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domenica 7 luglio 2013

Stitichezza: i consigli per una soluzione definitiva.

La Sitichezza o Stipsi è un disturbo molto diffuso ma anche molto sottovalutato.
La prima cosa che devo dire è che se mi mettessi a riscrivere tutto quello che già si può trovare in rete sulla Stitichezza, non riuscirei a pubblicare questo articolo entro la fine del mese e comunque il mio scopo non è mai quello di replicare a specchio tutto quello che già c'è, anche perchè molto spesso sono informazioni che non condivido. Purtroppo la massa di informazioni che si trovano sono sempre piuttosto incomplete e le persone che intendono risolvere il proprio disturbo con un "fai da te", rischiano di ritrovarsi appesi a mille dilemmi; inoltre le informazioni sono anche contraddittorie dovute al fatto che chi scrive spesso lo fa anche con un pizzico di interesse, magari legato alla vendita di qualche suo prodotto o servizio, quindi limitato, che altrettanto spesso riesce a vendere e a dare qualche sollievo, ma senza risolvere definitivamente il disagio del cliente/lettore.
La seconda cosa è che se pensi di non avere tempo per risolvere da solo il tuo problema, smetti subito di leggere, stai perdendo tempo e vai avanti come hai sempre fatto.
Quello che vorrei fare qui è ancora una volta condividere quelle che ritengo siano le indicazioni più appropriate che portino alla soluzione definitiva di questo disturbo.
Ci sono persone che purtroppo convivono con la stitichezza fino al termine dei loro giorni; l'abitudine ai propri ritmi ridotti di evacuazione delle feci può fare di questo disturbo un fedele compagno per tutta la vita che spesso non allarma, ma che altrettanto spesso è causa di altri problemi più seri, e su questi ci si concentra ignorando la vera origine. Molte persone dichiarano di avere evacauzioni regolari, ma poi si scopre che per loro la regolarità consiste in 1 o 2 volte alla settimana.
Come sempre molti si rivolgono al proprio medico di famiglia per risolvere il problema ma, come al solito e sempre con rare eccezioni, i medici allopatici non hanno la preparazione e la visione sufficiente per una soluzione definitiva e spesso anche il loro interesse è legato alla prescrizione di prodotti industriali sintomatici. Si limitano a soluzioni temporanee che risolvono (non sempre!) l'evento quando diventa "impellente"; lo fanno consigliando con la solita "sufficienza", che nasconde ignoranza, i soliti clisterini pronti acquistabili in farmacia, che normalmente hanno un'azione di stimolo locale per scatenare l'azione di espulsione del residuo fecale; oppure i soliti prodotti per via orale che altrettanto si limitano a stimolare l'azione di espulsione con meccanismi diversi; oppure ti consigliano l'uso di probiotici (fermenti lattici) che, se riescono ad azzeccare il tipo di probiotico, non funzioneranno a causa delle modalità di assunzione sbagliate che vengono indicate dal medico stesso. In genere poi per i medici il problema "alimentare" non esiste quasi mai.

Non ci sono dubbi sul fatto che anche per la stitichezza ci sia una definizione da parte della medicina ufficiale; qualcosa del tipo: movimenti intestinali inferiori ad un certo numero, come 2-3 a settimana.

Nella mia attività di Naturopata, quando un cliente si rivolge a me e mi riassume la sua "storia intestinale", se non trovo riscontro per almeno "Una evacuazione al giorno", la nota che mi scrivo nella sua scheda personale è "stitichezza" o "rare evacuazioni" o "problemi intestinali". Al di là di ogni definizione scientifica, di ogni indicazione medica o qualsivoglia altra fonte ufficiale o pubblica, il mio punto di vista è: almeno un'evacuazione giornaliera deve essere considerata "la normalità" e al di sotto di questa soglia, anche se il cliente non crede di avere problemi di stipsi, in quanto Naturopata, mi devo occupare del suo intestino, ma soprattutto di ciò che causa i suoi "rari" movimenti intestinali.
Perché lo devo fare?
Innanzitutto perchè credo fermamente che l'intestino sia uno degli organi più importanti del nostro corpo, centro di importantissime funzioni immunologiche oltre che digestive e di assorbimento dei nutrienti che ingeriamo con l'alimentazione; e proprio perchè è così importante occorre che funzioni meglio di un orologio Svizzero, che sia integro nella sua struttura e nella sua funzionalità.

