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sabato 20 dicembre 2014

IL PESCE: 5 buoni motivi PER NON MANGIARLO

Quando si parla di PESCE, immediatamente ci viene in mente la "Dieta Mediterranea", quell'insieme di abitudini alimentari, e non, che tutto il mondo ci invidia. Il Pesce è infatti uno dei componenti chiave della Dieta Mediterranea ma, come al solito, non è tutto oro quello che luccica: non basta infatti vivere in Italia per essere sicuri di mangiare in modo salutare; inoltre la dieta Mediterranea "di una volta" non è più quella che si può fare oggi.
Chi ha seguito i miei corsi "Medici di se stessi" sa cosa ne penso del Pesce come alimento. Chi non ha avuto modo di partecipare ai miei corsi, ecco qui di seguito le motivazioni per cui SCONSIGLIO caldamente di assumere pesce nella propria dieta. Se da un punto di vista puramente teorico il Pesce è infatti un alimento proteico povero di grassi saturi, come quelli presenti nella carne, soprattutto quella rossa, e dalle caratteristiche allettanti dal punto di vista del "contenuto nutrizionale", dall'altro ci sono dei buoni motivi per tenerlo lontano dalle nostre tavole e prima di tutto dai nostri fornelli.
Ecco qui di seguito i 5 buoni motivi per NON MANGIARE PESCE.
1° - Pochi mari al mondo sono esenti da inquinamento al punto da assicurare l'assenza di inquinanti nella carne dei pesci che ci vivono; e se questi mari ci sono, sono sicuramente lontani dall'Italia. Abbiamo così poca attenzione e rispetto per l'ambiente che abbiamo trasformato i mari intorno a noi come una vera fogna. E' vero, le varie "Golette" assegnano dei punteggi ma che sono relativi e non sono un indice di purezza dell'acqua in cui vivono i pesci di cui, anche, gli italiani si cibano (il perché di questo "anche" lo spiego dopo). La balneabilità e il colore dell'acqua, per quanto attraente, non sono una garanzia di salubrità dei pesci che ci vivono. Dunque le condizioni di inquinamento delle acque ci dovrebbero sconsigliare di mangiare i pesci che ci vivono. Ricordiamoci ad esempio dei Metalli pesanti che sono fra gli inquinanti maggiori presenti nelle acque e che vengono indiscutibilmente depositati e accumulati nei tessuti degli animali e delle piante del mondo marino; inevitabilmente se li mangiamo assumeremo anche i loro depositi di metalli pesanti che che diventeranno automaticamente i nostri. Infatti la caratteristica principale dei Metalli pesanti, dopo quella di essere tossici, è quella di accumularsi e di farlo con una certa predilezione per alcuni tessuti specifici del corpo degli esseri viventi.
2° - Nel mondo vengono consumate 150 milioni di tonnellate di pesce; attenzione però, di queste, solo 90 milioni di tonnellate costituiscono la quantità di pesce PESCATO, le restanti 60 milioni di tonnellate provengono da pesce ALLEVATO. Guardate le etichette delle confezioni di pesce nei frigoriferi del vostro supermercato, guardatene diverse e rendetevi conto di qual'è la percentuale di pesce ALLEVATO rispetto al PESCATO. Gli allevamenti sono sempre una ottima fonte di business e si stanno sviluppando allevamenti di pesce persino nel deserto di Israele (già esistono e producono pesce): sfruttano le acque (calde) estratte dalla profondità del deserto, ma sono pur sempre ALLEVAMENTI e non ci dovremo stupire se ce li ritroveremo anche nei nostri supermercati italiani. In Italia il 70% del pesce che si consuma è di provenienza estera (anche dai paesi Asiatici: ed il Pangasio diventa miracolosamente Merluzzo!)
3° - Gli ALLEVAMENTI sono pur sempre allevamenti: sovrappopolati rispetto ad una condizione naturale di vita, in libertà; è normale e infatti gli allevamenti hanno spessissimo abbinato l'aggettivo INTENSIVO. Questo significa che chi conduce l'allevamento deve "produrre più unità" (n° di pesci) possibile, nel minor spazio possibile (per avere più controllo e minori spazi operativi) e nel minor tempo possibile; è una legge industriale: più produco e più guadagno. D'altra parte, come si sa, per definizione, le imprese sono imprese perché devono fare utili.
 
