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lunedì 2 marzo 2015

Il potere del Perdono

Il Potere del Perdono può diventare la chiave di successo per vincere una malattia fisica o mentale. Moltissime persone mantengono vivi dei rancori verso altre persone per fatti successi anche molti, molti anni prima. A volte purtroppo i fatti, a prima vista, possono dare ragione a chi non sa perdonare; pensate ad esempio ad una persona che ha subito una violazione fisica molto grave come uno stupro. Difficile pensare che si riesca facilmente a perdonare in un mondo come il nostro.
Ho vissuto personalmente esperienze di persone che da anni si rifiutavano di rivedere o parlare con propri fratelli o sorelle per fatti successi anche 30 anni prima, non ancora perdonati o lasciati andare, e sono persino morti senza più rivedersi.

Chi mantiene questi rancori che vengono vissuti come "non perdono" crede che il suo atteggiamento possa nuocere alla persona che non vuole perdonare; in realtà le persone che non vengono perdonate nella maggior parte dei casi non si curano affatto o magari si sono persino dimenticati della situazione che ha condotto al non essere ancora perdonati e nemmeno sanno che ancora non sono stati perdonati. Ecco perchè nella maggior parte dei casi "chi non perdona" è l'unico, o l'unica, a soffrire e a mantenere attivo uno stato di STRESS che l'ha portato magari a sviluppare una malattia fisica o mentale.
Attenzione, perchè queste situazioni possono condurre a veri e propri stati patologici anche molto gravi.
Oppure semplicemente si vive una vita intera con questo peso (che spetta solo a chi non perdona), si vive male e non si riesce a sentire la leggerezza della libertà dal rancore perchè in fondo c'è sempre qualcosa che "rode".
Proviamo a pensare anche a quelle situazioni dove il "non perdonare" si è radicato nella mente delle persone anche come fatto culturale di massa o collettivo: non facciamo fatica a ricordarci quante persone muoiono nel mondo a causa dell'incapacità di perdonare (pensiamo alle relazioni tra Israele e Palestina per fare solo un esempio). Spesso le persone che vivono al presente queste situazioni non hanno mai vissuto niente direttamente, eppure si accaniscono contro tutti e tutto ciò che per "cultura" gli è stato insinuato nella mente. E' una sorta di eredità del rancore verso altre persone che inizia a logorarti per il semplice fatto che sei parte di una comunità che "non perdona" a causa di una reiterazione di fatti che per un circolo vizioso non finiranno mai, a meno che una delle due parti non si rende conto che continuare nell'atteggiamento del "non perdonare" porterà solo sofferenza e che la guerra e cosa inutile; è indubbio che lo stato di stress in queste persone viene mantenuto costantemente vivo e come sappiamo, lo stress logora e spesso uccide.
La sofferenza da entrambe le parti sarà sempre alta e inevitabilmente porterà dolore fisico e psicologico.
L'incapacità di perdonare, in una persona, la possiamo riconoscere attraverso una qualche forma di rabbia o irritazione, oppure dal mantenere una certa distanza dalla persona o dalle persone che non si vogliono perdonare. 
Normalmente chi non riesce a perdonare non ammetterà mai di non essere capace di perdonare, troverà sempre un motivo per giustificarsi e giustificare il proprio atteggiamento: "io sono nel giusto e non ho alcun problema", ma in realtà c'è una situazione pendente che logora. Il semplice fatto di mantenere vivo il ricordo negativo e il "non perdono" sta causando o causerà problemi di salute; questa evoluzione infatti è strettamente legata allo stress, che notoriamente causa disturbi e malattie anche gravi.
Purtroppo però la Capacità di perdonare non è un dono comune né tantomeno di facile applicazione.
Il Perdonare ha a che fare con la Compassione, una delle virtù, o forse la virtù, principe delle filosofie Buddiste; aggiungo anche "non a caso". La conoscenza e la pratica costante della Compassione è la strada per superare ogni conflittualità e quindi anche per realizzare il Perdono con il quale possiamo porre fine alla nostra sofferenza (anche in termini fisici).

Addentrarsi nei meandri della filosofia Buddista non è qui possibile; ci sono tuttavia grandi Maestri Spirituali esistenti che dimostrano quanto la Compassione sia possibile persino nei confronti (anzi lo è a maggior ragione) del proprio nemico: Sua Santità il XIV Dalai Lama (reincarnazione del Budda della Compassione Avalokitesvara) è la prova vivente di quanto la Compassione sia la via più saggia e perpetrabile per sconfiggere la sofferenza. Saper giustificare, o trovare un perchè, al comportamento del tuo più grande nemico per il male che continua a farti, significa non aver nulla da dovergli perdonare, quindi sei libero dalla sofferenza.


Non è così semplice ma ho provato a spiegarlo in parole povere.
E se ci fosse un metodo o una tecnica energetica che può rimediare alla mancanza di capacità di saper perdonare? Se non siamo poi così avvezzi alla Compassione?
Il primo passo, forse il più difficile, è: riconoscere che non hai perdonato qualcuno, avere la consapevolezza che è rimasto qualcosa in sospeso che, in fondo, anche a tua insaputa, ti sta facendo soffrire o limita la tua vita.
Il secondo è volerlo fare.
Il terzo è conoscere le Tecniche energetiche che possono aiutarti.


Se non ne hai mai sentito parlare puoi leggere IL CODICE DELLA GUARIGIONE di Alex Loyd oppure THE TAPPING SOLUTION di Nick Ortner, due splendidi esempi di tecniche energetiche applicabili per la risoluzione di problematiche fisiche, emotive, psicologiche, relazionali e altro.
Ne parlerò più approfonditamente in altri articoli ad hoc, ma puoi cominciare a conoscerli.