In natura, se osserviamo il comportamento delle altre specie viventi, possiamo notare che, regolarmente, l'assunzione di cibo è seguita dall'evacuazione di escrementi, i residui inutilizzati/inutilizzabili. I miei cani mangiano due volte al giorno ed evacuano due volte al giorno; avete mai osservato i bovini? gli equini? gli ovini? gli uccelli? i felini?
se non avete mai avuto l'opportunità di farlo è un vero peccato perchè l'osservare gli animali fornisce più indicazioni e suggerimenti di quanto possa fare il vostro medico di famiglia.
L'unico motivo per cui in natura si interrompe il ritmo di assunzione di alimenti ed evacuazione delle scorie è una situazione di "attacco e fuga" che per noi umani è definito come STRESS: devi salvarti la vita, non hai tempo né di mangiare né di evacuare escrementi, devi attaccare per difenderti o fuggire per salvarti, e questo il Sistema Nervoso lo sa: questo stato fisiologico, controllato dal sistema nervoso autonomo Simpatico mette tutto ciò che non è necessario a salvarti la vita, in stand-by, in attesa di risolvere il momento difficile. Quando un animale è in stato normale vegetativo, mangia ed evacua i residui indigeribili: tutto questo è regolato e funzionalmente controllato dal sistema nervoso autonomo Parasimpatico che per il momento vi chiedo di accettare così com'è o di andare a prendere informazioni su altre fonti (in un secondo momento lo tratterò).

Ma allora, che cosa può rendere "pigro" il nostro intestino? Escludiamo subito i casi in cui vi siano problemi fisico-meccanici dovuti a gravi interventi chirurgici o a gravi ostruzioni o restrizioni di una parte dell'intestino; tutto il resto lo possiamo prendere in considerazione, occuparcene e risolverlo.
Come sempre non c'è nessun'altro che può occuparsi di questo eventuale disturbo se non "noi stessi": il paziente è sempre il primo interessato ed il protagonista della propria guarigione, quindi occorre armarsi di buona volontà e "fare", "cambiare qualcosa" nella propria vita perchè anche la stitichezza è un sintomo, un segale che qualcosa non funziona come dovrebbe, ma non è una malattia.
Ho appena detto più sopra che la regolarità del ritmo alimentazione/evacuazione è la normalità in natura, quindi lo deve essere anche per l'Uomo poiché, ahimè, anche l'essere umano fa "parte della Natura" e "vive con le leggi della natura", quindi anche l'essere umano per vivere in condizioni di equilibrio e quindi di salute, deve necessariamente alimentarsi ed evacuare con regolarità. L'Essere umano non è un'eccezzione a nessuna legge della natura, se non per la sua "idiozia" spesso scambiata per intelligenza (ma questo è un'altro argomento!).
L'argomento più vicino all'evacuazione è l'Alimentazione: ciò che ingeriamo per nutrirci (e troppo spesso semplicemente per mangiare e spegnere il senso di fame) è ciò che transiterà nel nostro "tubo" digestivo, dove il tratto più lungo e consistente di attività è proprio l'intestino. Qui determinerà tante cose di cui spesso siamo inconsapevoli, la prima fra tutte è che non siamo in grado di digerire e assorbire qualsiasi cosa che non sia contemplato nelle leggi della natura e troppo spesso manipolato e costruito con l'aiuto dell'idiozia umana.
Questa introduzione su alimentazione, sistema nervoso ed evacuazione, mi permetterà di affrontare in dettaglio tutti gli aspetti che porteranno chiunque a capire autonomamente cosa fare per risolvere il personale problema della stitichezza.
Seguimi nei prossimi articoli e lo scopriremo insieme.