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lunedì 18 marzo 2013

Indice di Massa Corporea: BMI = Body Mass Index

Non che sia un esperto dell'Indice di Massa Corporea, meglio conosciuto come BMI = Body Mass Index. Lo utilizzo di tanto in tanto quando faccio una valutazione del soggetto che si presenta a me per un consiglio. Non sarà sicuramente un caso ma mentre scrivevo l'articolo di ieri su "Dimagrire con il Metodo Kousmine" ho avuto modo di incappare in due informazioni che riguardano il BMI che mi sembra utile ed importante riportare e far conoscere a chi mi segue.
La prima informazione riguarda la presunta capacità di questo Indice quale riferimento per stimare un rischio di malattia.
Il BMI viene solitamente usato per evidenziare eventuali condizioni di sovrappeso od obesità: il BMI, calcolato dividendo il peso in kg di una persona per la sua altezza, in metri, al quadrato è considerato ideale ad un valore tra 18,5 e 24,9, mentre se il valore supera il 30, la persona è considerata obesa. Secondo i Centers for Desease Controll and Prevention, il rischio di ammalarsi di alcune malattie (le cardiopatie, il Diabete di tipo 2 e alcuni tipi di cancro) è direttamente proporzionale al valore del BMI (maggiore è il BMI e maggiore è il rischio). Da una ricerca svolta dall'Albert Einstein College of Medicine della Yeshiva University, pubblicata sull'American Journal of Epidemiology, il BMI sembra non essere più l'indice adatto a tale previsione. Da una ricerca svolta su 90.000 donne canadesi risulta che il BMI è predittivo solo per alcuni tipi di cancro (all'endometrio, ai polmoni e al seno in donne in postmenopausa) e non per tutti i 19 tipi di cancro che si pensava prima dello studio.

In generale, il BMI è un indicatore imperfetto del grasso corporeo perchè non distingue fra massa grassa e massa magra. Tanto è vero che il calcolo del BMI è stato recentemente aggiornato dai ricercatori della Oxford University che hanno proposto una formula che individuerebbe meglio la quantità di grasso effettiva del corpo in esame. La vecchia formula, ricordata più sopra, è una formulazione del 1830 ideata dallo scienziato belga Adolphe Quetelet, ma non tiene conto delle persone basse e di quelle molto alte secondo Nick Trefethen, docente di analisi numerica all'università di Oxford che propone il nuovo calcolo e sostiene il suo algoritmo come "più preciso perchè bilancia più accuratamente il peso con l'altezza". Secondo lui il BMI va calcolato nel seguente modo: 1,3 x peso (in kg); il risultato va diviso per l'altezza elevato per 2,5.
Con il vecchio calcolo i bassi pensano di essere più magri del reale, mentre i molto alti risultano più grassi di quanto non siano in realtà; con il nuovo calcolo invece chi misura meno di 1,52 guadagna 1 punto di BMI e risulta più grasso, mentre chi si avvicina ai 2 metri di altezza perde 1 punto risultando meno grasso rispetto al precedente calcolo di BMI.
Parliamo di sottigliezze, agli estremi di misure di altezze considerabili comuni, ma quando i matematici e gli statistici ci si mettono, spaccano il capello in quattro: però quel che è giusto è giusto, evidentemente i nuovi mezzi di calcolo hanno evidenziato una lacuna nel vecchio calcolo che in alcuni casi portava a considerazioni non perfettamente corrette ma che comunque andava aggiustata.