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giovedì 23 novembre 2017

MICOTERAPIA: Kikurage (Auricularia auricularia-judae)

KIKURAGE è anche detto "Fungo della Circolazione"perchè i suoi componenti attivi hanno un'azione favorevole alla salute dell'apparato circolatorio e cardiovascolare in genere.
E' un potente fluidificante del sangue e sostiene la salute di vene e capillari grazie alla sua azione anticoagulante.
Interviene sul metabolismo di grassi e zuccheri, riducendone l'assorbimento e favorendo la riduzione di Colesterolemia e Glicemia.
Kikurage ha inoltre interessanti proprietà umettanti e sfiammanti utili in caso di disidratazione delle mucose.

Il nome Auricolaria è dovuto alla sua caratteristica forma di padiglione auricolare, senza gambo ed in lingua cinese il suo nome significa "Orecchio del legno o Orecchio di nuvola". E' ricoperto da una fine peluria che lo rende simile al velluto quando accarezzato. Cresce tutto l'anno sui tronchi invecchiati di Sambuco, olmo, acero e mango. Diffuso nelle zone calde temperate settentrionali e in Oriente, in Cina e Giappone; considerato cibo prelibato dal sapore dolce e gradevole.

RIASSUMENDO

Azioni principali
- benessere circolatorio e salute pareti vasali
- prevenzione emboli, trombi, ostruzioni vasali
- aterosclerosi
- antinvecchiamento

Azioni secondarie
- Decongestionante muccose respiratorie e gastrointestinali
- stimolo difese immunitarie
- metabolismo carboidrati (Diabete I e II)
- sindrome metabolica (riduzione del colesterolo totale, delle LDL e dei trigliceridi)

venerdì 13 febbraio 2015

Diabete: un valido supporto da una corretta integrazione con Magnesio.

L'Insulina è un ormone prodotto dal Pancreas endocrino (Isole di Langerhans) e favorisce l'assorbimento del Glucosio da parte delle cellule. La scoperta che il Magnesio migliora la risposta metabolica dello zucchero e l'azione dell'Insulina nella regolazione dei livelli di glucosio nel sangue, ci fa pensare che i diabetici possanno trarre giovamento da una corretta integrazione con Magnesio e che, al contrario, il diabete possa peggiorare in carenza di questo prezioso elemento. Infatti la carenza di Magnesio sembra essere molto diffusa fra i pazienti diabetici, con tutto ciò che questo comporta (Vedi il mio articolo Magnesio: ecco tutto ciò che ti consuma le riserve).
Studi diretti su queste problematiche hanno dimostrato che i diabetici perdono grosse quantità di Mg e inoltre che le persone che metabolizzano meglio il Glucosio hanno elevati livelli di Magnesio a disposizione.
Nei giorni scorsi ho avuto modo di seguire da vicino mio Padre (91 anni) affetto da diabete senile (tipo 2) da diversi anni; ho riscontrato direttamente in lui dei tipici segnali da carenza di Magnesio e mi sono apprestato a consigliare l'assunzione della Bevanda a base di Magnesio Supremo che sembra essere una (se non "la") preparazione che assicuri alti valori di biodisponibilità dell'elemento Mg. Questo prodotto che io stesso ho assunto e assumo periodicamente, sta dando a mio Padre ottimi risultati, permettendomi di confermare quanto detto sopra.
Ritengo utile comunque che per un apporto corretto di Magnesio ci si affidi anche e soprattutto ad uno stile alimentare corretto, ricco di cibi che di Magnesio ne contengono in quantità e forma tali da poter sostenere sia stati patologici del genere del Diabete sia tutte quelle situazioni che depauperano il corpo di tale elemento.
Per saperne di più ritengo utile rifarsi a quanto ho scritto nel mio articolo MAGNESIO: L’ELEMENTO VITALE. UNA GUIDA COMPLETA ALLA CARENZA E ALLA REINTEGRAZIONE.

martedì 14 maggio 2013

Diabete: sconfiggiamolo con un nuovo stile di vita

Come promesso alla fine del mio articolo sul Diabete e le responsabilità sociali del 12 Maggio 2013, riprendo l'argomento relativo a questa malattia per approfondire gli aspetti della genesi e delle possibili cure naturali in contrapposizione a quelle convenzionali.
Le ricerche relative al rapporto tra il Diabete e l'Alimentazione sono iniziate almeno 70 anni fa e da subito i risultati promettevano un rapporto diretto tra questa malattia e gli aspetti nutrizionali delle popolazioni studiate: le abitudini dietetiche ricche di grassi erano sempre associate ad alti tassi di Diabete, mentre quelle ricche di carboidrati, ovvero ricche di prodotti di origine vegetale,

