diverso rispetto a quello che troveremmo in natura: crudo. Ed ecco qui lo sbilanciamento che spesso crea tutta una serie di problemi di salute al nostro fisico che non nasce per mangiare cotto, che si è adattato a questa novità ma che comunque non può diventare il 100% della nostra nutrizione. - See more at: http://www.cibocrudo.com/news.php?idnews=105#sthash.0Wi3ZFGR.dpuf