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mercoledì 18 novembre 2015

CAMPAGNE DI PREVENZIONE? NO, PUBBLICITA' ACCHIAPPA PAZIENTI

E' in corso un'azione mediatica che pubblicizza Campagne della Salute, con controlli gratuiti: SONO CAMPAGNE ACCHIAPPA-PAZIENTI. Servono per reclutare persone che consumino farmaci, sulla base di controlli e risultati che inventano Malattie inesistenti.
Si organizzano campagne come "Giornata mondiale  del Diabete", "Settimana nazionale dell'Osteoporosi", "Mese dell'Ipertensione", "l'Anno dell'Ictus", cui aderiscono società scientifiche, studi medici privati e farmacie. Si allestiscono Gazebo nelle piazze, spazi nei centri commerciali e pubblicità televisiva e radiofonica, invitando ad effettuare controlli il più delle volte GRATIS, lo specchietto delle allodole infallibile!!
Avevo affrontato l'argomento a Giugno del 2013 con il mio articolo MACULOPATIA: IL BUSINESS DELLA DEGENERAZIONE. In realtà queste sono vere campagne fatte appositamente a favore degli interessi ... delle industrie Farmaceutiche. 
Nel numero 297 di Novembre 2015 della rivista di Altroconsumo (www.altroconsumo.it), famosa associazione per la tutela dei consumatori, ho letto un bellissimo articolo che richiama questa abitudine mediatica che serve a catturare e creare nuovi malati che saranno i prossimi consumatori di farmaci inutili se non addirittura dannosi.
Il complotto viene preparato a regola d'arte e con lo scopo ultimo di incrementare le vendite di farmaci e arruolare nuovi malati, i futuri sostenitori delle vendite di determinate specialità farmaceutiche che il più delle volte non servono a chi si vede diagnosticata una qualche malattia grazie all'adesione alla "TAL campagna di prevenzione."
Nell'articolo di Altroconsumo, intitolato "CURARE GLI INTERESSI", si fa una sintesi del contenuto nei seguenti due punti:
1) "Le campagne di prevenzione sono spesso un modo per vendere malattie a persone sane preoccupate"
2) "L'industria Farmaceutica coinvolge attivamente specialisti che inventano nuovi disturbi, medici che scrivono ricette e mezzi di informazione che diffondono le novità".
Questo gioco fa leva sulla PAURA, che molti hanno, di essere malati pur sentendosi bene.
Niente di meglio e più attraente che offrire gratuitamente un controllo medico per renderti schiavo per sempre del consumo di un farmaco. 
Questa non è prevenzione! E' un mezzo subdolo per vendere farmaci e innalzare i ricavi nei bilanci delle Big Farma.
Ricordiamoci che l'Industria Farmaceutica spende molto di più nel Marketing che in Ricerca (si parla di un rapporto di 2 a 1, il 200%).
Dietro a queste campagne di prevenzione c'è sempre uno sponsor e, se affiniamo le nostre capacità investigative, vedremo che questo "benefattore" è sempre un'industria Farmaceutica, un produttore di apparecchiature sanitarie o di un fornitore di servizi per il malato (e molto spesso sotto sotto è sempre una Big Farma che la fa da padrona).
Ecco come funziona il meccanismo di  reclutamento e creazione di nuovi malati e quindi pazienti, descritto nell'articolo di Altroconsumo, sul quale mi trovo daccordissimo:
FASE 1: si presenta un problema di salute, mediante una campagna, sottolineandone la gravità nel caso si fosse afflitti e la necessità di intervenire al più presto; quindi lo si descrive più grave di quello che è e si pompano i dati sulla diffusione del disturbo.
FASE 2: si suscitano paure, come il rischio che molte persone non sanno di avere i il disturbo oggetto della campagna di "prevenzione".
FASE 3: si sottolinea l'importanza di una diagnosi precoce, spingendo le persone a sottoporsi a visite ed esami, spesso gratuiti e sponsorizzati appunto da occulti affaristi della salute.
FASE 4: la soluzione al problema riscontrato c'è già e si tratta ovviamente di un FARMACO, un INTEGRATORE o un INTERVENTO che il più delle volte risolverebbero il problema.
Alla fine chi resta intrappolato nella rete diventa un nuovo paziente, un nuovo consumatore di farmaci il più delle volte inutili e vi rimarrà per tutta la vita vittima e schiavo del SISTEMA SANITARIO e delle Lobbies del Farmaco.
Attenzione quindi, la prevenzione è tutt'altra cosa!

lunedì 19 ottobre 2015

Vaccini SI, Vaccini NO?

