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giovedì 26 febbraio 2015

Depurazione del Fegato con il metodo Clark: una testimonianza rilevante

Vorrei condividere uno scritto che ho ricevuto recentemente via mail a testimonianza non solo dell'efficacia del metodo Clark per la pulizia del Fegato, ma anche della perseveranza necessaria affinchè il benessere che questa tecnica di depurazione apporta venga garantito nel tempo.
A volte i risultati sono immediati, come in questo caso, altre volte occorre più tempo e più applicazioni per vedere i benefici di questa depurazione.

Nel sito della Dr.ssa Clark se ne possono trovare molte ed è sempre motivante il fatto che le persone ti riportino direttamente i risultati che ottengono. In questa è particolarmente visibile il risultato, ma sono convinto che anche chi non ha problematiche così evidenti possa trovare grande sollievo e benessere da questa depurazione; gli stili di vita che facciamo non favoriscono una salute epatica tale da dimenticarci del nostro fegato, organo emuntore (filtro disintossicante) molto importante che se non funziona correttamente al 100% darà dei disturbi che non compariranno necessariamente entro i suoi confini, ma potranno presentarsi in molte aree del nostro corpo: intestino, plesso emorroidario, pelle, testa, ma solo per citarne alcune.
Ringrazio di cuore questa persona che mi ha inviato la sua esperienza che condivido con tutti i crismi della privacy: ho omesso una data per evitare ogni possibilità di riconoscere la persona, ma anche sostituito con i puntini altre parti espressive molto cordiali per le quali lo ringrazio nel caso mi leggesse qui.
Ecco cosa mi ha scritto:

"Rispondo un po’ in ritardo ai tuoi auguri comunque desideravo informarti che ho già fatto tre pulizie del fegato e che nella seconda (tra le migliaia di calcolini piccoli e medi) ho espulso anche una decina di calcoli grossi come olive denocciolate e di colore verde scuro quasi nero, probabilmente residenti da molto tempo in cistifellea. Inoltre ti informo che (lo scorso Dicembre) ho fatto una ecografia addominale (a due anni dalla prima) il risultato è stato molto incoraggiante: il fegato che nella prima risultava steatosico, voluminoso e duro al tatto e  con la cistifellea compressa piena di calcoli come ceci, e alcuni si vedevano fermi nel coledoco, a questo controllo il fegato risultava normale, privo di grasso e morbido al tatto, la cistifellea si vedeva nella sua interezza con ancora alcuni calcoli presenti, ma per un buon 70% risultava libera. Sono certo che questo Grande Risultato sia da attribuire alla Meravigliosa tecnica della Pulizia del Fegato. Grazie Dr.ssa Clarck.


Domani parto per la quarta Pulizia, ho deciso di seguire i suggerimenti della Drssa Clarck e di farne una al mese fino a pulizia completa, .......
........ ti aggiornerò, e spero al più presto di venire a conoscerti di persona a Lecco."
Ricordo comunque che per qualsiasi dubbio inerente la possibilità di praticare questa tecnica su se stessi, ci si può rivolgere ad un Medico Clark attraverso la sezione CONTATTI del sito Dr Clark Information Center.


domenica 2 giugno 2013

Calcoli e coliche renali: evitarli con una dieta sana e vegetariana


Da lungo tempo ormai, i calcoli e le coliche renali sono diventate un'afflizione per il genere umano.
Le statistiche dicono che la percentuale dei casi va dal 2% al 5% di media e sono colpiti più gli uomini delle donne.
La Colica renale è caratterizzata da un dolore violento e acuto che pur partendo dall'uretere si riflette in un'ampia area corporea, dal fianco all'inguine, allo scroto o alla vulva; esso è causato dal passaggio dei calcoli che provocano dapprima una dilatazione e poi spasmi. Il dolore è dato dalla presenza del calcolo, anche se esso non ostruisce completamente le vie urinarie, e dalle attività di contrazione e rilassamento della muscolatura liscia delle vie urinarie in cui è contenuto il calcolo.

Buona parte delle persone che hanno i calcoli renali se ne accorgono casualmente in concomitanza di analisi cliniche o di ecografie addominali durante un check up; spesso però ci si accorge dei calcoli renali quando il peggiore dei dolori si fa sentire durante una colica, quando il corpo tenta di espellere quei sassolini più o meno grossi (dimensioni che vanno da meno di un millimetro per la cosiddetta "renella" o "sabbiolina", fino a oltre il centimetro).

