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giovedì 3 ottobre 2013

Longevità degli Italiani: la grande BALLA sul primato italiano. Berlusconi rientra nelle statistiche?


Ogni volta che i media danno notizie che riguardano l'aspetto "salute e stile di vita" degli italiani, mi sorge il dubbio che dietro ci sia qualcosa. Ormai conosco i "polli" e "chi li alleva"!
Qualche tempo fa è stata trasmessa in TV una nuova BALLA COLOSSALE: i cittadini italiani sono tra i più longevi, almeno in Europa; il livello di vita media si è alzato ancora.
Innanzitutto occorrerebbe dare un'occhiata alle statistiche vere (come sempre) per capire cosa ci sta dietro questa notizia, cioè perchè ci dicono queste cose? 



Ci vogliono rassicurare sul fatto che lo stile di vita che stiamo seguendo è il migliore al mondo e che ci sta portando ad avere la miglior performance in termini di longevità? Ci stanno dicendo che va bene come viviamo e cosa mangiamo dato che siamo tra i popoli più longevi? Ci stanno convincendo che la scienza medica sta facendo passi da gigante? O che la quantità colossale di farmaci che si consumano portano i loro benefici alla nostra vita?
Non lo so, ma per fare chiarezza su questo argomento sono andato a dare un'occhiata alle statistiche e come sempre la verità fatica sempre ad essere al primo posto delle classifiche nelle notizie distribuite al "Popolo" dalla TV pubblica italiana, quella per la quale paghiamo un canone per poterla vedere.
Innanzitutto bisognerebbe fare un distinguo tra longevità con un certo livello di "vera vitalità" ed invece longevità con "un piede nella fossa" (mi scuso per l'immagine poco bella, ma non sono d'accordo con l'accanimento terapeutico, soprattutto con quello che si fa sulla popolazione con un buon grado di salute). In questo caso infatti, occorrerebbe chiedere alle persone che sono tenute in vita con la CHIMICA o con le MACCHINE se sono contente del loro stile di vita o che cosa si aspettano dal futuro (purtroppo devo aggiungere: "se sono in grado di rispondere"). Quante persone "vivono" ingurgitando farmaci per tutto il giorno per "alleviare" ogni minimo sintomo? Gli è stato detto che i farmaci sono necessari per poter vivere il resto della loro vita senza problemi o per ridurre il rischio di peggiorare la loro situazione. E ogni volta che un nuovo sintomo compare gli vengono dati altri farmaci per alleviare i sintomi dovuti ad altri farmaci. Apro parentesi. Il punto di vista dell'industria Farmaceutica è che grazie a queste persone si può fare parecchio business, aumentare gli utili e soddisfare gli investitori che si aspettano che il mercato del farmaco cresca, e cresca sempre di più. Tranquilli, signori investitori, la Lobbie è forte e il mercato non mancherà mai. Chiusa parentesi.
Di fatto le società del benessere hanno solo il vantaggio che il termine "benessere" gli è stato cucito addosso con del filo d'acciaio, ma la verità è ben lontana da questo aggettivo; è vero che il benessere è quello che ci fanno credere? Vivere con 10 pillole al giorno e andarsene in giro con il Cayenne è benessere? Rispondete voi ognuno con il proprio punto di vista, va sempre bene!
Eccoci alle statistiche che purtroppo si fermano al 2011.
Innanzitutto occorre scegliere tra gli indicatori di salute pubblica (disponibili nei siti ufficiali della Comunità Europea e scegliendo l'Heidi data tool col quale si possono ricavare tutti i dati che interessano, componendo i grafici a piacere) quali possono servire veramente a fornire la notizia sensazionale oppure la verità. 



Distinguiamo innanzi tutto due indicatori: uno è l'ASPETTATIVA DI VITA OLTRE I 65 ANNI, il secondo è l'ASPETTATIVA DI VITA IN SALUTE OLTRE I 65 ANNI
Il primo ci dice quanti anni mediamente una persona potrà vivere oltre i 65 anni di età: il migliore risultato di incremento in Italia è quello per le donne ed è di 0,9 anni dal 2004 al 2011. In senso assoluto sembrerebbe positivo (ed è il gioco che i Media usano per dare la notizia sensazionale).
L'aspettativa di vita IN SALUTE oltre i 65 anni ci dice invece quanti anni mediamente una persona vivrà in salute, senza malattie invalidanti oltre tale età: anche qui il dato migliore è per le donne ma la sorpresa è che dal 2005 al 2011 c'è stato un calo. Questo ci dice che lo stile di vita che conduciamo non ci salvaguardia in termini di salute vera, anzi tutt'altro!
 
 
In questo grafico viene evidenziato come per le Donne in Europa l’Aspettativa di vita senza malattie invalidanti sia praticamente rimasta costante dal 2005 al 2011 (la linea dritta al centro); in Italia però c’è stato un peggioramento dell’indice, ossia il numero di anni vissuti in salute (senza malattie invalidanti) oltre i 65 anni di età, è calato da circa 12,5 a 7,0 anni: abbiamo perso sostanzialmente 5,5 anni di vita in salute relativa (osservate la linea con l'andamento discendente e con un picco inspiegabile nel 2010). 
Tutto questo ci dice che gli sforzi economici impiegati annualmente ed incrementati negli anni a favore di una «pseudo ricerca» in campo scientifico per migliorare la salute pubblica, ha dato risultati 0 o meno di 0
QUESTO E' IL FALLIMENTO CHE CI VIENE NASCOSTO dai Media e ci viene invece presentato come un dato positivo: "gli Italiani sono i più longevi d'Europa".
Questo significa anche che l’approccio allo stile di vita e alla salute deve essere cambiato per non generare sempre più «vecchi» disabili che vivono in totale assenza di benessere, nonostante magari il conto in banca. La prospettiva è l’incremento di persone anziane che avranno sempre più bisogno di assistenza organizzata con costi (spesso privati) che potranno solo aumentare grazie all’incremento di «Longevità» senza benessere.
E anche questo è business per la sanità.