Recentemente un'amica, da poco neo-mamma, mi ha chiesto cosa ne penso dei "Vaccini". C'è sicuramente in atto una campagna di recupero di VENDITE perdute e quindi di Utili (nel senso di margini di guadagno) da parte di quei gruppi Farmaceutici che hanno visto il declino del facile business che è sempre stato fatto con questi prodotti; il marketing è facile: LA PAURA!
Anche se in alcuni casi possono essere utili, in molti altri sono diventati un vero bluff (inganno); questo perché ci hanno abituato a pensare ai "microrganismi" (batteri, virus, ecc) come a dei nemici sempre e comunque, che, se riescono a invadere il nostro corpo, provocano una serie di guai, anche seri (in alcuni casi è dimostrato, ma perché in alcuni individui succede ed in altri no? questo nessuno, o pochi, se lo chiedono).
E' inutile rivangare tutti i casi di vere e proprie "prese in giro", ma non dimentichiamoci delle scorte di decine di milioni di Vaccini contro l'Aviaria che qualche anno fa il nostro Ministero della salute fece sulla base di uno spauracchio che fu costruito appositamente affinchè le Big-Farma del Vaccino potessero vendere le enormi scorte che ormai avevano fatto; fu grazie ai Politici che riuscirono a vendere al Sistema Sanitario Italiano un Vaccino assolutamente inutile e che finì al macero! Quei vaccini inutilizzati li abbiamo pagati NOI, e non fu questione di 4 soldi! Il solito sperpero di denaro pubblico col quale qualcuno (il Farma) ha salvato il Bilancio e qualcun altro si sarà preso qualcosa in cambio.

Ecco comunque cosa ho risposto alla mia amica:
"La Campagna "Vaccinatevi perché c'è ancora pericolo di contrarre alcune malattie" è fatta perché molti decidono di non vaccinare più i figli. La preoccupazione non è (a mio parere) per il fatto che si ammalerebbero, ma per il fatto che il business è in calo e va rinforzato con la paura, ottima leva per convincere!
Vaccini è un discorso grosso e lungo che parte come al solito da quanto siamo in grado di essere gli "Esseri" che dovremmo essere veramente. Le mie convinzioni partono come sempre da quanto ci alimentiamo in modo corretto che è la base per avere tutti i meccanismi organici funzionanti, in primis il sistema immunitario che è costruito per contrastare qualsiasi agente estraneo aggressivo o meno che sia. Se il mio sistema immunitario funziona come deve, non ci sono virus o microbi che possono farmi ammalare, al massimo ci sarà un periodo di tempo in cui il corpo sta reagendo contro quell'agente estraneo e avrò qualche disturbo tipico del momento di reazione. " Mi metto a letto per un paio di giorni a digiuno e tutto torna a posto". L'agente estraneo non si deve insinuare e prendere il sopravvento nel corpo, altrimenti vuol dire che il sistema immunitario non ha funzionato. I motivi per cui il sistema immunitario non funziona possono essere tanti, ma alla base c'è un organismo che non funziona come dovrebbe e non sa combattere contro un agente estraneo. Purtroppo nessuno fa più questo ragionamento perché è più comodo fare un vaccino (che guarda caso è fatto con forme meno virulenti del microrganismo vero che provocherebbe la malattia). Questo porta a vaccinare tutti contro quei microrganismi che potenzialmente provocherebbero seri problemi e ovviamente rendono obbligatori quei vaccini. Chi non si vaccina non necessariamente si deve ammalare, così come non necessariamente si hanno problemi dovuti ai vaccini in sé. Le statistiche parlano chiaro, ogni vaccino ha i suoi potenziali problemi, anche di mortalità dovuta al vaccino stesso. Di solito, per i vaccini non obbligatori, queste % vengono dette (o dovrebbero) ed il paziente sceglie.  Per i vaccini obbligatori non so quali siano adesso le prassi per poterli evitare, ma va tenuto in considerazione che la responsabilità resta di chi sceglie di "non vaccinare".
In soldoni, siamo fatti per proteggerci naturalmente da tutto ma sappiamo che l'alimentazione che facciamo non è adeguata e quindi siamo a rischio. Questo vuol dire che siamo a rischio per qualunque malattia (l'infarto per esempio) che può venire a chi ha un determinato tipo di alimentazione o di carenze. I Vaccini servono per superare le carenze del sistema immunitario dovute ad una alimentazione non corretta. Ognuno deve fare i propri conti e mettere sul piatto della bilancia un po' tutto prima di decidere se fare o no un vaccino.
Se dovessi andare in Africa e so che c'è un alto rischio di contrarre una certa malattia endemica di certe zone, però ho altri disturbi e quindi è molto probabile che non sono perfettamente "funzionante", io deciderei di fare il vaccino per quella malattia. Se invece sono perfettamente in salute, non ho malattie, ho energia, ecc, e posso decidere di non farlo, non lo farei affatto e me ne assumerei il rischio (se non ci sono obblighi di legge).
Spero di essere stato chiaro, ma la decisione di vaccinare o no vostra figlia resta vostra sulla base non solo di convinzioni indotte dai media o dalla scienza (se esiste davvero) ma da quanto voi giudicate "forte e sana" voglia figlia."