erano associate a bassi tassi di Diabete e di morti a causa di questa patologia. A distanza di 30 anni, ulteriori ricerche hanno confermato che le diete ad alto contenuto di carboidrati erano associate a bassi tassi di Diabete, ed approfondendo gli aspetti nutrizionali relativi alle diverse popolazioni di uno stesso continente verso quello Asiatiche è stato associato l'elemento "Diabete" a quello "sovrappeso": chi seguiva un tipo di alimentazione più occidentale aveva più alti livelli di colesterolo a sua volta associato ad alti livelli di Diabete. Un passo successivo è stato fatto studiando i dati epidemiologici all'interno della stessa popolazione, o meglio di uno stesso gruppo: gli Avventisti del 7° giorno sono vegetariani per motivi religiosi ed il 90% non consuma latticini; invece il restante 10% consuma ancora latticini. Il non mangiare carne ha salvaguardato questo gruppo religioso dai danni provocati dal Diabete e all'interno del gruppo sono risultati meno sani coloro che, pur essendo vegetariani, continuavano a consumare latticini (proteine e grassi animali). I risultati di numerosi altri studi hanno portato alla conclusione che gli alimenti naturali di origine vegetale ad alto contenuto di fibre proteggono dal Diabete, mentre i cibi di origine animale ad alto contenuto di grassi e proteine lo promuovono.
Colin Campbell, autore del libro "The China Study " bestseller mondiale che riporta lo studio più completo mai fatto sull'alimentazione ed in particolare questo argomento più approfondito, ci tiene a sottolineare che gli "studi osservazionali" o "un'associazione osservata" come anche quella tra Diabete e Alimentazione, per quanto frequente, può essere accidentale.  
Esistono tuttavia le ricerche "controllate" che implicano il cambiamento della dieta di persone già affette da Diabete conclamato di tipo 1 o di tipo 2 o con lievi sintomi diabetici.
C'è stato uno studio di relazione tra Diabete e Dieta fatto da uno dei più rinomati scienziati che si occupa attualmente di questo problema, James Anderson che ha applicato una dieta a base di cibo di origine vegetale naturale, ad alto contenuto di fibre e basso contenuto di grassi a pazienti affetti da Diabete di tipo 1 ed un egual numero di pazienti affetti da Diabete di tipo 2 (nessun paziente in sovrappeso). Sappiamo che il Diabete di tipo 1 difficilmente lascia prevedere un ritorno alla normalità: l'Insulina infatti (ormone che permette l'assorbimento del Glucosio da parte delle cellule) è mancante perchè il Pancreas endocrino non è funzionante. Ebbene, dopo tre settimane di dieta i pazienti Diabetici di tipo 1 sono stati in grado di diminuire del 40% la quantità di Insulina che erano costretti ad assumere; la parte più strabiliante è che i pazienti diabetici di tipo 2 sono stati in grado di interrompere le cure a base di Insulina nel giro di poche settimane.
Anche l'attività fisica è importante!
Un altro studio fatto su pazienti diabetici ai quali fu somministrata una dieta vegetariana a basso contenuto di grassi assieme ad attività fisica ha portato ad un risultato di elevata entità: l'85% dei pazienti ha potuto sospendere l'asunzione di farmaci nel giro di poco più di tre settimane, ma ancora più confortante il fatto che la dieta vegetariana protratta nel tempo rende perdurabile il suo effetto sul diabete.
Da notare che è stato dimostrato anche che l'assunzione di integratori di fibre non ha avuto lo stesso effetto della dieta vegetariana ricca di fibre naturali.
La ricchezza di studi effettuati che hanno portato a dimostrare che la dieta e l'attività fisica possono incidere notevolmente sul Diabete, non mette dubbi sul fatto che si possa ragionevolmente affermare che il Diabete può essere sconfitto, sia in termini di riduzione del numero di nuovi pazienti, sia in termini di drastica riduzione dei pazienti già diabetici.
Anderson dice che "diete che forniscono il 70% di calorie sotto forma di carboidrati e fino a 70 g di fibre al giorno, permettendo al massimo 30-60 g di carne al giorno, sono quelle che danno i maggiori benefici di salute ai pazienti affetti da Diabete. Immaginiamoci cosa potrebbe fare una dieta puramente vegetariana a base di cibi naturali.
Ma tutto ciò comporta la cosa più difficile che si possa immaginare per un individuo: cambiare il proprio stile di vita.
Così come è successo a me, che cambiai completamente il mio stile di vita quando decisi che era ora di guarire dalla Psoriasi , penso che ne possa valere la pena!

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domenica 12 maggio 2013

Diabete: la responsabilità sociale dell'esplosione di questa vera e propria epidemia.

Il simbolo del Diabete
Quasi 300 milioni di persone nel mondo sono affette da Diabete.

