Translate

Informazioni personali

Visualizzazione post con etichetta vivisezione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vivisezione. Mostra tutti i post

lunedì 18 febbraio 2013

NO ai Lager della morte, i lager fantasma

Vorrei fare una pausa dopo i precedenti artricoli che sembrano di tutt'altro carattere rispetto a quello che sto per scrivere; invece quando avrai letto tutto ciò che segue cambierai opinione se avrai capito il senso vero del mio articolo (o meglio, mi scuso: spero di riuscire a farlo capire).
I lager fantasma sono tutti quei luoghi pieni di energia negativa che si nutrono di morte, del piacere di allevare per poi uccidere per uno scopo qualsiasi ma poco nobile e altrettanto inutile. Nessuno li vede eppure esistono e sono numerosi; ecco perchè li definisco fantasma.
L'essere umano che si crede d'essere al centro dell'Universo, pieno di sè nella convinzione che lo illude, ma con tutti i limiti di cui è certamente inconsapevole, si prende l'autorità di mettere in gabbia suoi simili (non parlo di esseri umani ma di esseri viventi forse anche non meno evoluti dell'essere umano, chissà?, quelli che chiamiamo animali; e su questa affermazione possiamo fare numerose considerazioni, ognuna valida per quanto la si possa accettare sempre a causa dei nostri limiti misconosciuti); crescerli con apparente amore vestito di odio che si maschera con l'illusione della necessità di alimentarsene, di sperimentare per il bene della salute e o il sacrificio in onore della scienza.
Questi luoghi nascosti che sono sempre lontani dai sensi dei non addetti ai lavori, forse perchè in fondo c'è la volontà di evitare il risveglio di emozioni o peggio, e molto più terra terra, per evitare che qualcuno possa reclamare per l'odore, il rumore, le urla di terrore e tutto quello che noi esseri umani non riusciamo a percepire ma che sicuramente coloro che nei lager fantasma ci nascono, ci vivono e ci muoiono conoscono in prima persona. O forse perchè si sà che in fondo all'animo, o di quello che dell'animo ci rimane, tutto ciò ha un velo di proibito e che è meglio non vederlo, non sentirlo e non sapere.
Ogni volta che vedo un servizio televisivo, immagini o video, su questi allevamenti lager non riesco a non incrociare lo sguardo di un ospite "destinato" (una mucca, un vitello, un maiale, una scimmia, un cane, un gatto o altri) e non riesco a non interpretare quello sguardo come un appello: "ma che bisogno c'è di farci questo, e se foste voi al mio posto?" 
Non riesco a non pensare che questi nobili ospiti capiscono invece perfettamente per quale motivo si trovano dove sono e sanno che non possono sfuggire o che li salverà solo il loro sacrificio; non riesco nemmeno a non pensare che forse hanno compassione di chi li tortura perchè sono più evoluti di noi, ma noi non lo sappiamo semplicemente perchè non possiamo percepire i loro pensieri e le loro emozioni (credimi solo per un istante: chi l'ha detto che la nostra mente sia il risultato di una evoluzione e non sia invece una devoluzione della specie? che non sia invece il limite che ci porta tanta sofferenza! e sappiamo quanta ce ne porta!).
Ora, è vero che tutto ciò è necessario?