Aggiungo:
Ma se il nostro Sistema Sanitario ritiene così importante occuparsi della salute dei suoi Cittadini e sta facendo una campagna serrata per farci tornare a CONSUMARE i vaccini, alludendo alla pericolosità per la nostra salute, utilizzando quindi la leva "PAURA", alludendo anche alla possibilità che alcune epidemie possano tornare a creare danni ai nostri figli, perché non pone altrettanta attenzione e accanimento contro l'uso indiscriminato e fuori controllo dei farmaci da banco che possono essere acquistati senza ricetta medica in Farmacia, in Parafarmacia e chissà, in prossimo futuro anche al Supermercato? Sappiamo bene quanto può essere pericoloso per la Salute assumere farmaci su auto-prescrizione.
Eppure si concede anche di farne una pubblicità serrata e quotidiana attraverso i canali televisivi, i giornali, la Radio, ecc. Questo atteggiamento ha proprio l'aria di essere un po' (e non solo un po') di parte, purtroppo solo e sempre dalla parte delle Big-Farma (e non solo Big).
E' facile sostenere che sono più i PRO che i CONTRO nella somministrazione dei vaccini; cercano di convincerci che è meglio non correre rischi e fare tutti i vaccini necessari, tanto li passa il sistema Sanitario; questo è possibile perché non si è mai voluto mettere in relazione l'uso dei vaccini con gli effetti a lungo termine sulla salute dei vaccinati. Alcune malattie anche molto serie e disabilitanti non vengono messe in relazione con le vaccinazioni perché non c'è nessuna convenienza a farlo, e farlo costerebbe anche molto tempo, impegno e soldi, con risultati troppo sfavorevoli alle "Vendite". Sarebbe probabilmente anche molto distruttivo per i guadagni che ci stanno dietro. E' molto facile ignorare e poter dire che una malattia è subentrata per altri motivi, e se lo fa dopo 10 anni da una vaccinazione, chi mai la metterà in relazione con quel particolare vaccino? Nessuno! Quindi il Sistema è protetto e sicuramente inattacabile.
Le vaccinazioni ai tempi delle "vere epidemie" hanno fatto il giusto; adesso è ora di valutarne la reale necessità, per una volta ignorando il tornaconto economico che ci sta dietro.

Io penso che se ognuno si occupasse più seriamente di alimentarsi in modo più naturale e consono alla nostra natura, il Potere di Autoguarigione, che fa parte della nostra natura di esseri viventi, sarebbe inattaccabile: saremmo automaticamente protetti contro l'attacco di qualsiasi microrganismo e non avremmo bisogno di sostenere un sistema immunitario ridotto in brandelli da stili di vita assurdi.

domenica 27 ottobre 2013

Omeopatia e Integratori: la Lobbie del Farmaco vuole togliere di mezzo i concorrenti. Firmiamo per salvarli.



