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martedì 3 novembre 2015

ALLARME CARNI LAVORATE E CARNE ROSSA: COSAFARE?

LA NOTIZIA ALLARMANTE: LE CARNI ROSSE ED I DERIVATI INDUSTRIALI SONO CANCEROGENI
La recente notizia circa la cancerogenicità della carne, divulgata attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa (TV, Radio, Giornali) e Social Network (Facebook, Twitter, ecc.) ha lasciato a bocca aperta un po' tutti.
Coloro che non avevano mai avuto alcuna informazione a riguardo si sono visti piovere addosso una novità non proprio piacevole e sicuramente per i consumatori di carne è stata un'informazione abbastanza scioccante. Queste persone non avevano mai sentito parlare dell'ormai famoso libro divulgativo "THE CHINA STUDY" di T. Colin Campbell e neanche avevano mai partecipato ai miei corsi formativi "Medici di Se Stessi", dove la relazione carne/cancro viene trattata ampiamente; queste persone sono quelle che vivono la loro vita in discesa, o sull'onda delle loro abitudini consolidate e, non avendo interesse specifico in quanto ancora non affette da patologie particolarmente gravi, non hanno mai avuto modo di apprendere informazioni di tale portata. Chi invece ha avuto già l'opportunità di imparare a convivere con determinate patologie, non è certamente mai stato informato dal proprio medico o dagli ambienti Sanitari tanto spesso frequentati.
Coloro che invece (io per primo!) già avevano confidenza e cognizione ben radicata degli effetti dannosi del consumo di carni rosse e derivati (Vegetariani, Vegani, cultori della Sana Alimentazione), sono rimasti a bocca aperta perchè si sono subito resi conto che qualcosa di grosso è successo o sta succedendo (quale equilibrio di relazioni tra le Istituzioni scientifiche e le Industrie Alimentari e Farmaceutiche si è mai rotto? Potrebbe essere un gioco al rialzo?).

LA FONTE INFORMATIVA
La FONTE della notizia è una fonte autorevole: THE LANCET Oncology, una prestigiosissima e rispettatissima rivista scientifica di portata internazionale sui cui contenuti nessuno al mondo osa avanzare qualsiasi dubbio.
I contenuti dell'articolo pubblicato e delle informazioni divulgate sono veramente allarmanti per tutti: assidui consumatori di carni e derivati, produttori, allevatori, rivenditori e tutte le pedine dell'enorme "catena" che fa fronte all'inverosimile richiesta di tali prodotti. Basti pensare che nel mondo ogni anno vengono MACELLATI 296 MILIONI DI BOVINI e 1,4 MILIARDI DI SUINI, per capire quanto panico possa aver destato l'articolo di The Lancet Oncology.
Non è solo a rischio la Salute umana ma anche un business enorme: faremo davvero fatica a capire quale delle due cose risulti più importante per tutti i Governi degli Stati del mondo, anzi, per la maggior parte delle popolazioni sarà davvero impossibile saperlo.

QUALI POSSIBILI REAZIONI
Per ogni singola persona la Salute rappresenta un bene prezioso e su questo non possiamo avere alcun dubbio. Molti, al suono di questa sveglia (l'allarme carne cancerogena intendo), faranno "dietro front" e finalmente faranno quello che da tempo stavano pensando di fare: eliminare completamente il consumo delle carni e dei loro derivati industriali.
Le ragioni fondamentali per cui questa scelta possa essere considerata corretta sono diverse; proviamo a prenderne in considerazione alcune che ritengo basilari:
1) la carne non può essere alla base dell'alimentazione umana e questo è ormai innegabile: l'uomo non è per natura carnivoro, NON E' ONNIVORO ma è frugivoro (dovendosi nutrire di frutti, semi e vegetali). Il consumo di cibi diversi da questi ultimi deve essere considerato a carattere "opportunistico", discontinuo e in casi rari.
2) la maggior parte della carne è prodotta da allevamenti intensivi di animali che, per necessità salutari degli allevamenti o per semplice volontà di forzarne la crescita, vengono trattati con ormoni e farmaci che si ripercuotono sulla salute dei consumatori finali;
3) le carni rosse, soprattutto, ma come tutte le proteine animali e non, sono alimenti che acidificano il corpo umano e l'acidosi fisiologica è la causa primaria di tutte le malattie, in quanto mette l'organismo in condizioni sfavorevoli di EQUILIBRIO ACIDO-BASE (equilibrio vitale) tanto da comprometterne l'intero funzionamento. E' anche noto che le cellule cancerose si sviluppano e vivono rigogliose in ambiente acido mentre soccombono in ambiente anche leggermente alcalino (o basico). Per saperne di più su questo argomento si leggano gli articoli in questo Blog e soprattutto QUESTO .
4) i derivati ed i preparati industriali delle carni contengono sostanze chimiche, additivi necessari per la preparazione e la conservazione nel tempo; queste sostanze si aggiungono a quelle che sono già contenute nelle carni  per i motivi spiegati al punto 2);
5) le cotture spinte (griglia, arrosti, fritti, ecc) arricchiscono le carni (ma non solo) di ulteriori sostanze la cui cancerogenicità è dimostrata scientificamente (antraceni, benzopireni, acroleine, ecc.)
DUNQUE, COSA SI PUO' FARE?
Se fossi un consumatore di carne cosa farei? Che cosa è possibile fare per affrontare al meglio una scelta alimentare che in questo momento può mettere in crisi un consumatore di carne?
1) NON IGNORARE i contenuti dell'informazione che è stata divulgata. Ignorarlo o sminuirne i contenuti sarebbe stupido da parte di chiunque; sicuramente molti lo faranno e se ne prendono la responsabilità piena nei confronti degli sviluppi futuri della loro salute. L'atteggiamento è molto comodo: "non faccio nulla, tanto sono i soliti allarmismi e tra poco nessuno ne parla più". Ok, ma le carni rosse e i derivati continueranno sotto sotto a produrre tanti cancri anche se vogliamo ignorarlo.
2) RIDURRE DRASTICAMENTE IL CONSUMO DI CARNI E DERIVATI. La miglior cosa è proprio questa! Non sto dicendo di non mangiare più carni, anche se facendolo mi sentirei di aver sostenuto la causa di tutti i Vegani (come me) che, anche per ragioni etiche e di sostenibilità, hanno deciso di non consumare più carni né proteine animali di altro genere. Non lo faccio (e le associazioni Vegane non me ne vogliano) perchè chi mangia carne può continuare a farlo a determinate condizioni: uso saltuario e consumo di prodotti di qualità, Biologici e da allevamenti non intensivi, limitandosi al consumo di carni fresche e non di prodotti conservati e industriali.
3) RIVALUTARE CON ATTENZIONE UN MAGGIOR CONSUMO DI PRODOTTI VEGETALI (frutta e verdura) FRESCHI ed in gran parte crudi, al fine di assicurarsi un buon equilibrio fisiologico acido-base che è il fondamento per una salute di ferro.
Questa posizione penso che possa essere il miglior compromesso tra i due estremi che in questo momento possono mettere in crisi persone ed economie, ma ci tengo a precisare che la SALUTE della gente deve stare sempre e comunque al PRIMO POSTO di attenzione ed interesse.