La formazione dei calcoli è in genere dovuta alla rottura di un delicato equilibrio che la funzione renale riesce a mantenere in condizioni fisiologiche normali. La funzione dei reni infatti è di risparmiare acqua da una parte e di eliminare sostanze di vario genere scarsamente solubili dall'altra; questo deve essere fatto in continuo adattamento alle diverse situazioni in cui l'organismo viene a trovarsi, situazione di idratazione, di dieta, di clima, di terapia farmacologica, di attività fisica.
In condizioni fisiologiche normali i calcoli non si formano grazie alla presenza nelle urine di sostanze che impediscono la precipitazione e la cristallizzazione dei sali (di calcio e non solo) che vengono mantenuti in complessi solubili. Purtroppo questi meccanismi non sempre garantiscono una protezione efficace; infatti se le urine si saturano di composti insolubili si producono in una prima fase dei cristalli che aggregandosi fra loro danno origine al calcolo.
In ordine di frequenza, i calcoli di Ossalato di Calcio rappresentano il 40% del totale dei calcoli che si possono formare nelle vie urinarie (a seguire quelli di Fosfato di calcio, Acido Urico, ma anche misti fra quelli appena citati).
Bene, cominciamo con il dire che i calcoli di Ossalato di Calcio sono più frequenti nei paesi "sviluppati" rispetto a quelli in "via di sviluppo".
Continuiamo poi col dire che ci sono dei collegamenti tra l'alimentazione e il tasso di calcolosi renale.
Lo scienziato T. Colin Campbell, nel suo bestseller "The Cina Study", riporta fedelmente i risultati delle sue ricerche bibliografiche e relaziona in merito al rapporto tra cibo e calcoli: questa è materia dello studioso più esperto a livello mondiale in quanto a calcolosi, il Dott. Robertson, che continua ancora oggi un lavoro iniziato più di 30 anni fa; il Dott. Robertson è l'artefice degli studi che hanno condotto alla stupefacente relazione fra consumo di proteine animali e calcoli renali: ad esempio uno studio effettuato nel Regno Unito mediante l'osservazione protratta nel tempo, dal 1958 al 1973, di persone che avevano consumato proteine animali in quantità superiore ai 21 grammi al giorno, aveva portato alla straordinaria evidenza di un elevato numero di coliche renali nella popolazione osservata. L'equipe del Dott. Robertson aveva sviluppato un modello molto consistente per la valutazione del rischio di calcoli renali: tra i sei fattori di rischio evidenziati,  dai loro studi risulta che il maggior rischio si corre con il consumo di proteine animali. Inoltre le proteine animali influenzano anche la ricomparsa dei calcoli renali una volta che sono stati espulsi o rimossi. Lo stesso Robertson ha dimostrato come egli fosse riuscito ad eliminare i calcoli renali ricorrenti semplicemente eliminando le proteine animali dalla dieta alimentare.
La dimostrazione di quanto sperimentalmente si era verificato fu individuata dal gruppo di ricerca di Robertson che aveva scoperto la correlazione tra consumo di proteine animali ed un innalzamento repentino ed importante nelle urine di Calcio e Ossalato. Quando i reni subiscono in modo persistente questo attacco da parte del Calcio e dell'Ossalato, si possono formare i calcoli.

Recenti studi hanno evidenziato come la genesi dei calcoli renali possa essere causata dei radicali liberi che ne inizierebbero la formazione; una dieta ricca di antiossidanti sarebbe quindi indicata per prevenire la calcolosi: non è una sorpresa che gli alimenti vegetali siano ricchi anche di di antiossidanti.

Uno studio Italiano ha individuato nel Limone un valido aiuto nella cura dei calcoli renali e delle coliche. Ma perché, tra tutti, proprio il limone?
Quando si parla di proprietà benefiche del limone nella prevenzione e nella cura della calcolosi renale, il riferimento è principalmente l’acido citrico; infatti proprio il citrato con la sua azione alcalinizzante impedisce la precipitazione del calcio urinario e quindi la formazione di cristalli che sono all’origine dei calcoli renali più comuni, ovvero quelli di calcio ossalato. E se è vero che tutti gli agrumi sono delle sorgenti naturali di citrato, il limone è quello che ne contiene in maggiore quantità (circa 42,9 grammi per chilo) equivalente ad almeno 5 volte di più rispetto all’arancia.
Ma se tutto questo funziona, allora mi viene di pensare che l'acidosi (di cui ho ampiamente parlato nei miei articoli relativi al Metodo Kousmine) sia l'imputato più probabile nel meccanismo di genesi dei calcoli renali: in condizioni di acidosi (pH fisiologico inferiore a 7) ci sono condizioni tanto più favorevoli quanto più ci si allontana dal pH 7 verso il pH più acido di 5 e anche meno che favorirebbe la precipitazione di sali che vanno ad aggregarsi in formazioni concrete come i calcoli renali: si tratta di vere a proprie cristallizzazioni che si possono evitare mantenendo il pH fisiologico leggermente superiore a 7 (7,3-7,4), così come la Dr.ssa Catherine Kousmine prevede nel suo metodo. Guarda caso per mantenere un pH fisiologico a questi livelli dovremo impegnarci ad assumere una dieta ricca di alimenti vegetali con poche, o meglio niente, proteine animali acidificanti.
Ancora una volta i conti tornano.