L'Omeopatia ancora una volta nelle sgrinfie della Lobbie del Farmaco che ha i burattinai nei palazzi dei ben pagati ministeriali: un fedele alleato nelle stanze di chi ha il potere di decidere su chi può o non può continuare a disturbare il mercato degli inutili farmaci allopatici; tanto inutili da resistere solo grazie alle azioni di potere che dietro le quinte si autoproteggono con i soliti metodi all'italiana. Di fronte al FALLIMENTO della sanità farmaco-chirurgica, per mantenere le crescite a due cifre degli utili delle potenti Case Farmaceutiche e del Sistema Sanità, si deve trovare il modo di togliere di mezzo le medicine che funzionano e che non riportano quegli effetti collaterali che nella medicina allopatica fanno morti su morti. 
L'Omeopatia rischia di scomparire proprio grazie al lavorio corrosivo che, senza che i Media ne facciano menzione, si sta portando avanti grazie ad azioni vigliacche che nulla hanno a che fare con una corretta e sostenuta concorrenza a suon di dati scientifici.
Riporto un articolo che la dice lunga su ciò che sta succedendo, sperando di fare opera di divulgazione sufficiente affinchè qualcuno si ravveda e sostenga una Medicina vecchia di oltre 2 secoli e che riporta successi terapeutici che la Medicina allopatica neanche si sogna.
Intanto andate a vedere sul mio recente articolo i numeri dei morti che la medicina allopatica ed i sistemi sanitari fanno ogni anno senza che i numeri vengano mai e poi mai divulgati da nessuno, nè TV nè Giornali. 
La Verità scotta e guai a chi la divulga pubblicamente!!!

"Stanno distruggendo l’omeopatia

Marcello Pamio

A due secoli dalla pubblicazione del libro “Organon dell’Arte di guarire” del medico sassone -Samuel Hahnemann (1755-1843), padre dell’omeopatia,
si stanno verificando dei fatti gravissimi.
Pochi ovviamente ne parlano. I media mainstream e i giornalisti embedded, come sempre tacciono, ma l’intero mondo dell’omeopatia è in serio pericolo a causa di manovre politico-economiche-amministrative  che lo vogliono letteralmente e praticamente distruggere.

Partiamo dall’inizio, cioè dall’aggiornamento delle tariffe dell’Agenzia italiana dei farmaci, l’AIFA. Sono stati interpellati i dirigenti dell’agenzia, ma nessuno ha spiegato il motivo per cui le tariffe di registrazione dei prodotti omeopatici hanno avuto, di punto in bianco, un aumento di 700 volte rispetto alle tariffe precedenti! Qualcosa senza precedenti. «L’AIFA ci impone burocrazia e costi tali che ci costringeranno a chiudere bottega dopo trent’anni di attività sempre in crescita (più 12% nel 2013)» denuncia Alessandro Pizzoccaro patron della Guna, un colosso italiano, che in piena crisi fattura 160 milioni l’anno e dà lavoro a 1.200 addetti. «Oggi la super tassa del governo rischia di distruggere tutto».

Anche Silvia Barbieri, della ditta Iride 2000, non lascia spazio a molti dubbi: "Il costo altissimo richiesto dal Ministero per la registrazione ed i tempi tecnici per la presentazione dei documenti, impossibili da rispettare, faranno sì che molti omeopatici non potranno essere registrati e quindi non saranno più reperibili in Italia, mentre lo saranno negli altri paesi della comunità europea. Le aziende italiane si vedranno ridurre notevolmente il fatturato a favore di società oltre confine, saranno costrette a ridimensionare il numero dei loro dipendenti, tutto l'indotto perderà lavoro e personale (grossisti, informatori scientifici, ecc) con gravissimi danni per le aziende, i medici omeopati ed i pazienti. Sottolineo infine che nella maggior parte dei paesi della Comunità europea, il costo delle visite del medico omeopata e/o dell’Heilpraktiker (naturopata) e il costo dei medicinali omeopatici prescritti, così come dei prodotti erboristici, sono a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre in Italia sono a carico del paziente”.

Come non dar ragione a Barbieri e Pizzoccaro, visto che a produttori e importatori, la famosa registrazione, l’AIC, l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio, costerà 3062,40 euro a farmaco fino a 10 diluizioni (non è ancora definitiva a causa di un ricorso al TAR del Lazio: la sentenza è prevista per gennaio 2014). Non solo, ma per mantenere l’iscrizione dei 25.000 prodotti omeopatici esistenti, bisognerà poi sborsare 200 euro l’anno ciascuno! Una follia, da un certo punto di vista, che però nasconde una strategia ben mirata e congegnata, visto che vi sono molte aziende che producono migliaia di prodotti. Pochissime di queste aziende potranno sostenere simili spese.