Si potrebbe anche obiettare che molti allevamenti sono fatti direttamente in mare. A questa obiezione la mia risposta è: peggio di così non si potrebbe fare! In questi casi oltre alla sovrappopolazione (tipica situazione degli allevamenti) aggiungiamo anche l'inquinamento dell'acqua, che, appunto, è quella di mare. Si, va bene, ma ci sono anche allevamenti fatti fuori dal mare: e qui diamo libero sfogo ai commenti su tutti quegli quegli artifici che vengono applicati con l'aiuto di prodotti chimici e farmacologici per evitare la manifestazione di malattie che potrebbero azzerare la produzione (dico evitare, non curare; i trattamenti vengono fatti comunque per prevenire le malattie e non solo per debellarle quando si manifestano, esattamente come succede per gli allevamenti di Polli)


Al di là delle innaturali condizioni di allevamento dei pesci, proprio per la sovrapopolazione e la mancanza di spazio vitale necessario e indispensabile per una vita senza STRESS (che ha effetti sulla qualità della carne che si produce), gli allevamenti intensivi dei pesci non sono diversi da quelli dei Polli (e qui penso che non dovremmo avere più nessun dubbio su cosa vi succede, perché le recenti cronache e indagini giornalistiche ce lo hanno svelato). E' chiaro che i trattamenti sono un mezzo preventivo e non curativo delle malattie negli allevamenti intensivi di qualsiasi genere. Quindi anche i nostri pesci allevati possono contenere residui di farmaci utilizzati per evitare infezioni batteriche e infestazioni da parassiti.
4° - Omega3. Il pesce (più o meno in funzione della tipologia di pesce) contiene Omega3, i famosi grassi polinsaturi che fanno bene alla nostra salute. Sono nutrienti essenziali in quanto il corpo umano non è in grado di fabbricarli autonomamente, quindi indispensabili per l'alimentazione umana. Ma è proprio vero che mangiando Pesce si assumono Omega3? Innanzitutto dipende dalla tipologia di pesce; secondariamente dipende da come lo cuciniamo: SI, perchè i famosi Omega3, una volta scaldati oltre i 40°C si denaturano e non sono più utilizzabili dal nostro corpo, anzi, diventano vere e proprie tossine che il nostro corpo dovrà in qualche modo "mettere da parte" o espellere attraverso gli organi emuntori. Dunque, il pesce, se viene cotto (cottura = denaturazione delle proteine = calore oltre i 40°C), perde il suo contenuto nutrizionale principale, gli Omega3, l'unico motivo per cui varrebbe la pena di cibarsi di pesce (anche se ormai sappiamo che ci sono molte e migliori alternative nel mondo vegetale). Ecco perchè il pesce andrebbe mangiato CRUDO! Crudo? Siamo proprio sicuri di voler mangiare pesce crudo?

A volte guardare in bocca il pesce aiuta a capire che può essere un perfetto ospite di parassiti che potrebbero essere trasmessi anche all'ignaro mangiatore (certo, non mangiamo la testa del pesce crudo con dentro i parassiti, ma le uova vengono depositate altrove e quando si schiudono le larve migrano, quindi vedere le larve in bocca al pesce può voler dire che il pesce è infestato); ecco perchè occorre essere sicuri che il pesce sia stato congelato per almeno 24 ore prima di essere mangiato crudo, solo così le uova dei parassiti saranno state inattivate. Ma VALE DAVVERO LA PENA rischiare di mangiare pesce crudo senza la certezza che sia stato congelato a dovere? (attenzione al SUSHI!) Be', visto che ci fanno passare per fresco anche il Pesce che ormai potrebbe essere destinato solo alla spazzatura, forse vale la pena di pensarci seriamente (vedi le frodi alimentari dell'Ottobre 2013 quando si scoprì che il pesce vecchio era stato trattato con il CAFADOS, o con Perossido di Benzoile, per essere venduto come pesce fresco: queste sostanze sono in grado di rendere apparentemente fresco il pesce vecchio e sono difficili da rintracciare in laboratorio quando si analizza il pesce) .
5° - Ci sono sicuramente altre buone ragioni per cui NON MANGIARE PESCE sia da considerarsi una buona abitudine di vita; personalmente ci aggiungo anche una questione etica, quella del non cibarsi di animali visto che possiamo farne a meno e visto che l'essere umano non è nato per essere carnivoro.