Nel 1985 erano 30 milioni; le cause che negli ultimi 50 anni hanno determinato l'esplosione di questa malattia devono essere "identificate" e fermate al più presto!
Per il 90% si tratta di Diabete di tipo 2 o Diabete Mellito (D2), una forma che compare in età adulta, a differenza dal Diabete di tipo 1 (D1) che affligge la popolazione giovanile fin dall'età pediatrica. Le due forme di Diabete si equivalgono nella manifestazione dei valori di Glicemia (livelli di glucosio nel sangue) superiori ai limiti ma si differenziano per le modalità con cui questo sintomo si genera. Il D1 deve la sua genesi alla distruzione delle Cellule di Langerhans del Pancreas endocrino, le cellule che producono l'Insulina (l'ormone che permette l'assorbimento del Glucosio da parte delle cellule del corpo); normalmente ciò accade per un processo di autodistruzione che il nostro organismo mette in atto, facendo del D1 una malattia autoimmune; il D2 invece si manifesta a seguito di una sorta di resistenza che si instaura nei confronti dell'Insulina, con il risultato che questa non riesce più, o riesce meno, ad esercitare la sua azione a livello cellulare nel promuovere l'assorbimento del Glucosio. La differenza quindi sta nel fatto che nel D1 non c'è Insulina perché non viene prodotta, nel D2 l'Insulina c'è ma non riesce a svolgere la sua attività.
Oggi la manifestazione del Diabete in età pediatrica si presenta sempre più come di tipo 2 perchè questo tipo di Diabete è sempre associato come disfunzione metabolica legata all'Obesità. 

Il numero dei bambini obesi è in straordinario incremento anche in Italia e credo che in questo campo stiamo acquisendo qualche primato: le stime del Ministero della Salute sono che in Italia i bambini tra i 6 e gli 11 anni con problemi di eccesso ponderale siano ben 1,1 milioni. Il 12% dei bambini risulta infatti obeso, mentre il 24% è in sovrappeso; più di un bambino su tre ha un peso superiore a quello che dovrebbe avere per la sua età. Questo comporta il fatto che stiamo preparando una generazione di futuri Diabetici che avranno a che fare, oltre che con tutti i problemi legati alle modalità con cui si devono gestire i livelli di Glucosio nel sangue, anche e soprattutto per le conseguenze che i livelli alti di Glucosio nel sangue prima o poi portano con sé, tra cui malattie cardiache, ictus, retinopatia diabetica, insufficienza renale che può richiedere dialisi e scarsa circolazione sanguigna negli arti che può portare ad amputazioni. Tutto ciò porta grande sofferenza e disagio a chi ne è affetto ma occorre anche pensare ai costi della sanità legati alle conseguenze del Diabete sopra elencate, perchè sono tutti eventi importanti che hanno costi elevati di gestione da parte del sistema sanitario e dell'assistenza pubbliche. Il rischio è che i costi siano così elevati che non si riesca più a garantire a tutti un'assistenza pubblica tale da gestire adeguatamente ognuna delle conseguenze del Diabete. Per portare un esempio, negli Stati Uniti il costo annuo del Diabete supera i 130 miliardi di dollari.
E' ormai un dato di fatto che l'alimentazione gioca un ruolo primario nello scatenamento del Diabete: ma, mi domando, se si conosce la causa, perchè non si riesce a porvi rimedio?
Ho una risposta nel cassetto che, come al solito, ci coinvolge in un lavoro di consapevolezza e di una presa di posizione che normalmente non siamo in grado di mettere in pratica, sia come genitori soprattutto, come educatori in secondo luogo ma anche come gestori di una società che soffre di troppo pressapochismo; l'industria alimentare ha le sue colpe da scontare ma nessuno riesce o (meglio) vuole fermare la disastrosa valanga mediatica che permette alla pubblicità di invaderci quando viviamo inconsapevolmente davanti ai messaggeri mediatici come TV, radio, giornali, riviste, ecc. Nessuno ferma le comunicazioni "delittuose" che vengono passate da questi mezzi di comunicazione e che mettono a rischio la salute della popolazione. Persino alcune riviste, spesso allegate periodicamente ad altre, riviste che si presentano come dispensatrici di argomenti di salute e benessere, facendo credere che questo sia l'obiettivo, vendono pagine pubblicitarie a Coca Cola che cerca di convincerci che questa bevanda fa bene anche a tavola. 
La Coca Cola è una delle responsabili dell'epidemia diabetica che sta colpendo il mondo, con al primo posto l'America, per i milioni di tonnellate di zucchero raffinato (carboidrato semplice e puro) che scioglie nella sua benvanda "vincente". Ho conosciuto persone americane che non sono in grado di vivere senza una bottiglia o una lattina di Coca Cola in mano, hanno una dipendenza maniacale o forse biochimica a questa bevanda che li porterà prima o poi in ospedale con problemi di peso, cardiaci e diabetici. Ovviamente non sto dicendo che la Coca Cola sia l'unica responsabile, perchè anche ognuno di noi è responsabile di decidere liberamente come e cosa mangiare e bere, ma occorre un ulteriore aiuto affinché qualcun altro si renda garante che non si possa fare pubblicità a ciò che è dannoso alla salute o che non si pubblicizzi in modo che il suo uso possa diventare dannoso, come il bere la Coca Cola durante i pasti.
Ma non fermiamoci qua, nel prossimo articolo parlerò molto più in profondità del rapporto fra Diabete e Alimentazione, prendendo spunto dai contenuti di "The Cina Study" il bestseller di Colin Campbell che contiene verità dimostrate in grado di sconvolgere le abitudini e la salute della popolazione "occidentale" se solo fosse portato a conoscenza di tutti.



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