La scadenza data in precedenza per la presentazione dei documenti per la registrazione dei farmaci era il 31 dicembre 2015. Invece il 10 settembre 2013 l'AIFA ha convocato le aziende che producono e distribuiscono omeopatici a Roma annunciando che, visto l'elevato numero di domande di registrazione da valutare (25.000), ha previsto due fasi per la consegna dei documenti.
La prima fase da ottobre 2013 a luglio 2014, la seconda da settembre 2014 a giugno 2015.

L'AIFA ha scoperto solo ora che deve controllare entro il 2015 circa 25.000 prodotti omeopatici? Eppure l'ultimo elenco dei medicinali omeopatici in commercio é stato presentato il 24 maggio del 2012. Nonostante questo, il 17 settembre di quest’anno le aziende hanno ricevuto il calendario di presentazione dei documenti. Questa manovra fa comprendere appieno la volontà di eliminare l'omeopatia e distruggere le aziende. Infatti, moltissime aziende dovrebbero presentare la documentazione ad esempio per 20/30 omeopatici a partire dal 30 ottobre 2013 e questo è praticamente impossibile: non ci sono i tempi tecnici per compilare i moltissimi documenti richiesti per ogni diluizione.

Le aziende italiane, a differenza di quelle europee, si trovano in questa situazione complicata e difficile per colpa dell’AIFA che ha spedito loro le informazioni utili per la preparazione dei documenti con ben 2 anni di ritardo rispetto alla data stabilita dalla comunità europea. Perché questo grave ritardo? Semplice incompetenza burocratica o strategia mirata?

Tutto questo vale per i medicinali omeopatici già registrati in passato. Dal 1995 nessuna azienda italiana ha chiesto la registrazione di nuovi prodotti omeopatici, salvo una che, dopo aver spedito i documenti e le varie integrazioni richieste si é vista rifiutare la registrazione e senza motivazione. Oggi la tassa di registrazione di un nuovo prodotto richiesta dall’AIFA è di ben 26.000 euro!

L’Italia, per coloro che non lo sanno, è (e tra poco era) il terzo mercato europeo per i medicinali omeopatici, quindi un mercato molto florido e importante per le industrie del settore, e quindi un mercato scomodo per le lobbies della chimica di sintesi, per Big Pharma. Sempre più persone nel mondo si sono avvicinate e si stanno avvicinando all’omeopatia, grazie anche al fallimento della medicina ufficiale e alla crescita esponenziale delle patologie cronico-degenerative. Stiamo parlando di un mercato che interessa da 11 a 15 milioni di persone in Italia. Un mercato che non può non fare gola ai colossi farmaceutici che si sono visti soffiare da sotto il naso intere fette di mercato, che tradotto in altri termini, miliardi di euro all’anno.

Ma cerchiamo di capire cosa sta succedendo

L’AIFA - che ricordiamo essere uno degli strumenti operativi delle multinazionali della chimica - di punto in bianco pretende per i prodotti omeopatici, tutte le analisi chimiche e laboratoristiche come se fossero farmaci chimici. Ci hanno sempre detto che gli omeopatici NON sono farmaci, addirittura qualcuno in tivù continua a paragonarli all’“acqua fresca”, eppure adesso vogliono tutte le analisi, come se fossero veri e propri farmaci. Come mai un simile cambio di rotta? Le analisi costano moltissimi soldi e sono tutte a carico dei produttori, e questo è uno dei motivi per cui molte ditte hanno chiuso o stanno chiudendo.

Organoterapia e nosodoterapia

La produzione delle basi per questi medicinali omeopatici è stata resa molto difficile e quindi assai costosa, con il risultato che molti di questi prodotti sono introvabili in Italia. Queste terapie permettono la disintossicazione del terreno (organi e malattie) organico. Il terreno sano è la base per la funzionalità o meno dell’omeopatia. Così facendo hanno minato alla radice la funzionalità stessa dei prodotti rimasti nel mercato. Togliendo dal mercato questi omeopatici si impedisce di fatto la guarigione delle persone.

