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sabato 7 novembre 2015

CARNE CANCEROGENA: CHIARIAMOCI UN PO' LE IDEE

Di fronte ad una notizia di tale portata è importante che non restino in sospeso domande non risposte; questo è importante per avere le idee ben chiare ed essere sicuri di affrontare la situazione con consapevolezza.
Si tenga presente che il gruppo di studio Internazionale che ha elaborato le conclusioni di centinaia di studi scientifici sul tema "rapporto consumo di carni e cancro" era costituito da 22 membri di 10 stati diversi.
Il tutto è partito dalle osservazioni rilevate un po' in tutto il mondo, dove si era preventivamente evidenziato che le percentuali di cancro aumentavano in rapporto ad un aumento del consumi di carni rosse e carni lavorate. Ragion per cui fu deciso di approfondire le ricerche allo scopo di determinare se effettivamente alcuni tipi di cancro potevano essere associati ad un maggior consumo di questi prodotti. Le conclusioni che sono state tratte dal Comitato Internazionale sono state tali per cui le raccomandazioni dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha ritenuto opportuno divulgare le informazioni a scopo precauzionale e protettivo della salute pubblica, e questo perché nel mondo il consumo dei prodotti a base di carni sono in aumento anche nelle classi sociali medio-basse. Ciò significa che in fatto di salute il futuro dell'umanità si prevede poco roseo.

QUALI SONO I PRODOTTI SOTTO ACCUSA?
Per prima cosa i prodotti che sono stati presi in considerazione dallo studio dell'IARC sono le Carni Rosse e le Carni Lavorate:
1) Carni rosse: sono tutte le carni dei mammiferi che solitamente finiscono la loro esistenza nei macelli, vale a dire carni Bovine, Suine, Ovine, Caprine ed Equine (Manzo, Vitello, Maiale, Agnello, Montone, Capra, Cavallo). Ci sono "macellai" che ti dicono che la carne di maiale non è carne rossa (e qui si comincia a fare i furbi!)
2) Carni Lavorate: si tratta dei prodotti a base di carni prevalentemente di Manzo e Maiale che vengono lavorate industrialmente per dare loro un determinato sapore e/o per migliorarne la conservazione nel tempo. Anche i processi di salatura, affumicatura, fermentazione e stagionatura sono nella lista delle lavorazioni  che mettono a rischio il prodotto. Tipici esempi di questi prodotti sono senza dubbio wurstel, prosciutti, salami, salsicce, (in Italia anche zamponi, cotechini, ecc. ), carne in scatola, carne secca (in uso per lo più in altri paesi, anche se europei). In linea di massima ogni prodotto a base di carne, preparato e anche già cucinato con salse e quant'altro rientra in questa categoria.
Teniamo presente che nonostante le carni di cui si parla siano principalmente quelle di manzo e maiale, nelle "carni lavorate" vengono spesso introdotti anche altri tipi di carni rosse, pollame, frattaglie e anche il sangue (e qui mi viene spontaneo un BLEAH! )

VI SONO METODI DI COTTURA PARTICOLARMENTE PERICOLOSI?
Nonostante non siano state date particolari indicazioni su questo aspetto, sicuramente tutti i metodi di cottura ad alta temperatura sono sotto accusa (grigliate, arrosti e tutti i metodi che comportano il contatto dell'alimento con alte temperature, quindi anche "alla piastra"); alle alte temperature si formano infatti sostanze cancerogene come gli idrocarburi aromatici policiclici e ammine aromatiche eterocicliche, che è stato dimostrato essere di per sé cancerogene.
Dato che queste sostanze si formano anche dalla carbonizzazione di altri alimenti, il metodo di cottura non è in realtà associato ai risultati ottenuti dallo studio dell'IARC.
Ricordiamoci comunque che qualsiasi cibo/prodotto alimentare "bruciato" e quindi "marrone" racchiude un potenziale di cancerogenicità se viene assunto (anche il Caffè), proprio per la presenza di sostanze cancerogene che si formano alle alte temperature.
Sebbene cibarsi di carni crude possa escludere l'interferenza della cottura, si devono tenere presenti tutte le problematiche legate al consumo di prodotti crudi (parassiti, microrganismi).
Di fatto le raccomandazioni dell'IARC non pongono in primo piano le alterazioni dovute alle cotture.

CLASSIFICAZIONE DELLA CANCEROGENICITA' DELLE SOSTANZE
La classificazione della cancerogenicità delle sostanze per l'uomo è riportata nella seguente tabella:
Le Carni rosse sono state classificate  nel Gruppo 2A: PROBABILMENTE CANCEROGENE PER L'UOMO: significa che questa classificazione è stata fatta sulla base di studi epidemiologici il cui risultato mostra associazioni positive tra "IL MANGIARE CARNE ROSSA" e la comparsa del "CANCRO" nei mangiatori di carni: si tratta in questo caso di CANCRO del COLON-RETTO. E' stata evidenziata anche una correlazione con il cancro al PANCREAS e alla PROSTATA.
Non c'è una correlazione diretta e meccanica tra le due cose, c'è una relazione positiva tra esposizione all'agente (Carne rossa) e cancro del colon-retto, ma non si possono escludere altre motivazioni.
Le Carni Lavorate sono state invece classificate nel Gruppo 1: CANCEROGENE PER L'UOMO; siamo allo stesso livello del FUMO di Tabacco e dell'AMIANTO: significa che le carni lavorate hanno lo stesso potenziale di cancerogenicità, ma non significa che sono pericolose come il Fumo e l'Amianto. In questo caso si tratta di CANCRO del COLON-RETTO e ci sono associazioni, con evidenza non definitiva, anche per il cancro allo STOMACO.

I NUMERI 
Si stima che i decessi dovuti al consumo di Carni lavorate sia di 34.000 all'anno; per le diete ricche di carni rosse si stima che possano procurare attorno ai 50.000 decessi all'anno. Se si confronta questo numero con quello associato al Fumo (1 Milione), al consumo di Alcool (600.000) e all'Inquinamento (200.000), sembra che la cosa non possa destare preoccupazione, ma 50.000 persone ogni anno muoiono a causa dell'eccessivo consumo di CARNI.
Certo, TUTTO E' RELATIVO! Che dire allora dei decessi per MALASANITA' che solo negli STATI UNITI D'AMERICA raggiungono il cospicuo numero di 780.000 all'anno!?
Altri numeri: 50 g di carne lavorata consumata ogni giorno viene associata ad un rischio di Cancro al Colon-Retto aumentato del 18%; se venisse confermata l'associazione Cancro-Carni Rosse il rischio di vedersi comparire un Cancro al Colon-Retto mangiando 100 g di carne rossa al giorno, aumenta del 17%.
DUNQUE, MANGIARE O NO CARNE?
Io credo che qualsiasi alimento che in qualche modo possa mettere a rischio la nostra salute, dovrebbe essere EVITATO, per il semplice fatto che se un cibo compromette la salute dell'Uomo, significa che non è adatto all'alimentazione umana. Ma se mangiandone poco o saltuariamente non compromette in modo evidente la salute, comunque mette a dura prova gli equilibri vitali che prima o poi in qualche modo ne soffriranno se il consumo di "Alimenti Cattivi" non viene abbondantemente compensato con "Alimenti Buoni".
Il mio consiglio, al di là di ogni aspetto etico verso la vita degli animali che comunque porta il suo PESO, è quindi quello di evitarli, soprattutto EVITARE ASSOLUTAMENTE LE CARNI LAVORATE.