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mercoledì 28 maggio 2014

Germogli: dai semi un prezioso contributo per la salute (2° Parte)


Dopo aver letto un po' di storia sui germogli, (il mio articolo precedente) continuiamo questo viaggio in questo mondo affascinante domandandoci  "perché dovremmo considerare i germogli un nutriente d'eccellenza o un cosiddetto SUPER-FOOD che dobbiamo introdurre necessariamente nella nostra alimentazione quotidiana? I semi, o meglio i germogli che ne derivano, sono davvero un prezioso contributo alla nostra salute?"


La premessa è che stiamo parlando di germogli prodotti in casa nostra, con tutte le accortezze e semplici tecniche del caso. Sui germogli che acquistiamo già pronti (ma non mi pare che ci sia una grande varietà) non sappiamo quasi nulla ed il germoglio è un tipico alimento che dovrebbe far parte delle attività di autoproduzione che ci consentono di gestire al 100% ciò che mangiamo.
Visto che su questo argomento io di dubbi non ne ho, cercherò di toglierli a chi invece ancora ne ha ed è titubante, perché purtroppo non ha potuto approfondire l'argomento o semplicemente ha paura di fare pasticci. Qui infatti troverà molte utili informazioni per iniziare  a non rinunciare a questo prezioso alimento.
La prima considerazione che faccio è relativa alla conservabilità dei semi: Madre Natura ha fatto in modo di regalare al mondo vegetale un mezzo di moltiplicazione e conservazione delle specie che potesse garantire la possibilità di riprodurre una pianta, da un piccolo agglomerato di energia, anche dopo lungo tempo. Si possono infatti conservare a lungo in luogo asciutto (anche semi ultra centenari possono germogliare una volta che vengono rimessi in condizioni ambientali adatte), quindi possiamo produrre i germogli partendo da semi che possiamo attivare quando ne abbiamo necessità, ottenendo un alimento ricco di nutrienti perfetti. Abbiamo una specie di "scorta alimentare" facilmente conservata in pochissimo spazio che ci fornirà cibo non appena gli forniamo acqua per qualche giorno, donando un alimento che non si deteriora una volta che è pronto perché rimane vivo fino al momento del consumo.
La seconda è che il punto di forza dei germogli è loro vitalità e la ricchezza di nutrienti che, rispetto ai semi di partenza, contengono in maniera super potenziata in termini di quantità. Se infatti osserviamo le quantità di nutrienti dei semi e le confrontiamo con quelle de rispettivi germogli, ci stupiremo nel vedere la vera "esplosione" che segue il processo di germinazione e crescita del germoglio:

Quando forniamo umidità e buio ai semi (roba da poco, non costa molto!!!) succede quel miracolo che abbiamo visto nella tabella qui sopra. Molti anni fa, anche i marinai esploratori fecero uso di germogli come fonte alimentare, evitando così fastidiosi disturbi e malattie dovute alle carenze di vitamine (Scorbuto per assenza di Vitamina C ad esempio).
La terza osservazione che vorrei fare sembra banale; tuttavia chi si occupa di Equilibrio Acido-Base come fonte di salute (Dieta alcalina, Dieta pH, ecc) non dovrebbe trovarlo affatto banale. Germogliare vuol dire trasformare un alimento acidificante (come un cereale o un legume) in un alimento alcalinizzante. Questa cosa, per me, è assolutamente straordinaria perché significa dare un ulteriore vantaggio alla dieta Vegetariana nel consumo di cereali e legumi, che se mangiati in abbondanza, in termini percentuali della dieta quotidiana, sotto forma di semi o farine non ti permettono di tenere sotto controllo l'acidosi sistemica che come sappiamo è fonte di numerosi distrubi e malattie.

La quarta considerazione è che la grande varietà di semi che possono essere germogliati in autoproduzione e poi consumati può dar modo ad ognuno di orientare l'assunzione di nutrienti specifici esattamente come se utilizzassimo un programma integrazione alimenatre (Vitamine, Minerali, Oligoelementi) in funzione delle proprie necessità. Se pensiamo agli ortaggi e alla frutta dobbiamo purtroppo fare i conti con i loro contenuti nutrizionali troppo spesso legati ad alcuni fattori come: la tipologia di coltivazione (Biologica o Convenazionale; la prima più ricca di nutrienti) il momento in cui è avvenuta la raccolta; la conservazione fino al punto vendita; la conservazione in casa; le perdite dovute alle modalità di preparazione (escludo quindi ogni tipo di cottura che notoriamente distrugge molti nutrienti); attesa tra la preparazione casalinga ed il consumo. Pensiamo ora alla possibilità che abbiamo di scegliere il germoglio in funzione ad esempio del suo contenuto di Vitamina A; sapendo che il contenuto per 100 g di germoglio è di X mg, possiamo essere certi che quando consumiamo il germoglio, che è vivo finchè non lo mettiamo in bocca, assumeremo X mg di Vitamina A, senza avere alcun dubbio sull'effettiva quantità che ingeriamo.
Vedremo nel prossimo articolo altri dettagli e informazioni nutrizionali veramente interessanti.

I Germogli nel Piatto Giuliana Lomazzi
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