Cito qui parte dell’articolo scritto dal dottor Antonio Abate per Informasalus.it il 5 giugno 2012: “Ovviamente un medico omeopata non può assistere impotente allo scadimento della propria professione a causa di norme che uccidono l’omeopatia. Ho fatto presente ai politici che sono costretto ad ordinare on-line (grazie alla rete che salva la professione medica e permette ai pazienti di curarsi) i medicinali ad industrie di Paesi europei in cui non ci sono questi assurdi e masochisti divieti. Non mi riferisco a Paesi del Terzo mondo, ma alle civilissime Austria, Inghilterra, ecc., in cui le norme sono chiare, efficienti ed efficaci. Ciò significa che nella mia attività professionale, attualmente per circa il 35% delle prescrizioni ricorro all’acquisto all’estero, con aggravio delle spese per i pazienti, con immancabili e fastidiosi ritardi nell’inizio delle cure e non per ultimo con una sottrazione di un ben 35% di denaro che potrebbe andare invece all’industria italiana del medicinale omeopatico. Le restrizioni attuali della produzione e delle vendite dei medicinali omeopatici stanno creando un problema crescente. Per quanto riguarda la mia attività professionale è possibile che entro il 2012 io sia costretto a ricorrere per il 40/45% alle industrie straniere. E il problema non riguarda solamente me, ma tutti gli omeopati.”

Si tratta di una semplice casualità o è una strategia mirata? Così facendo vogliono far morire l’economia, facendo chiudere le industrie omeopatiche. Organoterapia, nosodoterapia ed altri medicinali non reperibili in Italia sono invece in commercio negli altri Stati della Comunità Europea ed anche venduti on-line.

Vogliono distruggere anche i prodotti erboristici (ora integratori alimentari) Anche le industrie che producono e distribuiscono prodotti erboristici sono a rischio, visto che il Ministero della salute italiano continua a far sparire dall’elenco dei prodotti erboristici ammessi centinaia di piante importanti (a gennaio 2013 per esempio è toccato a propoli e polline), senza dare alcuna spiegazione, creando il caos sia tra i produttori che tra i rivenditori (erboristerie e farmacie). Perché di punto in bianco centinaia di piante, tra cui rimedi popolari usati da millenni, sono stati tolti dall’elenco ufficiale? Forse perché funzionando molto meglio dei farmaci chimici e non inducendo i loro devastanti effetti collaterali, sono un ostacolo che va eliminato?

Indicazioni salutistiche per prodotti erboristici (CLAIMS) Se tutto ciò non bastasse, le indicazioni riportate nelle etichette che spiegano le attività che si possono attribuire ad una pianta, continuano a cambiare. Prima il prodotto aveva una valenza “terapeutica” ora invece “aiuta, sostiene, coadiuva …”. Le indicazioni vengono modificate continuamente dal Ministero e di pari passo i produttori devono aggiornare e modificare le etichette, e questo crea molta confusione tra i consumatori e un danno economico e di tempo enorme alle aziende. Per le ditte infatti che producono centinaia o migliaia di prodotti è un lavoro assurdo modificare e sostituire le etichette. Ma anche questo per svilire il mercato può essere molto funzionale.

I prodotti scaduti Abbiamo sempre saputo che i prodotti omeopatici e fitoterapici sono prodotti naturali. Non tutti sanno però che quando scadono, devono essere trattati e smaltiti in maniera molto particolare. La ditta produttrice deve chiamare la società che si occupa di rifiuti tossici, pagare 500 euro ad uscita e un tanto a peso! In pratica la cosiddetta acqua fresca, quando scade, diventa un rifiuto tossico pericoloso da essere smaltito come se fosse chimico o radioattivo.

Difendiamo l’omeopatia La strategia messa in atto dalle lobbies della chimica, per tramite l’AIFA e gli altri enti sovranazionali come l’EMEA, è abbastanza semplice e lapalissiano: vogliono far morire il mercato omeopatico, inglobando i pazienti, dirottandoli verso i loro lidi. Per fortuna molti gruppi di pazienti stanno raccogliendo firme per far sentire la loro voce. Il Comitato Difendiamo l’Omeopatia sta raccogliendo migliaia di firme con una petizione che chiede di cambiare immediatamente le norme vigenti.

Se non cambiano le regole, se non blocchiamo tale vergognoso attacco, molti medicinali omeopatici non saranno più in vendita in Italia, e quindi sarà tolto ai cittadini il diritto, la libertà di cura, un principio sacrosanto, sancito dalla nostra Costituzione. Si può anche non essere favorevoli all’omeopatia in quanto tale, ma è un dovere morale di tutti difendere il diritto delle persone di potersi curarsi come meglio credono. Il diritto di una persona di usare prodotti fitoterapici e omeopatici. La libertà di scelta terapeutica è un diritto inviolabile e fondamentale in una società che si autodefinisce democratica e libera. Al seguente sito la raccolta firme per salvare i farmaci omeopatici  www.omeocom.it "