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sabato 9 marzo 2013

Il Metodo Kousmine: uno stile di vita sano per prevenire e curare (Parte 5°)

Per concludere la trattazione del 3° pilatro del Metodo Kousmine, Igiene intestinale, vorrei dare qualche utile consiglio per una corretta esecuzione degli Enteroclismi in base alla mia personale esperienza. Sembra banale, e in fondo, una volta acquisita la poca esperienza che serve, lo è; però se ci si attiene alle poche ma utili istruzioni che seguono, si evitano errori che fanno perdere tempo e che potrebbero portare a inutili e demoralizzanti fastidi, con il rischio di abbandonare una pratica che invece è determinante per una buona Igiene intestinale.

Innanzitutto, quando avrete in mano l'apposito kit o, dovrete assemblare il tutto: Serbatoio da 2 lt, canna flessibile di collegamento tra serbatoio e rubinetto, cannula rettale (attenzione, nella foto indico qual'è la giusta cannula per l'enteroclisma; quella più lunga viene generalmente utilizzata per lavande vaginali).
Si prepara il liquido per eseguire l'enteroclisma facendo bollire poco più di 2 lt di acqua; all'ebollizione si spegne il fuoco e si mettono in infusione 5 bustine di camomilla. Non si deve utilizzare camomilla già pronta liofilizzata da sciogliere nell'acqua. Quindi solo bustine per infusione oppure fiori di camomilla essiccati in quantità equivalente (che potrebbero essere tre cucchiai da tavola colmi). Si lasciano in infusione per 4-5 minuti e si tolgono i filtri oppure si filtra l'infusione per eliminare i fiori di camomilla. Abbiamo ottenuto l'infuso che va raffreddato a 38-39 °C (si può utlizzare un termometro per liquidi per essere certi di ottenere la temperatura corretta); è bene travasare l'infusione nel serbatoio (rubinetto chiuso!) con un paio di gradi in più rispetto ai 36-37°C poichè nelle operazioni di riempimento e attesa prima di iniziare l'erogazione dell'enteroclisma si perderanno un paio di gradi di temperatura. Aprire il rubinetto per riempire la canna e poi richiudere. La temperatura del liquido è importante perchè una temperatura molto diversa da quella corporea di 36°C (sia più calda che più fredda) produrrà più stimolo ad evacuare prima del necessario. Posizionare il serbatoio ad un'altezza di 50-60 cm oltre l'altezza dell'ano; perciò occorre decidere quale posizione si preferisce assumere (vedi sotto) e organizzare la sospensione del serbatoio in modo opportuno. Consiglio di praticare l'enteroclisma in bagno dove si possono trovare opportuni sostegni per i serbatoio e dove si è più vicini al WC; si può stendere sul pavimento un asciugamani da spiaggia sopra il quale assumere la posizione scelta.
Ungere leggermente la cannula con Olio di semi di girasole (vedremo più avanti che questo olio serve anche dopo la pratica di lavaggio) per facilitarne l'introduzione nel retto attraverso l'ano. Assumere una delle posizioni mostrate nelle figure qui sotto

Fig. 1: posizione sul fianco
Fig. 2: posizione sulle ginocchia
A mio avviso la posizione sulle ginocchia risulta più comoda per gestire meglio l'introduzione della cannula, la gestione del rubinetto ed i massaggi addominali.


Introdurre la cannula nell'ano ed aprire il rubinetto in modo da far affluire l'infusione ad una velocità di circa 1/2 litro ogni 3-4 minuti (in entrambe le posizioni si può osservare un orologio ed il serbatoio, avendo così un'idea della velocità di erogazione). Durante l'erogazione del liquido si cercherà di massaggiare l'area addominale nella direzione di risalita del liquido: partendo dall'angolo in basso a sinistra dell'adddome, tra la zona pubica e la cresta iliaca sinistra, si eseguiranno dei massaggi verso l'alto come per spingere il liquido in senso contrario al colon discendente, proseguendo anche lungo il traverso (vedi figura qui sotto)

La freccia rossa indica la direzione del massaggio
Questo aiuta ad evitare spasmi e piccoli dolori durante il riempimento del colon; periodicamente si potrebbe sentire l'arrivo degli stimoli all'evacuazione, perciò si renderà necessario fare delle respirazioni a bocca aperta e veloci (come fanno i cagnolini) in modo da alleviare tali stimoli. In alternativa si può ridurre il flusso chiudendo leggermente il rubinetto ed aumentare i massaggi come descritti sopra. Si può provare anche a chiudere completamente il rubinetto, rspirare e massaggiare, aspettando la fine dello stimolo e poi riprendere. All'inizio della propria esperienza, se proprio non si resiste, si potrà anche interrompere l'erogazione, estrarre la cannula, evacuare e riprendere poi l'enteroclisma; può succedere anche di dover interrompere un paio di volte, ma con il tempo e l'allenamento non succederà più.
Al termine dell'erogazione è bene non evacuare subito ma attendere il più possibile continuando a massaggiare. L'evacuazione potrebbe poi durare anche una ventina di minuti: noteremo delle evacuazioni successive che seguiranno le spinte peristaltiche intestinali con espulsione di scorie più o meno dure e vecchie.

Peretta in gomma
Il momento migliore per fare l'enteroclisma è la sera prima di andare a letto, quindi dopo l'evacuazione una bella doccia calda aiuta a rilassarsi; terminata la doccia, prima di coricarsi si instilleranno 4 cucchiai corrispondenti a circa 60 ml di Olio di semi di Girasole (bio, spremuto a freddo, ecc) utilizzando una peretta in gomma, quelle che si usano per i bambini.  Questo viene fatto all'inizio, quando la carenza di Vitamina F (Omega 3) è certamente alta: durante la notte quest'olio verrà assorbito nel retto. Andando avanti nel tempo la quantità di olio assorbita sarà sempre meno e questo vuol dire che ci potranno essere delle perdite di olio dall'ano (è bene munirsi di pannolini, che aiutano ad assorbire eventuali perdite); ci si accorgerrà che ad un certo punto non sarà più necessaria l'instillazione dell'olio poichè la perdita dell'olio nel pannolino o nella prima evacuazione del mattino sarà abbondante e commisurata alla quantità instillata: questo è il segnale che si può smettere.
Inutile dire che alla fine occorre ripulire il tutto, sciacquando tutto il kit e la peretta con acqua calda e lavando bene la cannula con acqua e sapone (marsiglia o quello dei piatti vanno bene), risciacquando e lasciando aciugare all'aria in un posto caldo per ritrovare il tutto pronto e pulito per il prossimo enteroclisma.
Come ho già detto tutto questo è frutto di esperienza personale; fare solo della teoria non è mia consuetudine poichè ritengo che la pratica abbia sempre la sua importanza anche per le cose semplici e chi si appresta ad insegnare deve avere fatto l'esperienza per poter trasmettere correttamente le cose con gli aspetti importanti e critici utili ad ogni insegnamento.
Per quanto riguarda la frequenza è utile dire che dipende dalla situazione della singola persona: si può andare da una frequenza quotidiana per un periodo da quantificarsi in funzione della gravità della situazione, fino a settimanale o quindicinale in situazione di stabilità e recupero della situazione. Il Medico Kousmine o il Naturopata potranno meglio consigliare.

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